mercoledì 28 febbraio 2024

Il giudizio finale.


 

E’ mercoledì, a Bologna piove da giorni, come a Cesena, e seguiterà per tutta la settimana. Non si può fare altro che studiare, scrivere, guardare la televisione. La vita senza la cosmesi dello sport, senza il cinema, il teatro, gli amici, è dimezzata. Nemmeno mangiare si può se non si vuole prendere peso, inficiare la forza e imbruttire. Appena un cetriolo con un pezzetto di tonno.

 

Tuttavia si possono risuscitare episodi significativi del passato e raccontarli: ore o momenti di felicità donati da una persona associata a un evento miracoloso. Allora dobbiamo correre subito a scrivere, siccome le modelle che ci hanno donato la gioia non hanno mai avuto tempo per concedere molte sedute. Nel vissuto di anni fa, come ora nel ricordo. E non bisogna mai dimenticare che il giudizio finale è il nostro lascito in termini di bellezza e di cultura a quanti ci leggono.

Bologna 28 febbraio 2024 ore 11, 59

 

giovanni ghiselli.

 

p. s. Statistiche del blog

 

Sempre1464051

Oggi119

Ieri385

Questo mese9707

Il mese scorso10363

 

Facce e menti convesse.


 

Il vento sta cambiando ha detto Elena Schlein. Lo spero e lo credo anche io. Eppure le facce convesse dei battuti si oppongono a questo auspicio. Il viatico per una strada diversa da questa ultima nebbiosa e oscura dovrebbe venire dall’elezione di Alessandra Todde che ha una bella faccia aperta e parla con chiarezza.

Quelli dalla faccia convessa in queste ultime due notti devono avere sentito il pigiama come un sudario. 

Chissà se hanno capito che non conviene a nessuno, nemmeno a loro, manganellare i ragazzini inermi, impoverire i poveri, ridurre l’assistenza medica agli indigenti, propugnare le guerre, umiliare la scuola?

Lo hanno creduto a lungo sostenuti da molti tra i penultimi che hanno orrore di venire raggiunti e superati dagli ultimi.

Bologna 28 febbraio 2024 ore 10, 34 giovanni ghiselli.

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1464013

Oggi81

Ieri385

Questo mese9669

Il mese scorso10363

 

 

martedì 27 febbraio 2024

Due stili.


 

Ravviso due stli che potrebbero identificarsi con l’educazione e la maleducazione.

L’educato -pepaideumevno~ - è la persona riflessiva, cortese, capace di ascoltare e di parlare con garbo pensando a quello che dice, e non dice mai parole contraddette dalla realtà.

 

Il maleducato è il chiacchierone, fanfarone, esibizionista sempre in posa sulla ribalta per darsi l’importanza che non ha e cerca di ottenere rivolgendosi a quelli più ignoranti di lui.

Purtroppo questo stile scadente, spesso anche vergognoso e deleterio, è maggioritario in questo tempo.

 

Ma forse il risultato dell’elezione sarda di ieri ci segnala che qualche cosa sta cambiando: la risposta delle matite ai manganelli, la replica delle parole pensate e proferite compostamente, alle moine, alle smorfie, al gesticolare, allo sbraitare, al mentire dei demagoghi ingannevoli significa che molti cominciano a fiutare la falsità della commedia: eripitur persona, manet res" (Lucrezio, De rerum natura,  III, 58), si strappa la maschera, rimane la sostanza.

 

Bologna 27 febbraio 2024 ore 13, 55 giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1463674

Oggi127

Ieri421

Questo mese9330

Il mese scorso10363

 

Organismi e meccanismi.


 

L’intelligenza artificiale come le altre macchine, comprese le automobili, ha la pretesa di ridurre gli umani da organismi a meccanismi. Voglio attenermi alla mia intelligenza naturale, per modesta che sia, come alle mie gambe, al cuore e ai polmoni quasi ottantenni che spingono ancora la bicicletta in pianura e sulle salite.

