Le povere donne che subiscono violenza vengono presentate
come eroine, oltre che quali martiri. Ebbene, martiri da compatire, da aiutare
sì, senz’altro sì, ma eroine da additare quali esempi no, per carità, no.
Altrimenti si passa il messaggio che c’è una guerra feroce
tra i sessi nella quale tutti i maschi vogliono martirizzare e annientare tutte
le femmine umane, dalle bambine alle vecchie. Questa è una menzogna utile a chi
ci vuole tenere infelici e sottomessi, o vuole distogliere l’attenzione dalle
proprie malefatte.
Ed è una forma di razzismo, il razzismo relativo al genere,
odiosissimo come ogni altro razzismo. L’omofobia ora viene giustamente
colpevolizzata, l’androfobia invece è di moda.
Allora: ogni violenza è esecrabile, quella contro le donne,
se vogliamo in primis, ma anche quella contro gli omosessuali e, se non è
chidere troppo, pure quella contro gli eterosessuali maschi. Insomma ogni
violenza. A me ripugna financo quella dei cacciatori contro gli animali e
quella dei calciatori-gladiatori, e perfino quella dei consiglieri comunali che
prendono a gomitate i sindaci.
Leggo che Napolitano
ha insignito una di queste donne orrendamente maltrattate, con una onorificenza
importante. E che la neo cavaliera sfigurata ha detto: “Ringrazio il mio volto
ferito che mi ha insegnato a credere di nuovo e di più in me stessa”. Ricavare
comprensione dal dolore è intelligenza. E’ il tw`/
pavqei mavqo~ di Eschilo. Ammiro il coraggio di questa giovane, Lucia
Annibali, e spero che guarisca del tutto e che, anzi, torni ancora più bella di
prima. Spero altresì che nel suo mathos, nella sua comprensione, ci sia
l’avere capito che alcuni uomini, ma non tutti, sono dei mascalzoni, perfino
dei criminali e che l’intelligenza, il giudizio critico, insomma la capacità di
discernere deve essere impiegata a fondo prima di affidare la propria vita a
un’altra persona.
Ha detto molto bene Laura Boldrini che la lotta al
femminicidio “non è contro gli uomini,
anzi abbiamo bisogno della loro collaborazione”. La mia collaborazione
in questo momento la dò invitando i giovani di entrambi i sessi a non fidarsi
del primo venuto.
Le persone che si offrono, vanno messe alla prova, più volte,
e a lungo. Bisogna verificare che la loro merce non sia avariata, che le loro
teste non siano disordinate, che la loro moralità sia retta, che siano leali,
buone, generose come deve essere una creatura umana.
E’ un consiglio forse ovvio, ma non superfluo.
Infatti nessuno ha ancora scritto che queste donne martiri
brutalmente ammazzate o sconciate dai loro stessi compagni, uomini infami,
hanno fatto un errore terribile nella
scelta del partner.
Se non si chiarisce questo, si sottintende che tutte le
donne sono vittime di tutti gli uomini, mentre non è così, non è assolutamente così.
giovanni ghiselli

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