lunedì 18 maggio 2026

L' incenso sprecato.


 

Mi chiedo a cosa servano  gli incensi che i nostri politici fanno salire dai loro turiboli agli atleti vincenti. Farebbero un’opera davvero buona, cristiana e socialmente utile se si occupassero dei derelitti. Alcuni tra questi giungono a tanta disperazione, e follia criminale da arrivare ad atti abominevoli, deleteri e dannosi per la società.

Di queste persone disperate al punto da voler gettare nella disperazione chi capita a tiro di una loro arma, coltello, rivoltella o automobile che sia, dovrebbero preoccuparsi i nostri reggitori con l’ausilio dei tutori , prevenendo il   desiderio di annientamento di questi disgraziatissimi  tra gli ultimi, ultimi estremi che si danno al crimine uccidendo e mutilando il prossimo incontrato per caso e  gettando nella desolazione tante altre persone.

 Sinner non farà del male a nessuno, anzi continuerà a vincere anche se nessuno lo applaudirà. Del resto il merito indubitabile delle sue vittorie non torna a vantaggio di chi lo applaude. Sarebbe più bello e nobile consolare e aiutare chi non vince mai prima che precipiti nel gorgo dell’annientamento. Può bastare anche un poco di intelligenza e generosità per salvare delle vite umane.

 

Bologna 18 maggio 2026 , giovanni ghiselli

p. s.

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Musil 16- L' uomo senza qualità, II, 43


Primo incontro di Ulrich col grand’uomo. Nella storia del mondo non accade nulla d’irragionevole, ma Diotima sostiene che la vera Austria è tutto il mondo.

 

 

Ulrich nella grande seduta,  incontra il nababbo Arnheim il quale dice che nella storia non accade nulla di irragionevole.

Cfr. Hegel,  l’astuzia della ragione e lo storicismo come approvazione del successo.

Ulrich ribatte: Nel mondo sì, molto spesso!”

E Arnheim: “Nella storia del mondo, mai!”

Diotima intanto parlava con Leinsdorf il quale le diceva che si era stupito di trovare tra gli invitati un prussiano, dato che il loro movimento voleva essere austriaco. Allora Diotima replicò che Arnehim era europeo e uno spirito noto in tutta Europa e la sua presenza dimostrava che l’Austria è la patria dello spirito e che la vera Austria è tutto il mondo. Si doveva tendere a un’Austria più grande, un’Austria mondiale. La bella Diotima diventava una pacifica dominatrice del suo nobile amico. Il conte ammirava l’ardente idealimo manifestato dall’amica e pensò di introdurre il prussiano nella loro conversazione. Intanto Ulrich diceva aa Arnheim che comune agli uomini, generalmente umani sono il denaro, la stupidità e tutt’al più qualche reminiscenza religiosa. Poi il prussiano venne convocato da Sua Signoria e Ulrich si trovò solo a rosicchiarsi le unghie. Quindi si diede a ripensare alla scarrozzata precedente. Il conte lo aveva preso con sé. Da uomo moderno Sua Signoria aveva l’automobile ma era pure legato alla tradizione sicché talvolta si serviva di una pariglia di splendidi sauri-cavalli dal mantello bianco o rossatro-. Si chiamavano Pepi e Hans. Si vedevano le colline danzanti delle groppe. Erano castrati e non conoscevano l’amore come  anelito. Ulrich trova qualche similitudine tra questi eleganti castroni e le persone del suo ambiente, compreso sé stesso. Pensava alle fughe  senza meta di certi animali lasciati liberi, ma questi due erano ben addestrati al tiro e procedevano al trotto battendo con gli zoccoli la strada: gli uomini apparivano come un brulichio grigio, “le donne sfoggianti colori luminosi  erano pezzi di prato non commestibili”.

Il conte a un certo punto del viaggio  si sollevò sui cuscini e chiese a Ulrich la causa del suo interessamento per Moosbrugger, un individuo abominevole in fondo, ma ogni cristiano è meritevole di indulgenza e ci si dovrebbe ricordare con umiltà dei derelitti, per cui  si potrà sottoporre quel mostro a una perizia medica. Ma prima di tuto c’era il loro avvenimento mondiale!

Ma torniamo al salotto di Diotima. Ulrich provava simpatia per l’ingenuo vecchio aristocratico e una forte antipatia per Arnheim che parlava con pacatezza. Udì l’espressione “portare il pensiero nelle sfere del potere” (169). Non poteva soffrire quella combinazione di spirito, affari, vita comoda e cultura.

Una combinazione di cui Trump certamente non è capace per quanto riguarda la cultura. Li osservava ma l’educazione non gli consentiva di fissarli. Del resto l’occhio cadde sulla camerierina che circolava tra i gruppi conversanti e serviva rinfreschi con riverenza mentre sbatteva le palpebre. Però aveva dimenticato Ulrich e lo trascurava al punto che non andò nemmeno a porgergli il vassoio. Invece si avvicinava ad Arnheim come se fosse stato un dio e avrebbe voluto baciargli la mano. Il nababbo prese distrattamente il bicchiere con la limonata senza berla. Rachel ci rimase come un piccolo automa conturbato e scappò in fretta dal salotto dove si faceva la storia tornandosene in anticamera (170)

 

Bologna 18 maggio 2026 ore 18, 07 giovanni ghiselli

p. s.

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