Andrò  ancora a Delfi a pregare, a Epidauro, a Olimpia, sulla panoramica di Pesaro e a San luca di Bologna.

 

Bologna 27 febbraio 2024 ore10, 30 giovanni ghiselli.

p.s

Statistiche del blog

Sempre1463612

Oggi65

Ieri421

Questo mese9268

Il mese scorso10363

 

Che cosa racconto?


 

Descrivo fatti tipicamente umani, atti e pensieri di donne e di uomini.

 

Quanti mi leggono sono dopo tutto i lettori delle loro vite rivelate anche negli aspetti reconditi, portati alla luce dal sottosuolo mentale.

 

Bologna 27 febbraio 2024 ore 10 giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1463601

Oggi54

Ieri421

Questo mese9257

 

Hoc erat in votis.


Ha vinto Alessandra Todde, una donna gradevole, interessante, tipicamente sarda: parla poco ma  significa molto. Anche la sua elezione ha significati buoni. Fa sperare in una svolta che cambi strada -ojdov~-  rispetto a questo brutto metodo della repressione. Le forze che auspicano tale cambiamento in meglio devono tenersi unite e lottare insieme contro la moda invalsa della prepotenza, dell’ignoranza, dell’occultamento della verità che è ajlhvqeia, non latenza, e va mostrata non truccata né drogata, bensì nel suo aspetto autentico.

Questa donna che governerà la Sardegna sembra incarnarla e rappresentarla con il suo aspetto e le sue parole. Mi piace.

 

Bologna 27 febbraio 2024 ore 9, 31 giovanni ghiselli.

p. d.

Statistiche del blog

Sempre1463587

Oggi40

Ieri421

Questo mese9243

Il mese scorso10363

 

lunedì 26 febbraio 2024

L’umanesimo dell’ebreo magiaro-irlandese Leopold Virág-Bloom.


 

Nel XII episodio dell’Ulisse di Joyce Il Ciclope- la taverna- (pagine 399-472  nella traduzione di Giulio De angelis, Mondadori 1970)  Bloom viene aggredito da nazionalisti gaelici razzisti antisemiti, in un crescendo di insulti.

Questo nuovo Ulisse sopporta siccome è “papà prudenza” (p. 407) the prudent member (p. 268 nell’edizione inglese Wordsworth classics  ) e oppone argomenti razionali all’irrazionalità dei razzisti, il cui corifeo è “il Cittadino” the cytizen scortato da un cane ringhioso.

Rinfacciano all’Ulisse ebreo la puzza semitica, le corna, e attribuiscono ogni male a chi non ha una nazione.

 

Che cosa è una nazione?. Un appello alla pace.

 

“Una nazione?”  dice Leopold Bloom- irlandese figlio di un ungherese suicida “Una nazione è la stessa gente che vive nello stesso posto (Dodicesimo episodio, Il ciclope-La taverna, p. 453 Mondadori)

A nation? Says Bloom. A nation is the same people living in the same place (p. 299 in Wodwsorth Classics ).

 

Ricordo pure  un canto  della mia epoca: “la mia patria è il mondo intero, la mia legge è la libertà”.

 

Qual è la sua nazione, se è lecito, domanda il cittadino razzista, what is your nation if I may ask, says the citizen.

-L’Irlanda”, risponde Bloom. “Sono nato qui. L’Irlanda”

Ireland, says Bloom, I was born here. Ireland.  

Il cittadino non disse nulla, si schiarì appena in gola, e, perdiana, fece volare una patacca di scaracchio fin nell’angolo.

“Io pure appartengo a una razza che è odiata e perseguitata, dice Bloom. Anche adesso. Proprio in questo momento. Poprio in questo istante.(p.  455) and I belong to a race too, says Bloom, that is hated and persecuted. This very moment. This very instant p. 300 in inglese).

Derubati, aggiunge, Spogliati- Insultati. Perseguitati. Ci viene tolto quello che ci appartiene di diritto, Robbed, says he. Insulted. Persecuted.  Taking what belongs to us by right.

