Così dunque devono lanciarsi anche i soffi del vento 290
che, come un fiume impetuoso, quando si sono gettati
su qualunque direzione spingono le cose poste davanti e le scuotono/
con raffiche frequenti, talvolta con turbine tortuoso
le afferrano e le trasportano in una vorticosa bufera.
Perciò più che mai i venti sono corpi invisibili 295
dal momento che nei fatti e nei comportamenti li troviamo
emuli dei grandi fiumi che invece sono di materia visibile.
Inoltre percepiamo i diversi odori delle cose
però non li vediamo mai giungere alle narici,
né osserviamo le vampate del caldo né possiamo 300
cogliere con gli occhi i freddi né siamo soliti discernere le voci
che tuttavia devono tutti consistere di corpo
materiale poiché possono colpire i sensi.
Nessuna cosa infatti se non il corpo può toccare né essere toccata.
Infine le vesti sospese sul lido che infrange i flutti 305
si inumidiscono, mentre le medsime spiegate al sole si asciugano.
Ma non si è visto come l’umidità dell’acqua sia penetrata
né al contrario come sia fuggita al calore.
Dunque il liquido si sparge in piccole parti
che gli occhi non possono vedere con nessun metodo. 310
Anzi nel ritorno di molti anni solari
un anello da tenere al dito si assottiglia nell’interno,
la caduta continua di gocce scava la pietra, il ferreo vomere adunco dell’aratro decresce nei campi senza che si veda,
e vediamo i lastricati in pietra delle vie già consumati
dai piedi/ 315
della folla, poi le statue di bronzo presso le porte
mostrano la mano destra assottigliata
dal tocco frequente di quelli che le salutano e passano oltre 318
Bologna 8 ottobre 2025 ore11, 10 giovanni ghiselli
p. s.
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