mercoledì 15 luglio 2026

La storia di Päivi 14. Il determinismo climatico. L’amabile stile del rispetto: I respect you. Un reperto archeologico.


 

Il nostro pur troppo breve tempo in Ungheria passò tra le parole e gli atti d’amore; di sera andavamo all’Arany bika o in un altro locale a sentir musica e a bere l’egri bika vér [1], oppure a ballare sulla terrazza della casetta contigua allo stadio dove verso il tramonto correvo i 5000 metri senza di lei; in piscina invece riuscivo a portarla dopo le lezioni della mattina, a mezzo il giorno [2], quando l’aria estuava[3].

 

 Päivi mi seguiva, nonostante soffrisse il sole e il caldo, dato che era una creatura del nord lacustre e boscoso. Questa discrepanza tra noi comunque mi impensieriva.

Nel mio corpo avvertivo parecchi  gradi in meno rispetto a quelli sentiti da Päivi nel suo. A lei davano noia grande già 30  gradi, io provai un leggero fastidio per il calore una volta sola: a Efeso quando il termometro segnò 51 gradi e giravo con la testa scoperta tra le rovine prive di alberi. Quando il termometro scese a 43 gradi in riva al mare, mi ristorai con quel fresco relativo ma già gradito.

Il determinismo climatico e geografico toglieva parte della nostra congenialità e, perciò dell’amore. Era un segno che la grande distanza dei luoghi di vita ci avrebbe probabilmente divisi. Ne ebbi una stretta al cuore. Presoffrivo già quasi tutto e reagìi pensando che dovevamo avvalerci al massimo del nostro stare insieme, finché durava.

Ci frequentavamo soprattutto per parlare e fare l’amore. In queste due situazioni funzionavamo alla perfezione. Io l’amavo perché mi rendeva evidenti diversi aspetti dell’anima umana e della mia con frasi sintetiche e incisive tanto che hanno lasciato in me impronte profonde.

Mi piaceva il suo stile. Faccio un esempio.

Una sera, un sabato sera di agosto, le dissi che il giorno dopo sarei andato a Szeged con altri studenti del corso estivo per la Carmen di Bizet cantata nella piazza di quella città. Le chiesi se volesse venirci.

 Rispose che si sentiva stanca e pensava di non essere troppo interessata a sentire di nuovo il canto della storia funerea di Carmen  e dei suoi amori malati. La cosa mi spiacque, siccome non avevamo ancora molti giorni di quell’estate precipitosa da vivere insieme, e sapevo che, finita Debrecen, non avremmo avuto altre occasioni, anzi probabilmente sarebbe cessato tutto tra noi.

Ancora di più però mi dispiacque il suo disinteresse per il melodramma, uno dei miei preferiti oltretutto.

Allora, per provocarla, quasi per ripicca, le chiesi che cosa avrebbe fatto se, durante la gita, io l’avessi tradita.

“Mi dispiacerebbe”, rispose.

“Sì - la incalzai - ma tu come reagiresti?”

“Non lo so, forse ti lascerei. In ogni caso non ti tradirei. Perché io ti rispetto”.

Disse I respect you con un filo di voce, senza aspettarsi niente in cambio, perché sentiva il rispetto come un’esigenza sua. O almeno così credetti in quel momento e per qualche settimana successiva, fino a quando me lo lasciò credere.

Quella sera poi aggiunse: “so che il tradimento adesso è di gran moda, it is a deed in fashion, ma io non seguo le mode”.

“Fai bene”le dissi. “La moda infatti è sorella della morte 4 e le mode di questa età del ferro  sono davvero letali. Anche io ti rispetto, non dubitarne, e perdona la mia ipotesi stupida assai, e molto volgare. Non venendo a Szeged mi dai un dispiacere, ma con la tua risposta mi hai donato una lezione di stile e dignità, mi hai reso migliore. Io non posso tradirti. Io ti amo”.

Allora Päivi mi accarezzò il viso dicendo: “sei aquilino come il tuo naso, sai volare, non sei camuso e tellurico”.

 Già le risposi “come il cavallo nobile del cocchio alato di Platone: ejpivgrupoς, non simoprovswpoς 5.

Quindi le raccontai il Fedro e le dissi che era il nostro amore a farmi spuntare le ali.

“Anche a me sembra di volare quando sono vicino a te” fece lei.

Mi chiederai lettore per quale ragione non rinunciai alla gita a Szeged. Non lo feci per farle capire che se lei non cambiava i suoi programmi per stare con me nemmeno io lo facevo, e forse anche per il fatto che entrambi sentivamo il bisogno di un intervallo. Volare è molto impegnativo se non si nasce alati.

Ora so che la risposta con la parola rispetto presenta  verbum chiave che oggi è un reperto dell’archeologia linguistica. Per questo l’ho riesumato.

Avvertenza: il blog contiene 6 note e il greco non traslitterato.

 

 

Note

1 Sangue di toro di Eger, è un vino rosso già menzionato nei capitoli precedenti su Helena e Kaisa.

 

2 Cfr. D’Annunzio, Meriggio, v. 1.

 

3 Cfr. D’Annunzio, Stabat nuda aestas, v. 3.

 

4 Cfr. l’operetta morale di Leopardi Dialogo della moda e della morte del 1824

 Moda: Io sono la Moda, tua sorella.

Morte: mia sorella?

Moda: Sì, non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità?

 

5 Cfr. Platone, Fedro, 253d -  “aquilino” e “dal muso schiacciato”.


Pesaro 15 luglio  2026  ore 20, 19 giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

All time2521501

Today7118

Yesterday9260

This month123913

Last month193158

 

 

 


La storia di Päivi. 13 . La fusione dei corpi e la trasfusione reciproca delle due anime.