 

Oggi questo maltrattamento tocca a tutti i poveri di qualunque “etnia” essi siano.

 

Sto parlando dell’ingiustizia dice ancora Bloom- I’m talking about injustice, says Bloom (p. 301, 455 in italiano)

 

Uno dei  presenti  nella taverna replica: ma allora opponetevi all’ingiustizia come veri uomini- Stand up to it then with force like men

Bloom risponde “But it’s no use, says he. Force, hatred, history, all that.  That’s not life for men and women, insult and hatred. And everybody knows that it’s the very opposite of that is really life”, no, non vale la pena. Forza, odio, storia, questo è tutto. Non è vita questa per uomini e donne, insulti e odio. Tutti sanno che è precisamente il contrario di quello che è veramente la vita.

Cosa? domanda uno

L’amore, dice Bloom. Voglio dire il contrario dell ’odio p. 455 - Love says Bloom. I mean the opposite of  hatred (p.301) ”.

 

Parole simili si leggono nel romanzo di T. Mann La montagna incantata: nel sesto capitolo –Neve- il protagonista Hans Castorp quando si perde in una tormenta e  sta per cedere alla morte per ipotermia, reagisce  pensando

“L’amore si oppone alla morte, lui solo, non la ragione è più forte della morte” (…) In nome ella bontà e dell’amore, l’uomo non deve concedere alla morte il dominio sui suoi pensieri” (pagine  733 e  734). Questa l’unica frase interamente in corsivo di tutto il romanzo.

Questo dovrebbero dire quanti tifano per l’una o l’altra parte nel corso delle guerre.

 

 

Questa è la lezione che dovrebbero assimilare quanti esaltano l’eroismo dei guerrieri che si ammazzano tra loro e uccidono civili inermi.

 

Quindi il nostro Ulisse viene definito “un ebreo rinnegato…venuto da qualche parte dell’Ungheria…si chiamava Virag. Il nome del padre, quello che si avvelenò. Se l’è fatto cambiare ufficialmente, il padre…Virag d’Ungheria. Io lo chiamo Assuero. Maledetto da Dio…San Patrizio dovrebbe sbarcare un’altra volta a Ballykinlar e riconvertirci , dice il cittadino razzista,  dopo che abbiamo permesso a tipi simili di contaminare i nostri lidi (p. 463)

Gli insulti agli Ebrei e a Bloom continuano, finché questo Ulisse reagisce: “Mendelssohn era ebreo e anche Carlo Marx e Mercadante e Spinoza. E il Redentore era ebreo e suo padre era ebreo. Il vostro Dio…Il vostro Dio era ebreo. Cristo era ebreo come me” (p, 468)

 

Quindi Bloom scappa via inseguito dal lancio di una scatola di biscotti e dal cagnaccio aizzato dal padrone, il razzista. L’episodio  Il ciclope-La taverna finisce con varie reminiscenze delle Sacre Scritture, soprattutto 2 Re 2, 11 dove si parla dell’ascesa al cielo di Elia

Bloom dunque mantiene una sua dignità, anche se non ha  l’intraprendenza di Odisseo né una Penelope fedele.

 La moglie Molly  lo tradisce, ma dopo tutto rimane con lui.

L’ultimo capitolo Il XVIII, Penelope- il letto si chiude  con una serie di “sì” che la donna dice alla vita, alla propria vita con il suo Ulisse, a tutta la vita: “and first I put my arms around him yes and drew him down to me so he could feel my breasts all perfume yes and his heart was going like mad and yes I said yes I will yes”, e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì e me lo tirai addosso in modo che potesse sentire il mio petto tutto profumato e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì io voglio sì.

Sono le ultime parole del romanzo uscito nel 1922.

 

Bologna 26 febbraio 2024 ore 18, 25 giovanni ghiselli

 

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1463421

Oggi295

Ieri299

Questo mese9077

Il mese scorso10363

 

 

La repressione.


 

Le manganellate agli studenti liceali, adolescenti inermi, ragazze e ragazzi anche minorenni, è simbolica di una vasta repressione in atto.

