Cosa buona è tornare più volte nei medesimi luoghi, rifare le stesse esperienze cogliendone ogni volta significati nuovi. Vivere in un tempo circolare piuttosto che lineare. Per quale ragione? Perché la ciclicità sacralizza, ritualizza e riattualizza i fatti ripetuti ogni volta a livello più consapevole e più alto. Si fanno dei confronti tra il prima e il poi. Si capiscono gli errori e non si ripetono. Senza tirare via come succede nel tempo lineare. Tirare via significa al contrario ripetere sempre i medesimi errori cambiando ogni volta l’esperienza in maniera consumistica. Non possiamo funzionare bene dappertutto
Bologna 8 gennaio 2026 ore 14, 20 giovanni ghiselli
p. s.
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