La guerra si estende. Quanti ne ricavano dell’utile o sperano che questo arrivi anche a loro sono contenti del fatto che si possa aprire un altro fronte in Iran. Una bomba dopo l’altra come le ciliegie. Anche l’incendio nella discoteca fa parte di questo cupio dissolvi dell’umanità ridotta a riempire il proprio vuoto e a titillare la noia con le stragi. C’è chi vuole portare guerra alla Russia dicendo che sarà facile batterla perché Putin ha già perso in quanto non ce l’ha fatta a conquistare Kiev, chi compiange i ragazzi arsi nella discoteca ma non denuncia tali luoghi di negazione dello spirito e talora anche di morte del corpo.
Alcuni diranno che scrivo queste parole perché sono vecchio. In effetti sono vecchio e non poco: sono nato nel novembre del 1944. Voglio ricordare però l’impressine che mi fece una discoteca quando ero giovane nella primavera del 1967, a 22 anni e mezzo. Per curiosità misi piede in un locale considerato il tempio del divertimento giovanile: L’altro mondo situato nei paraggi di Rimini. Entrai e trovai buio e rumore. Non si vedevano le facce delle persone, non si riusciva a parlare, non si poteva avere alcun rapporto umano. Resistetti non più di un quarto d’ora quindi scappai. Non ho messo mai più piede in tali posti infernali.
Bologna 2 gennaio 2026 ore 9, 58 giovanni ghiselli
p. s.
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