Ione guarda dentro la cesta e ne osserva il contenuto ben conservato.
Creusa lo vede e interviene manifestando soprpresa.
Ione la zittisce ma la donna replica che non può tacere poiché si tratta di roba sua né vuole essere ammonita. Quindi chiama Ione w\ tevknon moi-1399 figlio mio poiché le fasce maneggiate do ragazzo glielo hanno fatto riconoscere.
Quindi dichiara che lascerà l’altare anche se dovessero ucciderla.
“Stringerò al petto questa cesta con quello che c’è dentro e te” 1405
Ione ordina di fermarla gridando che è saltata via come invasata, tuttavia comincia a dubitare che quella donna che dice parole tremende deinav lo trascini-1406.
La madre obietta che il figlio amato è stato ritrovato da chi lo ama.
Ione le rinfaccia che voleva ammazzarlo di nascosto
Ma Creusa ribadisce: “tu sei mio figlio e queto è per chi lo ha partorito la cosa più cara- tovd jestiv toi`~ tekou`si fivltaton (1409). Credo che sia davvero il parto a determinare la differente disposizione delle madri rispetto ai padri nei riguardi dei figli. Lo si vede anche nelle femmine degli animali soprattutto mammiferi.
Ione prova a resistere dell’altro al suo bisogno di una madre o istinto filiale.
“pau`sai plevkousa plokav~ (1410) smetti di intrecciare raggiri con figura etimologica che si può rendere con intrecciare intrecci.
Creusa dice a Ione che mira a lui come figlio. Quindi aggiunge che nel canestro ci sono i panni che mise sull’infante quando lo abbandonò.
Ione le chiede di descriverli e Creusa risponde che se non li ricordrerà accetterà di morire.
Ione le attribuisce un ardire terribile- deino;n tovlma- Euripide si avvede spesso dell’ardire delle donne: probabilmente non gli dispiace. Allora forse faceva impressione oggi è piuttosto comune.
Creusa ricorda la figura di una Gorgone al centro del tessuto.
A questo punto Ione riconosce la madre con un verso che ricorda quello di Edipo prossimo a ravvisare il padre nel vecchio che ha ucciso per strada anni prima
Dice dunque Ione: “o Zeus quale destino hai sguinzagliato alla caccia di noi due?- w\ Zeu`,tiv~ hJma`~ ekkunhgetei` povtmo~ ; 1422
Nell’ Edipo re di Sofocle Edipo ormai conscio di quanto ha fatto dice: “O Zeus che cosa hai deciso di fare di me?” (738)
Sono i momenti epifanici con l’ epifania del destino. Alcuni mostrano visioni meravigliose altre terrificanti.
Bologna 6 novembre 2026 ore 17, 28 giovanni ghiselli
p. s.
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