giovedì 26 febbraio 2026

Il link per la mia conferenza del 16 marzo 2026


 

Ecco il  link per l'incontro di marzo: Alle origini del Novecento: voci e visioni della grande letteratura europea. Marcel Proust, parte II

 

Lunedì, 16 marzo · 5:00 - 6:45PM
Informazioni per partecipare di Google Meet
Link alla videochiamata: https://meet.google.com/soz-owfm-ehs

 

e qui il link per il sito della biblioteca dove ci sono tutti gli appuntamenti e dove alla voce "clicca qui" è cliccabile per andare direttamente all'incontro online:

https://www.bibliotechebologna.it/events/alle-origini-del-novecento-voci-e-visioni-della-grande-letteratura-europea

 

Grazie, ciao

Claudio Caprini

Biblioteca "Natalia Ginzburg"

Settore Biblioteche e Welfare culturale | Comune di Bologna

Via Genova 10 - 40139 Bologna 

tel. 051/2196074 sezione ragazzi
tel. 051/2196080 sezione adulti

www.bibliotechebologna.it

 

 


La storia di Päivi 4 . L’approccio riuscito. Ne ringrazio gli dèi anche questa sera dopo 51 anni e 7 mesi.


Dissi: “Senti, scusa, io non ti conosco, ma ti trovo interessante”.

“Proprio me?” domandò con straordinaria, elegante modestia.

L’abito letterario mi fece pensare alla Chauchat di Thomas Mann, e non solo per gli occhi da Kirghisa.

“Sì, appunto, proprio te, e mi piacerebbe se tu volessi parlare con me. Mi chiamo Gianni”.

Mi osservò senza sdegno né compiacimento. Era rimasta seria e sembrava incuriosita.

Infatti mi domandò: “Per quale ragione vuoi parlare con me?”.

“Perché in te c’è qualcosa di bello, di fine, di molto attraente. Penso che non conoscerti sarebbe un’occasione perduta. Per me di sicuro e forse anche per te. Considera che questo momento cruciale potrebbe non tornare mai più se mi mandi via. Per me sarebbe una perdita grande. Hai uno stile bello, che ti fa onore. Come ti chiami e da dove vieni?”

Il mio destino che, come il suo, d’altra parte, conteneva il nostro vicendevole amore prima sublime poi solo tragico, mi fece dire tali parole comuni, banali, con l’aria della sicurezza e la forza della persuasione.

Päivi mi osservò di nuovo per un momento, poi, da par sua, cioè senza posare né gesticolare, molto semplicemente e direttamente, rispose: “Tu credi davvero che in me ci sia qualche cosa di buono? Forse ti sbagli. Comunque mi chiamo Päivi. Sono finlandese. D’accordo, parliamo, se vuoi. Anche tu non sembri ordinario. Forse quello speciale tra noi due sei  tu”.

Pensai che potesse parlare con un velo di ironia. Decisi di non tenerne conto.

“Quello che ho di speciale me lo infondi  tu. E’ per la volontà di parlare con te e di piacerti che cerco di tirare fuori il meglio da quanto c’è in me.”

“ In effetti hai un modo di proporti che non mi dispiace. Sei un uomo per lo meno educato. Di che cosa vuoi parlare con me?”

“Di molte cose allegre e di alcune serie. Da questa festa della nostra conoscenza alla tragedia greca se vuoi. Ma prima vorrei sapere di te”.

“Sei greco? L’aria mediterranea ce l’hai. La conosco e non mi dispiace. Mio fratello vive con una ragazza di Atene”.

“No, non sono greco, sono italiano. Però ci hai quasi preso. A parte che amo la cultura greca e ne sono stato formato, i Greci quando vedono noi italiani ci dicono ‘ italiano:   una razza, una faccia’. Sono italiano di Pesaro sulla costa adriatica, ma ho studiato greco antico e latino all’Università di Bologna, e da settembre li insegnerò in un liceo di quella città. Può interessarti?”

“Come no? I Greci classici, entrano nei miei studi e nei miei interessi, soprattutto Sofocle. Freud gli è debitore. Anche a Empedocle deve non poco. Ho studiato psicologia. Vedo che possiamo parlare. Non da eruditi pedanti, spero”.

“No di certo. Non sono il tipo della talpa filologica stigmatizzata da Nietzsche [6]. Studio parecchio ma faccio anche dello sport e qualche volta scendo per strada a tamburellare ditirambi, oppure indago me stesso per diventare quello che sono:  tanto apollineo quanto dionisiaco.

Guardarti, starti vicino mi vivacizza e mi riempie di gioia”.

 “ Va bene - fece lei allora - Aspetta solo un momento: mi scuso con gli altri finnici, prendo un bicchiere di birra, poi ci sediamo insieme da qualche parte, dove vuoi tu”.

“Ce l’ho fatta - pensai, quasi lacrimando dalla felicità - ce l’ho fatta Dio, grazie a te e alla mamma mia santa. Il sole fra tre ore tramonta, poi il cielo sereno si arrossa, torma azzurro, si annera. Quindi si schiarisce al biancheggiar della luna. La terra è in mezzo alle stelle, e sulla terra ci siamo noi due, insieme. E’ questa la femmina umana, la Salvatrice, la Redentrice dovuta alla mia umanità. Con lei, nel suo prato fiorente, voglio celebrare un’orgia talmente santa che verrà benedetta anche dai preti più  accigliati e repressivi, perfino dalle caste monache di clausura e dal grande Inquisitore di Dostoevskij".

Avvertenza; il blog contiene una nota.

 

Nota

[6] Per i filologi come talpe cfr. la lettera di Nietzsche a Erwin Rohde, del 20 novembre 1868: “Quella brulicante genia di filologi dei giorni nostri, quell’affaccendarsi da talpe, con le cavità mascellari rigonfie e lo sguardo cieco, contente di essersi accaparrate un verme, e indifferente verso i veri, urgenti problemi della vita”.

 

Bologna 26  febbraio 2026 ore 19, 23 giovanni ghiselli.

 

p. s.

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