sabato 27 novembre 2021

L’egoismo e l’avidità sono i genitori del virus


 

Il virus è stato generato e viene allevato dall’avidità e dall’egoismo.  In questa fase di globalizzazione, quando tutto interferisce con tutto, i paesi poveri sono stati lasciati senza vaccino. Ora le varianti arrivano dalle zone meno curate e infettano anche noi pur vaccinati in gran parte.

 

Il male fatto agli altri prima o poi ricade su chi lo fa. Qui si può vedere il contrappasso.

 

Non dico che il virus sia stato mandato dagli dèi per punire l’egoismo di questa nostra società, ma credo che sia stata la natura, violentata in tutti i modi dal consumismo e dalla pretesa di fare crescere il PIL indefinitamente, a darci questo avvertimento: se non porremo un limite a questo maltrattamento della terra del mare e del cielo, se non ridurremo le disuguaglianza tra chi ha troppo e chi ha troppo poco o non ha niente, questo flagello non sarà l’ultimo ad abbattersi sulla nostra specie.

 

Bologna 27 novembre 2021 ore 18, 53

giovanni ghiselli

 

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1185669

Oggi265

Ieri282

Questo mese8310

Il mese scorso8104

 

 

Senofane


 

I farabutti immaginano che tutti siano simili a loro. Noi quando eravamo ingenui fanciulli nella nostra santa semplicità pensavamo di essere benvoluti per il fatto che volevamo bene.

Poi abbiamo capito che le cose non stanno proprio così.

Senofane di Colofone (VI-V secolo a. C.) ed aleatico, è l’inventore dell’evemerismo prima di Evèmero, siceliota di Messina del IV-III secolo.

Trascrivo alcune parole di elegie di Senofane per farvele conoscere e per non dimenticarle io stesso:

Aijqiopev" te qeou;" sfetevrou" simou;" mevlanav" te

Qrh'/kev" te glaukou;" kai; purrouv" favsi pelevsqai (fr. 13 D., 6-7)

Gli Etiopi dicono che i loro dèi sono camusi e neri

I Traci dicono che sono rossi e dagli occhi verdastri.

 

In un altro frammento frammento leggiamo:

rJwvmh" ga;r ajmeivnwn- ajndrw'n hjd j i{ppwn hJmetevrh sofivh- )2 D., 11-12, la nostra sapienza vale più della forza di uomini e di cavalli.

 

Cfr. Seneca: Valet? Et leones? Formosus est? Et pavones. Velox est? Et equi (Ep. 76, 9).

 

Bologna 27 novembre 2021 ore 11, 54

Giovanni Ghiselli

Sempre1185490

Oggi86

Ieri282

Questo mese8131

Il mese scorso8104

 

venerdì 26 novembre 2021

Il persiano Otane nobile di nome e di fatto.


 

Nel dibattito costituzionale raccontato da Erodoto, Otane  dice che gli sembra opportuno che nessuno divenga più nostro monarca- ejmoi, dokevei e[na me;n hJmevwn mouvnarcon mhkevti genevsqai (III, 80, 2). 

 Questo mouvnarco"  di fatto è un tiranno. A costui l’u{briς deriva dai beni presenti, mentre l’invidia gli è connaturata dall’origine: fqovnoς de; ajrch̃qen  ejmfuvetai ajnqrwvpw/  (Storie, III, 80, 3)

 Il re ha ogni malvagità (e[cei pa'san kakovthta, 80, 4)  che   compie  per arroganza e invidia

Eppure il sovrano non dovrebbe essere invidioso poiché ha tutti i beni.

Invece invidia i cittadini migliori, si compiace dei peggiori (caivrei de; toi'si kakivstoisi tw'n astw'n) ed è ottimo ad accogliere le calunnie ( diabola;ς de; a[ristoς ejndevkesqai, Erodoto,  III, 80, 4).

Quanto allo fqovno", Tacito attribuisce più di una volta l'invidia ai suoi Cesari: Tiberio (14-37) temeva dai migliori un pericolo per sè, dai peggiori disonore per lo stato (ex optimis periculum sibi, a pessimis dedĕcus publicum metuebat , Annales , I, 80).

