Definire il bombardamento di una città capitale di uno Stato sovrano un atto legittimo e difensivo equivale a legittimare ogni atto criminale compreso il terrorismo, quanto meno quello statale. Quanto è stato fatto in Venezuela costituisce un precedente molto pericoloso e nessun governo dovrebbe esimersi dal denunciarlo come una minaccia per ogni Stato e per tutti i cittadini.
Quando scrivo parole dure contro chi ci governa ho un timore: che mi tolgano la parresìa, la libertà di scrivere e dire le parole che ritengo vere. Ma quando vedo che mi leggono in molti, e tra questi soltanto pochi replicano negativamente, mi sento in dovere di scrivere ancora e mi incoraggio vedendo che non sono isolato.
Trump auspica “una transizione giusta”. Non può essere giusto quanto è imposto con la violenza. Personalmente vorrei che fosse il popolo venezuelano a poter decidere, come dovrebbe accadere nell’ Ucraina russofona attraverso un referendum controllato ma libero.
Noto con una certa soddisfazione che la vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez non si è comportata come i generali felloni nel Cile l’11 settembre del 1973. Questa donna ha detto: “C’è un solo presidente in questo paese e il suo nome è Nicolas Maduro Moros. Siamo pronti a difendere le nostre risorse naturali, che devono servire allo sviluppo nazionale” (“la Repubblica” di oggi, pagina 8).
A pagina 10 leggo questa dichiarazione di Guterres segretario generale dell’Onu il quale “si dice allarmato dal pericoloso precedente Usa”
A pagina 12 Bonelli e Fratoianni definiscono “gravissima e inaccettabile l’aggressione”.
A pagina 13 leggo queste parole di Provenzano responsabile esteri del Pd : “Meloni gira sorridente con un neofranchista mentre è in gioco l’ordine mondiale”.
A Maduro vengono attribuite tante malefatte. Su questo non mi pronuncio poiché non sono informato. Però a pagina 10 vedo la foto di Nethanyau vicina a queste parole: “Da Trump leadership coraggiosa a favore della libertà e della giustizia” e avendo visto quanto ha ordinato Trump e avendo ascoltato le sue parole violente non sono incline a credere né ai panegirici di questo tipo né alle damnationes che vengono dalla parte opposta. Di Nethanyau non dico chi è: già ognuno lo sa.
Concludo con la condanna della violenza chiunque la infligga e con la simpatia per le vittime crocifisse siano queste come Cristo o come i ladroni uccisi vicino a lui, o come Spartaco e Rosa Luxemburg-
Bologna 4 gennaio 2025 ore 13, 37 giovanni ghiselli
p. s.
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