Continuazione e fine della grande seduta.
Simpatia di Ulrich per Rachel , e di Rachel per Soliman.
Definitiva organizzazione dell’Azione Parallela. Prima parte.
Ulrich come Ippolito di Euripide, poi Gozzano e diversi altri preferiscno la donna incolta. L’Andromaca di Euripide suggerisce la sottomissione della moglie al marito.
“A Ulrich piaceva quel genere di servette che sono ambiziose, si comportano bene, e nella loro beneducata timidezza somigliano ad alberelli i cui frutti dolci e maturi cascheranno un giorno in bocca a un giovin signore ozioso che si degni di schiuder le labbra” (179)
E’ il tema dell’uomo acculturato che preferisce la donna incolta e naturale a quella artefatta” (170)
Nel capitolo 67 Diotima e Ulrich
l’uomo senza qualità torna su questo pensiero: la vedeva bella, gli sembrava una fresca giovenca alta e florida, di buona razza che incedeva sicura e contemplava le erbe secche da lui sradicate . Però la temeva e aveva del risentimento verso l’aristocrazia spirituale di lei.
Pensava: “come sarebbe piacevole se fosse ignorante, trascurata e bonaria come è sempre un grande corpo caldo di donna quando non si ficca in testa certe idee particolari!”
Vediamo alcuni versi che Euripide attribuisce a Ippolito :"La situazione più facile è per quello cui tocca una nullità, ma la donna/ inutile per la sua stupidità viene collocata in casa./La saccente la odio (sofh;n de; misw' , v. 640): non stia nella mia casa /quella che pensa più di quanto debba pensare una donna./Infatti Cipride genera maggior malizia/nelle saccenti (ejn tai'" sofai'sin, 643); mentre la donna semplice/ è privata della pazzia amorosa dalla sua corta mente./Inoltre bisognerebbe che nessuna serva si recasse da una donna/ma che si mettessero ad abitare con loro muti morsi/di fiere, affinché non potessero rivolgere la parola ad alcuno/né ricevere parole di rimando da chicchessia./Ma ora le scellerate dentro le case macchinano/scellerati disegni, e le serve li portano fuori- e[xw d j ejkfevrousi provspoloi[1]" (Ippolito , 638-650).
"Bisogna infatti che la donna, anche se viene data in moglie a un uomo da poco/lo ami e non faccia gare di pensieri" dice la vedova di Ettore in una bella tragedia di Euripide.
In nome della sottomissione Andromaca suggerisce di abbassare la testa e reprimere ogni sentimento e pensiero che non sia di devozione nei confronti dello sposo. Quindi, poco più avanti, aggiunge:: "O carissimo Ettore, io per compiacerti / partecipavo ai tuoi amori[2], se in qualche occasione Cipride ti faceva scivolare,/e la mammella ho offerto già molte volte ai tuoi bastardi /, per non darti nessuna amarezza. / E così facendo attiravo a me lo sposo / con la virtù ; tu neppure una goccia di celeste rugiada/ lasci che si posi sul tuo sposo per paura" (Euripide, Andromaca, vv. 222-228).
Cf. anche La Signorina Felicita di Gozzano:
Se lei sapesse come sono stanco
Delle donne rifatte sui romanzi!
Vennero donne con proteso il cuore
Ognuna dileguò, senza vestigio
Ah! Con te, forse, piccola consorte,
vivace, trasparente come l’aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte…
Tu non fai versi. Tagli le camicie
Per tuo padre. Hai fatto la seconda
Classe, t’han detto che la terra è tonda.
E non mediti Nietzsche.
Mi piaci. Mi faresti più felice
D’un intellettuale gemebonda Helena e le altre due.
Bologna 21 maggio 2026 ore 19, 22 giovanni ghiselli
p. s.
Chi mi legge da tempo conosce i miei gusti e non devo ripetermi né giustificarmi per il fatto che preferisco le donne colte oltre che buone e intelligenti. Le incolte mi piacciono solo se vogliono imparare da uomini colti buoni e ielligenti. Tanto per chiarire poiché a volte vengo frainteso.
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[1] Si può pensare a quella della moglie di Eufileto dell'orazione di Lisia in difesa del marito che ha assassinato l’amante della moglie.
[2] Cfr. Amarcord di Fellini.
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