 

Ma torniamo a Otane di Erodoto (III, 80, 6)

La cosa più grave è questa: "novmaiav te kinevei pavtria kai; bia'tai gunai'ka" kteivnei te ajkrivtou"" (III, 80, 5) sovverte le patrie usanze, violenta le donne e manda a morte senza giudizio. "Così il persiano Otane riassume ciò che è in sostanza il motivo comune fra i Greci per l'opposizione alla tirannide"[1]. 

 

 Nelle tragedie il tiranno è il paradigma mitico di questo principio ( Serse nei Persiani di Eschilo, Creonte di Sofocle e di Euripide nelle Supplici).

 

Invece il governo del popolo ha il nome più bello, l’uguaglianza davanti alla legge: “plh̃qoς de; a[rcon prw̃ta me;n ou[noma pavntwn kavlliston e[cei, ijsonomivhn (6), poi esercita a sorte le magistrature (pavlw/ me;n ajrca;ς a[rcei ) e ha un potere soggetto a controllo (uJpeuvqunon de; ajrch;n e[cei) e presenta tutte le deliberazioni del consiglio all’assemblea pubblica (bouleuvmata de; pavnta ejς to; koino;n ajnafevrei).

 I bouvleumata non sono khruvgmata, ordinanze, editti.

 

Otane dunque propone la democrazia, perché nella massa deve stare ogni potere.

 

Megabizo invece parlò in favore dell’oligarchia ( Erodoto, III, 81).  

Questo altro nobile accetta la critica alla tirannide ma non l’elogio del popolo. Infatti dice non c’è niente di più stupido (oujdevn ejsti ajxunetwvteron, cfr. sunivhmi), né più prepotente ( uJbristovteron) di una moltitudine buona a nulla (oJmivlou ajcrhivou).

Il monarca è caratterizzato dall’ybris, il dh̃moς è sfrenato (ajkovlastoς)

La moltitudine non ha imparato niente da altri e non conosce da sé nulla di buono, e sconvolge lo Stato scagliandosi a[neu novou simile a un fiume invernale (ceimavrrw/ potamw̃/  i[keloς, 81, 2).

 

Per ultimo parlò Dario. Approva Megabizo sulla democrazia, lo confuta sull’oligarchia.

Secondo lui il sistema migliore è la monarchia anche se tw̃/ lovgw/, a parole sono ottime tutte e tre.

Non c’è niente di meglio di un uomo ottimo il quale con il suo senno (gnwvmh/, III, 82, 2) guida tutto il popolo ed è irreprensibile ajmwvmhtoς. Nell’oligarchia invece gli oligarchi giungono a grandi inimicizie, da cui nascono stragi, quindi si passa alla monarchia che così si rivela il regime migliore. Quando invece comanda il dh̃moς (dhvmou te au\ a[rcontoς, III, 82, 4)  è impossibile che non sopravvenga la malvagità (ajduvnata mh; ouj kakovthta ejggivnesqai) e i malvagi instaurano tra loro filivai ijscuraiv, salde amicizie, poiché danneggiano gli interessi comuni cospirando tra loro.

Questo avviene finché li fa cessare uno che viene proclamato monarca. E ancora una volta si vede wJς hJ mounarcivh kravtiston.

Del resto per farla breve: a noi la libertà chi l’ha data?.

-kovqen hJmi'n hJ ejleuqerivh ejgevneto kai; teu' dovnto" ; (III, 82, 5) Non il popolo né l’oligarchia ma un monarca.

Cfr. il rispetto di Erodoto per le culture diverse

 

 Manteniamo dunque la monarchia concluse Dario (III, 82, 5). Vennero dati questi 3 pareri e gli altri quattro nobili aderirono all’ultimo.

Otane che voleva dare ai Persiani l’isonomia, sconfitto, non volle entrare in lizza per diventare re siccome non voleva comandare né essere comandato: “ejgw; me;n nun uJmĩn oujk enagwnieũmai: ou[te ga;r a[rcein ou[te a[rcesqai ejqevlw” (III, 83, 2).

