venerdì 6 novembre 2026

Euripide Ione 1389-1422 Il riconoscimento tra madre e figlio con l’epifania del destino.

 


 

Ione guarda dentro la cesta e ne osserva il contenuto ben conservato.

Creusa lo vede e interviene manifestando soprpresa.

Ione la zittisce ma la donna replica che non può tacere poiché si tratta di roba sua né vuole essere ammonita. Quindi chiama Ione w\ tevknon moi-1399  figlio mio poiché le fasce maneggiate do ragazzo glielo hanno fatto riconoscere.

 Quindi dichiara che lascerà l’altare anche se dovessero ucciderla.

“Stringerò al petto  questa cesta con quello che c’è dentro  e te” 1405

 Ione ordina di fermarla gridando che è saltata via come invasata, tuttavia comincia a dubitare che quella donna che dice parole tremende deinav lo trascini-1406.

La madre obietta che il figlio amato è stato ritrovato da chi lo ama.

Ione le rinfaccia che voleva ammazzarlo di nascosto

Ma Creusa ribadisce: “tu sei mio figlio e queto è per chi lo ha partorito la cosa più cara- tovd  jestiv toi`~ tekou`si fivltaton (1409). Credo che sia davvero il parto a determinare la differente disposizione delle madri rispetto ai padri nei riguardi dei figli. Lo si vede anche nelle femmine degli animali soprattutto mammiferi.

Ione prova a resistere dell’altro al suo bisogno di una madre o istinto filiale.

“pau`sai plevkousa plokav~ (1410) smetti di intrecciare raggiri con figura etimologica che si può rendere con intrecciare intrecci.

Creusa dice a Ione che mira a lui come figlio. Quindi aggiunge che nel canestro ci sono i panni che mise sull’infante quando lo abbandonò.

Ione le chiede di descriverli e Creusa risponde che se non li ricordrerà accetterà di morire.

Ione le attribuisce un ardire terribile- deino;n tovlma- Euripide si avvede spesso dell’ardire delle donne: probabilmente non gli dispiace. Allora forse faceva impressione oggi è piuttosto comune.

Creusa ricorda la figura di una Gorgone al centro del tessuto.

A questo punto Ione riconosce la madre con un verso che ricorda quello di Edipo prossimo a ravvisare il padre nel vecchio che ha ucciso per strada anni prima

Dice dunque Ione: “o Zeus quale destino hai sguinzagliato alla caccia di noi due?- w\ Zeu`,tiv~ hJma`~ ekkunhgetei` povtmo~ ; 1422

Nell’ Edipo re  di Sofocle Edipo ormai conscio di quanto ha fatto dice: “O Zeus che cosa hai deciso di fare di me?” (738)

Sono i momenti epifanici con l’ epifania del destino. Alcuni mostrano visioni meravigliose altre terrificanti.

Bologna 6 novembre 2026 ore 17, 28 giovanni ghiselli

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La firma per rinominare piazza Verdi


 

Leggo su “la Repubblica” di oggi che c’è una raccolta di firme per intitolare piazza Verdi a Francesco Lorusso lo studente ucciso da un colpo di arma da fuoco nel marzo del 1977. In quel tempo comparvero automezzi simili a  carri armati in piazza Puntoni.

Ricordo a chi mi legge che accompagnai la mia classe di maturandi del liceo Minghetti al funerale di questo ragazzo.

Il preside democratico Piero Cazzani non mi sanzionò né biasimò.

Tutte la volte che di sera vado al cinema Odeon, arrivo in bicicletta con qualche minuto di anticipo per andare a vedere prima del film la lapide commemorativa di questo omicidio in via Mascarella.

 Quindi vorrei aggiungere la mia firma a tale raccolta e segnalare questa opportunità a chi mi legge. Fatemi sapere dove si può andare  a firmare.

 

Bologna 6 novembre 2026 ore 13, 13 giovanni ghiselli

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