La parte buona di Prometeo evidenziata da Luciano, Goethe, Percy Bysshe Shelley, Nietzsche, Il personaggio Settembrini di Thomas Mann.
Non mancano espressioni di simpatia indirizzate al Titano ribelle.
Vediamone alcune
Nel dialogo Prometeo o il Caucaso di Luciano (125-185 d. C.) il Titano si difende davanti a Ermes. Dice che il suo furto del fuoco fa parte degli scherzi che rallegrano i simposi i quali altrimenti sono gravati da ubriachezza, sazietà, silenzio. Lo sdegno di Zeus mostra molta piccineria e volgarità di sentimenti. Prometeo rivendica il merito di avere plasmato gli uomini che abbelliscono la terra e onorano gli dèi. Delle donne, parimenti fatte da Prometeo, gli dèi si innamorano e per incontrarle scendono sulla terra trasformati in tori, cigni, satiri. Il fuoco poi è usato per i sacrifici agli dèi. Questo Prometeo anticipa il Prometeo umanista presentato dal personaggio Settembrini nel romsanzo di Thomas Mann La montagna incantata.
Il Goethe stürmeriano rappresenta Prometeo che dice: "Io non conosco al mondo/nulla di più meschino di voi, o dèi/…Io renderti onore? E perché?/Hai mai lenito i dolori/di me ch'ero afflitto?/
Hai mai calmato le lacrime/di me ch'ero in angoscia?/…Io sto qui e creo uomini/a mia immagine e somiglianza,/una stirpe simile a me,/fatta per soffrire e per piangere,/per godere e gioire/e non curarsi di te,/come me!"[1]. Anche questo è un Prometeo umanista e filantropo.
Settembrini, il letterato illuminista di La Montagna Incantata [2] di Thomas Mann, esalta la figura di Prometeo come l'archetipo dell'umanista:"Che cos'era però in fondo l'umanesimo? Nient'altro che amore verso gli uomini, quindi: politica e ribellione contro tutto ciò che macchiava e offendeva l'idea dell'uomo. Gli si era rimproverato un eccessivo rispetto della forma, ma anche la bella forma era da lui curata per amore della dignità umana, in splendido contrasto col Medioevo che non solo era caduto nell'abisso della inimicizia verso gli uomini e nella superstizione, ma nella più vergognosa trascuratezza di forma. Fin dal principio egli aveva parteggiato e combattuto per la causa dell'umanità, per i suoi interessi terreni, proclamando sacra la libertà di pensiero, la gioia della vita, e pretendendo che il cielo fosse lasciato agli uccelli. Prometeo! Quello era stato il primo umanista, identico a quel Satana cui Carducci aveva dedicato un inno" (p.176 I vol.)
Più avanti Settembrini santifica perfino l’ u{bri~ di Prometeo in quanto amica dell'umanità e favorevole alla ragione:"Ma l'"Hybris" della ragione contro le oscure potenze è altissima umanità, e se chiama su di sé la vendetta di dèi invidiosi...questa è sempre una rovina onorata. Anche l'azione di Prometeo era "Hybris" e il suo tormento sulla roccia scita noi lo consideriamo il martirio più santo. Ma come siamo invece di fronte all'altra "Hybris", a quella contraria alla ragione, all'"Hybris" della inimicizia contro la schiatta umana?".
Il Prometeo liberato di P. B. Shelley
Percy Bysshe Shelley (marito di Mary Godwin Shelley) scrisse il dramma lirico Prometheus unbound nel 1820
Nell'introduzione l'autore afferma che il Titano ribelle potrebbe essere assimilato al Satana di Milton ma precisa che Prometeo "è un carattere più poetico che Satana, poiché, oltre al coraggio, alla maestà e alla ferma e paziente opposizione alla forza onnipotente, lo si può descrivere esente dalle macchie dell'ambizione, invidia, vendetta e desiderio d'un ingrandimento personale…Prometeo è il tipo della più alta perfezione di natura morale e intellettuale, spinto dai più puri e più veri motivi ai fini migliori e più nobili"[3].
Nietzsche in La nascita della tragedia cita l'ultima strofe del Prometeo di Goethe (vv. 52-58) e, dopo avere definito Edipo eroe della passività, gli contrappone Prometeo come personaggio illuminato dalla gloria dell'attività. Prometeo rappresenta anche l'artista titanico il quale "trovò in sé la caparbia fede di poter creare uomini o almeno di poter distruggere dèi olimpici: e ciò mediante la sua superiore sapienza, che era però costretto a scontare con un'eterna sofferenza"[4].
Sulla linea dell'approvazione del Titano quale eroe della ragione si trova Settembrini, il letterato illuminista di La Montagna Incantata [5] di Thomas Mann, il quale esalta la figura di Prometeo come l'archetipo dell'umanista:"Che cos'era però in fondo l'umanesimo? Nient'altro che amore verso gli uomini, quindi: politica e ribellione contro tutto ciò che macchiava e offendeva l'idea dell'uomo. Gli si era rimproverato un eccessivo rispetto della forma, ma anche la bella forma era da lui curata per amore della dignità umana, in splendido contrasto col medioevo che non solo era caduto nell'abisso della inimicizia verso gli uomini e nella superstizione, ma nella più vergognosa trascuratezza di forma. Fin dal principio egli aveva parteggiato e combattuto per la causa dell'umanità, per i suoi interessi terreni, proclamando sacra la libertà di pensiero, la gioia della vita, e pretendendo che il cielo fosse lasciato agli uccelli. Prometeo! Quello era stato il primo umanista, identico a quel Satana cui Carducci aveva dedicato un inno" (p.176 I vol.).
Satana come "ribellione" e "forza vindice della ragione" viene celebrato dal Carducci[6] con i nuovi mezzi di trasporto:"Un bello e orribile/mostro si sferra,/corre gli oceani,/corre la terra" (A Satana, vv. 72-76). Qualche anno prima il papa Gregorio XVI[7] aveva detto "che le ferrovie e la trazione a vapore fossero opere di Satana"[8].
Più avanti Settembrini santifica anche l’ u{bri~ di Prometeo in quanto amica dell'umanità e favorevole alla ragione:"Ma l'"Hybris" della ragione contro le oscure potenze è altissima umanità, e se chiama su di sé la vendetta di dèi invidiosi...questa è sempre una rovina onorata. Anche l'azione di Prometeo era "Hybris" e il suo tormento sulla roccia scita noi lo consideriamo il martirio più santo. Ma come siamo invece di fronte all'altra "Hybris", a quella contraria alla ragione, all'"Hybris" della inimicizia contro la schiatta umana?".
Per Settembrini dunque le u{brei" sono due, come le e[ride" per Esiodo.
La prima tragedia Prometeo portatore di fuoco non ci è arrivata purtroppo e nemmeno la terza Prometeo liberato che si concludeva con un compromesso e la conciliazione tra Zeus e Prometeo.
Bologna 7 gennaio 2026 ore 19, 07 giovanni ghiselli
p. s.
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[1] Vv. 13-14, 38-42, 52-58 dell'Inno Prometeo del 1774 (l'anno del Werther) trad. it. di G. Baioni
[2] Der Zauberberg, Del 1924.
[3] P. B. Shelley, Prometeo slegato, Prefazione, p. 5.
[4] La nascita della tragedia, p. 68.
[5] Del 1924.
[6] A Satana (del 1863) vv. 97-100.
[7] Fu papa dal 1831 al 1846.
[8] B. Croce, Storia d'Europa nel secolo XIX, p. 109.
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