 

Ricordo di nuovo Bertolt Brecht  che dopo Tiberio Gracco, nipote di Scipione l’Africano,  e Friedrich Engels, figlio di un facoltoso industriale,  ha raccolto questo messaggio di vera nobiltà

Infine sentiamo  Bertolt Brecht:

“Io son cresciuto figlio

di benestanti. I miei genitori mi hanno

messo un colletto, e mi hanno educato

nelle abitudini di chi è servito

e istruito nell’arte di dare ordini. Però

quando fui adulto e mi guardai intorno

non mi piacque la gente della mia classe,

né dare ordini né essere servito.

E io lasciai la mia classe e feci lega

Con la gente del basso ceto”[2].

 

Bologna 27 novembre 2021 ore 19, 59

giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1185337

Oggi215

Ieri344

Questo mese7978

Il mese scorso8104

 

 



[1]C. M. Bowra, Mito E Modernità Della Letteratura Greca  , p. 170.

[2] Scacciato per buone ragioni in Poesie di Svendborg del 1939.

Parerga e Paralipomena.


 

Aggiungo queste parole a quelle scritte ieri sul tema della abominevole violenza contro le donne

 

 

La giornata contro la violenza perpetrata sulle donne.

 

E’ giustissimo ricordare, denunciare e condannare questa violenza mai esecrata abbastanza e tanto meno impedita.

Dunque che alle sfilate e alle fiaccolate seguano i fatti.

I violenti devono essere messi nella condizione di non potere nuocere.

 

Il mio grido di denuncia e di dolore si leva contro questo scempio, però dobbiamo ricordare che l’abominio va esteso ad altri fatti criminali.

 

Un altro obbrobrio è la disoccupazione: mentre i posti migliori  sono riservati alle famiglie dell’oligarchia dominante, le multinazionali possono arbitrariamente licenziare lavoratori dopo averli sottopagati  per anni.

 Tra quelli non licenziati molti muoiono sul lavoro  adulti, anziani e anche giovanissimi, per l’incuria di chi dovrebbe dare loro una formazione e tutelarne l’incolumità.

Le donne subiscono le maggiori ingiustizie pure in questo campo.

Ma delle lavoratrici messe in mezzo alla strada, magari con i figli, o lasciate morire, non si parla abbastanza nei “buoni salotti” televisivi.

 

 

Anche la scuola sempre più degradata e inefficiente  grida vendetta. E’ sparita quasi del tutto la meritocrazia che premiava i ragazzi studiosi e assicurava loro un lavoro appena laureati.

La mia generazione è stata l’ultima a godere di questo diritto.

Leggo che nemmeno quest’anno ci sarà lo scritto all’esame di maturità. La traduzione del brano di greco era l’unica prova davvero seria e difficile, forse anche troppo ai tempi miei, tempi però nei quali la strada verso il lavoro a tempo indeterminato era già spianata una volta conseguita la maturità. Da diversi anni le ragazze studiano più e meglio dei ragazzi. Ebbene, bisognerebbe garantire una scuola che desse sapere e sapienza, non senza una prospettiva sicura di lavoro confacente allo studio ben fatto e meritevole di riconoscimento non solo verbale.

 

giovanni ghiselli

 

 

Approvo Andrea Crisanti lo scienziato serio che non esclude il dubbio.


 

Il  sapere dei fanatici, sia quelli dell’antivaccino sia quelli vaccino, è   malsicuro e, quando si associa alla violenza dei primi e all’intolleranza dei secondi, è “odiosa sapienza” usando l’efficace ossimoro che  Pindaro applica al biasimare gli dèi nell’ Olimpica IX (vv. 37-38).

 Io do credito a Crisanti il quale ieri sera ha detto che prima di vaccinare i bambini dai 5 agli 11 anni vuole aspettare di conoscere gli effetti di questo antidoto-ajntivdoton favrmakon-  sui pochi ai quali è già stato iniettato.

I tromboni che hanno mai avuto alcun dubbio, dando per giunta assicurazioni contraddittorie, molto probabilmente dono funzionari del potere, quello economico.

giovanni ghiselli.

p. s

 sono bisvaccinato già due volte e tra poche settimane sarò tervaccinato. Quindi vi prego di non mandarmi sollecitazioni a vaccinarmi o addirittura insulti e minacce per il fatto che elogio il dubbio.

giovanni ghiselli

giovedì 25 novembre 2021

La giornata contro la violenza perpetrata sulle donne.