 

Päivi continuava a spronarmi e incoraggiarmi perché trovassi il mio metodo cioè la mia strada, e diventassi quello che ero secondo lei

 “Tu Gianni mi piaci: sei entusiasta come un adolescente, hai buon gusto e hai del genio. Coltìvati ancora e vedrai che uomo diventi !

Devi solo utilizzare il tempo tuo nella maniera migliore: continua a studiare, fai altre esperienze che ti interessano, poi sarai una persona realizzata e felice perché l’intelligenza, la volontà e l’ottimismo li hai !

Vorrei averlo io il tuo entusiasmo!”

 

“Voglio comunicartelo. Tu sei una donna ricca di spirito e sei molto attraente: io sento il desiderio, anzi il bisogno, di trasfondere la mia anima nella tua e la tua nella mia”, risposi accarezzandole i capelli lunghi fino al seno, all’angelico seno[1]Et Transfudemus hinc et hinc labellis errantes animas [2] aggiunsi. Non ero sicuro che avesse compreso.

 

Quindi le dissi in inglese che la mia anima aveva bisogno di assorbire i sentimenti della sua, di assimilarli per restituirglieli raddoppiati e completati.

Sotto la giacca di velluto rosso aveva una maglietta di colore bianchissimo dove appariva con piena chiarezza, in alto rilievo, la bella forma del petto cospicuo e compatto, molto eccitante in quel contesto di donna intelligente e colta. Arrivai ad accarezzarle l’estremità superiore della mammella sinistra.

Päivi non si scostò, ma io fermai la mano lasciva, temendo che fosse non del tutto opportuna. Non in quel luogo.

Poi, guardandola negli occhi con un sorriso di gioia, dissi: “un giorno vorrei avere una figlia simile a te !”

Quella sera, tornati in collegio, facemmo l’amore.

Non era possibile, non farlo, nemmeno pensabile era.

Mi apparve tutto intero il bel sembiante di Päivi  senza nubi e senza veli, splendido nei suoi colori: la pelle bianca, i capelli rossi, gli occhi glauchi come quelli di Atena.

Le nostre complessioni umane sobbalzarono alzate e trascinate da onde di piacere e di gioia, pungolate dall’attrazione e forse ancora più dall’intesa verificata con il lungo dialogo preparatorio.

Erompeva tutto il fuoco accumulato nel cuore, nelle viscere , e non c’erano dubbi a trattenerlo né acqua a smorzarlo, né barriere a ostacolarlo.

Nel momento supremo nemmeno il tempo ebbe più confini né fratture: tutta la mia vita trascorsa compendiata in quell’istante mi venne davanti in un’immagine sola e anche il futuro cercava di venire alla luce. Ma non trovò un’apertura più ampia  del poco tempo che avevamo a disposizione davanti a noi.

I corpi non erano estranei allo squadernarsi  dei sentimenti : dalle bocche ansimanti usciva la schiuma di Eros e mormorìi amorosi vicendevolmente soffiati

Fu come se la bellezza del cosmo mi spalancasse le porte.

Io non so quanto senza volere, fatto sta che senza averlo deciso coscientemente quella sera, o poco più avanti, la misi incinta. Lo saprò con certezza quando tutto sarà finito.

Forse il vino bevuto aveva contribuito a farci obliare, nel culmine, ogni freno al piacere  di quel momento sublime.

Non era mai accaduto prima in una quindicina di relazioni.

Non è successo mai più nel resto della mia vita. L’ho sempre evitato con cura estrema. Non ho più stimato nessuna donna quanto Päivi, né volevo diventare un funzionario della specie con una che non mi avesse convinto del tutto. Magari mi eccitavano le flessuosità dei corpi, ma non si è più ripetuta la trasfusione delle anime che ho raccontato .

Non ho messo al mondo figlioli di carne perché i rapporti umani, fra stragi, guerre e crimini vari, sono diventati sempre più gravidi di ostilità. Anche quelli personali. Credo che il calo demografico dipenda dal fatto che molte persone di questo  mondo occidentale, giunto davvero al tramonto,  si siano astenute dal procreare per paura di un buio irreversibile .

Per tale terrore si estinse già la classe colta dell’impero romano.

Concludo scrivendo che il ricordo di questa serata felice ancora oggi aggiunge forza vitale alla mia vecchiaia reduce da tante cadute anche fisiche: sto recuperando la potenza ciclistica e la voglia di fare cose egregie, anche con le energie del corpo inficiate dalla rottura del femore e dall’operazione che mi ha limitato nei movimenti per diversi mesi. Oggi ho scalato una salita impervia in bicicletta, ora vado a correre sulla spiaggia.

 

Avvertenza: il blog contiene 2 note.

 

Note

 

[1] Cfr. Francesco Petrarca, Canzone XIV, Chiare fresche e dolci acque, v. 9.

 

[2] Cfr. Satyricon, 79, 8. Il nostro, però, fu un amore eterosessuale.

p. s

Contrappongo questa storia d’amore all’orrore delle notizie sul bombardamento di Teheran con l’uccisione di tante persone inermi.

 

Pesaro  15  luglio 2026 ore 17, 25  giovanni ghiselli.

p. s.

questa sera osserverò Messi, un genio del calcio. Voglio studiarlo per applicare il genio che farà vedere nel suo campo  a quanto farò nel campo mio che è quello dello scrivere e del fare conferenze.  

 

Statistiche del blog

All time2520416

Today6033

Yesterday9260

This month122828

Last month193158