Leggo sulla prima pagina del quotidiano “la Repubblica” di oggi: “ intanto i chiavisti rispondono in massa alla chiamata d’orgoglio fatta dal governo: affollano piazza La Candelaria e l’avenida Urdaneta nella capitale, organizzano messe per il presidente catturato, urlano il nome di Maduro, vogliono l’immediato rilascio”. Il pensiero dubitativo che ne segue è questo: come si conciliano queste parole con la vulgata più o meno unanime dei partiti secondo la quale Maduro-“il presidente catturato” è stato un tiranno sanguinario quanto Falaride di Agrigento e Nabide di Sparta? I “chiavisti” non sono dei Venezuelani dissoluti ma i seguaci del presidente Hugo Chàvez morto nel 2013. Certamente ai Venezuelani usciti dal loro paese Maduro non piaceva e probabilmente anche a tanti altri rimasti in patria ma non è assurdo pensare che se fosse dispiaciuto a tutto il popolo quanto sostiene la propaganda filotrumpiana i “chiavisti” scesi in piazza e nelle strade sarebbero stati linciati o per lo meno insultati dai superstiti ai massacri ordinati dalla sua ferocia. Questo è solo un dubbio che segue secondo logica a parole citate, non inventate dalla mia malizia.
Bologna 5 gennaio 2026 ore16, giovanni ghiselli
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