sabato 7 novembre 2026

Sofocle, Edipo, Bachofen e l’enigma della Sfinge.


 

Nell’Edipo re e nell’ Edipo a Colono di Sofocle si possono trovare residui di matriarcato. Edipo ammazza il padre e sposa la madre; detesta i due figli maschi e adora le due femmine.

La Sfinge rimanda all’Egitto e il vecchio Edipo a Colono trova nei comportamenti di Antigone e Ismene una similitudine con quelli delle ragazze egiziane che escono per lavorare,  nei figli Eteocle e Polinice invece biasima attitudini simili a quelli dei maschi egizi che rimangono in casa. 

Bachofen nel suo lavoro Il  matriarcato (1861) afferma che “L’enigma al quale la Sfinge lega la durata del proprio potere prende in considerazione l’uomo soltanto nell’aspetto della sua caducità e manifesta il declino della creatura mortale che si apre un varco verso la propria tomba considerata come l’ultima e unica idea della propria esistenza” (capitolo 81).  

Vero è del resto che Edipo conclude la propria vita a Colono con un’apoteosi e che il suo muoversi verso la tomba è una forma di indiamento o per lo meno di eroicizzazione di un vecchio che ha molto sbagliato e sofferto però alla fine ha capito.

Dunque nel mito di Edipo ci sarebbe un’evoluzione dalla fase tellurica-eterica a quella apollinea, riconosce Bachofen. Questo libro dunque è un grande pastrocchio dal quale tuttavia si possono trarre spunti di riflessione. Certo è che va letto con spirito critico. Come ogni altro scritto del resto.

 

Bologna 7 novembre 2026 ore 11, 12 giovanni ghiselli

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venerdì 6 novembre 2026

Sofocle Edipo a Colono 1106- 1116. Edipo e le due figlie: due “scettri” preziosi.

.

 

Antigone

Chiedi quello che otterrai: infatti la gioia coincide con il tuo desiderio.

 

Edipo

dove dunque, dove siete?

 

Antigone

Eccoci siamo qui vicine insieme a te.

 

Edipo

O carissmi virgulti

 

Antigone

Ogni rampollo è caro a chi lo ha generato

 

Edipo

O sostegni skh`ptra-della mia persona.

 

Qui non tradurrei bastoni come ho fatto al v. 848 quando questo sostantivo era stato usato da Creonte per significare la debolezza di Edipo bisognoso di appoggi in quanto cieco e claudicante rimasto solo; gli skh`ptra qui sono le due figlie principesse tebane: due sostegni nobili dunque quanto e più degli scettri.

 

Antigone

Di uno sventurato invero  sventurati sostegni

 

Edipo

Ho i beni più cari e non posso più morire 1110

 sventurato del tutto quando voi due state vicino a me.

O figlie sostenetemi dall’uno e dall’altro lato

stringendovi a chi vi ha generato, e fatemi sostare

da questo errare precedente solitario e disgraziato

E raccontatemi i fatti molto in breve, poiché 1115

alla vostra età basta un discorso di poche parole- smikro;~ ejxarkei` lovgo~.

 

Sentiamo Nietzsche“Nessuno ha ancora spiegato perché gli scrittori greci abbiano fatto dei mezzi di espressione, di cui disponevano in quantità e forza sbalorditive, un uso così straordinariamente parco, che al paragone ogni libro posteriore ai Greci appare sgargiante, variopinto e sforzato (…) Lo stile sovraccarico in arte è la conseguenza di un impoverimento della forza di sintesi (…) Così è per Shakespeare, che, paragonato con Sofocle, è come una miniera piena di un'immensità di oro, piombo e ciottoli, mentre quello non è soltanto oro, ma oro lavorato nel modo più nobile, tale da far dimenticare il suo valore come metallo”[1].

 

Bologna 6 novembre 2026 ore 19, 58

giovanni ghiselli

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[1] F. Nietzsche, Umano, troppo umano, II, Parte prima opinioni e sentenze diverse