Repressione effettuata da quale prepotenza e su quale resistenza?

La prepotenza è quella che l’ignoranza esercita sulla cultura,

la maleducazione sulla buona educazione,

la propaganda sulla parresia critica,

la menzogna sulla verità,

la tirannide sulla democrazia.

In sintesi la brutalità sull’umanità.

I fuvlake~ guardiani e ausiliari di un sistema, non dovrebbero mai diventari cani da guardia aizzati a mordere da padroni non meno brutali di loro ma più astuti e maliziosi.

Bologna 26 febbraio 2024 ore 16, 52 giovanni ghiselli.

p. s.

Statistiche del blog

All time1463335

Today209

Yesterday299

This month8991

Last month10363

 

 

Bastonatori e bastonati. Bastonare è cosa antiumana.


 

Molto bene ha fatto Mattarella nel condanare la bastonatura delle ragazzine e dei ragazzini studenti liceali che manifestavano a mani nude da parte di poliziotti che li hanno colpiti e feriti a furia di manganelli.

Mi associo al biasimo però non mi stupisco poiché queste botte inflitte a degli adolescenti inermi fanno parte della violenza oggi di moda. Essa è dappertutto: si bene calculum ponas, vis ubique est. La violenza viene permessa, se non addirittura incoraggiata. Si muore di morte violenta nelle strade, nelle case, nei cantieri. Se ne parla tanto-vesciche piene d’aria- ma non si fanno leggi che prescrivano sanzioni severe contro i violentatori di ogni tipo. Il ministro Nordio ha biasimato la legge sull’omicidio stradale e si oppone a quella sull’omicidio nel lavoro.

La pelle del collo freme come bargigli a quanti riluttano a porre dei freni alla violenza.

C’è chi invoca la legge del taglione: “talio esto”. Si trova nel primo codice latino, quello delle XII tavole (451-450) e viene ricordata da Seneca come conforme a giustizia: “iustitiae convenit suum cuique reddere, beneficio gratiam, iniuriae talionem” (Ep. 81, 7): si accorda alle giustizia rendere a ciascuno quanto gli spetta: gratitudine al beneficio,  contrappasso all’offesa.

Non ci vuole molto a capire che l’offesa è del bastonatore non del bastonato. Bastonare è cosa antiumana.

 

Bologna 26 febbraio 2024 ore 11, 40 giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

All time1463211

Today85

Yesterday299

This month8867

Last month10363

 

 

 

domenica 25 febbraio 2024

Umanesimo è anche curiosità, volontà di imparare e capacità di meravigliarsi.


 

Odisseo è l’uomo umano che rischia la vita per non perdere  la possibilità di imparare.

 

Cicerone  nel De finibus bonorum et malorum [1]  premette che  innato è in noi l’amore della conoscenza e del sapere, ed esso è tanto grande che la natura umana vi è trascinata pur senza l’attrattiva di alcun profitto.

Questo si vede dall’episodio delle sirene (Odissea, XII, 158-200) )  le quali attiravano i naviganti non per la dolcezza della voce o la novità dei canti “sed quia multa se scire profitebantur” (V, 18), ma poiché dichiaravano di sapere molte cose.

Quindi l’Arpinate traduce i vv. 184-191 con le parole delle sirene  e conclude: “Vidit Homerus probari fabulam non posse, si cantiunculis tantus irretitus vir teneretur, scientiam pollicentur, quam non erat mirum sapientiae cupǐdo patriā esse cariorem. Atque omnia quidem scire, cuiuscumque modi sint, cupere curiosorum”, Omero si accorse che il mito non poteva essere approvato se un uomo di quella levatura fosse stato  irretito da canzoncine; il sapere promettono, e non era strano che a uno bramoso di sapienza esso fosse più caro della patria. E certamente la brama di sapere tutto, di qualunque genere sia, è proprio delle persone curiose.

Le sirene che cantano cercano di indurre Odisseo a fermarsi da loro promettendogli che ripartirà pleivona eijdwv~ (Odissea, XII, 188), sapendo di più, conoscendo più cose.

Nel romanzo di Apuleio la sopravvivenza di Lucio diventato asino è dovuta alla sua innata curiosità che lo apparenta a Ulisse. Sentiamolo: “ Nec ullum uspiam cruciabilis vitae solacium aderat, nisi quod ingenita mihi curiositate recreabar (...) Nec immerito priscae poeticae divinus auctor apud Graios summae prudentiae virum monstrare cupiens multarum civitatium obitu et variorum populorum cognitu summas adeptum virtutes cecinit " (Metamorfosi, IX, 13), né vi era da qualche parte alcun conforto di quella vita tribolata se non il fatto che mi sollevavo con l’ innata curiosità (...) E non a torto quel divino creatore dell'antica poesia dei Greci volendo raffigurare un uomo di somma saggezza, narrò che egli raggiunse i sommi valori visitando molte città e conoscendo popoli diversi.

 

Leggiamo alcune parole di Omero tradotte rispettando il testo greco

“Di molti uomini vide le città e conobbe la mente

 e molti dolori soffrì egli sul mare nell'animo suo,

cercando di salvare la sua vita e il ritorno dei compagni”  (Odissea, I, 3-5)

 

 Platone deduce l’ attitudine alla filosofia di  Teeteto dal fatto che questo giovane si meraviglia ( Teeteto, 155d.)

Aristotele  sostiene che gli uomini hanno cominciato a fare filosofia, sia ora sia in origine, a causa della meraviglia: "dia; ga;r to; qaumavzein oiJ a[nqrwpoi kai; nu'n kai; to; prw'ton h[rxanto filosofei'n". Dallo qaumavzein  non nasce solo la filosofia ma anche la poesia e tutta la cultura. Aristotele precisa che il filovsofo~ è anche filovmuqo~ poiché il mito è composto da cose che suscitano meraviglia oJ ga;r mu'qo~ suvgkeitai ejk qaumasivwn (Metafisica, 982b).

 

Bologna 25 febbraio 2024 ore 19, 26 giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

All time1463053

Today226

Yesterday247

This month8709

Last month10363

 

 



[1] Del 45 a. C. E’ un dialogo in cinque libri, dedicato a Bruto, sul problema del sommo bene e del sommo male.

Umanesimo è anche eroismo.


L’eroismo, la determinazione e la tenacia nel perseguire un obiettivo, il tenere duro, il non cedere mai, rientra nella categoria dell’amor proprio , quindi dell’umanesimo, dato che umanesimo è amore per  l’umanità, per tutti gli esseri umani, compreso il se stesso di ciascuno.

Penso che l'amore di se stesso e quello dell'umanità non siano separabili. Nella seconda commedia della Trilogia di Pirandello del teatro nel teatro, Ciascuno a suo modo (1924), l'attrice Delia Moreno afferma:"Sapete che cosa significa "amare l'umanità"? Soltanto questo:"essere contenti di noi stessi". Quando uno è contento di se stesso "ama l'umanità" (atto I),

 

Faccio due esempi di filautiva, amor proprio incapace di cedere:  uno antico e uno moderno

Achille , cedere nescius  (cfr. Orazio, Odi , I, 6, 6)  non si lascia bloccare dalla profezia di sventura del cavallo fatato Xanto,  e gli risponde:"ouj lhvxw"( Iliade , XIX, v. 423) non cederò.

 

Nel quarto capitolo dell’Ulisse di Joyce, Dedalus il ragazzo desolato che tuttavia aspira all’amore e alla creatività artistica, dice a se stesso. “Hold hard, tieni duro.

 

Bologna 25 febbraio 2024, ore 11, 39 giovanni ghiselli

 

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1462893

Oggi66

Ieri247

Questo mese8549

Il mese scorso10363

 

 

 

Il giudizio finale.

  E’ mercoledì, a Bologna piove da giorni, come a Cesena, e seguiterà per tutta la settimana. Non si può fare altro che studiare, scri...