 

E’ giustissimo ricordare, denunciare e condannare questa violenza mai esecrata abbastanza e tanto meno impedita.

Dunque che alle sfilate e alle fiaccolate seguano i fatti.

I violenti devono essere messi nella condizione di non potere nuocere.

 

Il mio grido di denuncia e di dolore si leva contro questo scempio, però dobbiamo ricordare che esso non è l’unico.

 

Anche la scuola sempre più degradata e inefficiente  grida vendetta. E’ sparita quasi del tutto la meritocrazia che premiava i ragazzi studiosi e assicurava loro un lavoro appena laureati.

La mia generazione è stata l’ultima a godere di questo diritto.

Leggo che nemmeno quest’anno ci sarà lo scritto all’esame di maturità. La traduzione del brano di greco era l’unica prova davvero seria e difficile, forse anche troppo ai tempi miei, tempi però nei quali la strada verso il lavoro a tempo indeterminato era in discesa una volta conseguita la matuità.

 

Quindi un altro obbrobrio è la disoccupazione con i postimigliori  riservati alle famiglie dell’oligarchia dominante mentre le multinazionali possono arbitrariamente licenziare lavoratori già sottopagati .

Le donne subiscono la maggiore ingiustizia anche in questo campo.

Ma di queste lavoratrici messe in mezzo alla strada, magari con i figli, non si parla abbastanza nei “buoni salotti” televisivi.

 

Poi l’abominio del virus che continua a mietere vittime da due anni tenuto in vita com’è da un ottimismo professato a vanvera da cosiddetti scienziati continuamente smentiti dalla realtà effettuale, insomma dai contagiati e dai morti, se questi potessero parlare.

Siamo arrivati a meno di un mese da Natale con i contagi che crescono, e migliaia di persone in più infettate ogni giorno, decine di morti quotidiani mandati al cimitero dal virus, e si continua a dire che tutto può rimanere aperto per i vaccinati, quando è evidente che il vaccino riduce il contagio ma non lo annienta. Si dice trionfalmente che il 64% dei ricoverati in ospedale non è vaccinato. La parte rimanente però non è minima ed è la prova che non è impossibile né troppo difficile contagiarsi anche da vaccinati.

Tuttavia le compere natalizie con gli annessi affollamenti nei mercati sono necessarie alla crudele  divinità dell’economia e,  quindi, i rischi di malattia e di morte vanno minimizzati.

Una nota relativa alla dizione dei conduttori dei telegiornali: ultimamente la parola rischi viene pronunciata sistematicamente “ricchi”, forse per renderla meno inquietante. Qualche rischio può essere bello come dice Socrate nel Fedone di Platone kalo;ς ga;r oJ kivndunoς” (114d), ma non quello di morire soffocato da questo covid purtroppo ancora presente e vivo.  

Bologna 25 novembre 2021 ore 20, 06.

Ci sarebbero altri fatti da deplorare ma per oggi mi fermo qui

E’ ora di riposarsi correndo. Anche correre serve a ridurre i rischi. Quelli brutti assai.

giovanni ghiselli

p. s

Statistiche del blog

Sempre1185040

Oggi262

Ieri314

Questo mese7681

Il mese scorso8104

 

 

 

Gli uomini malvagi amano la tenebra più che la luce.


 

Teocrito nel VI  Idillio paragona Galatea che stuzzica Polifemo alla chioma secca che si stacca dal cardo quando la bella estate arde:" to;  kalo;n qevro" ajnijka fruvgei (16)

La donna e la lanugine secca di certi vegetali  kai; feuvgei filevonta kai; ouj filevonta diwvkei " (v. 17), e fugge chi ama e chi non ama lo insegue.

Mi interessa sottolineare e  condividere con voi le parole "quando la bella estate arde".

Teocrito (310-260) è un poeta siracusano vissuto a lungo ad Alessandria alla corte di Tolomeo II Filadelfo, e altro tempo a Cos. In luoghi caldi dunque, anche molto caldi.

Teocrito canta la calda natura estiva che ama.  

Chi ama la natura, ama il caldo e adora il sole che porta significazione di Dio. Ama la vita luminosa e calda perché le sue opere non sono malvagie.

Chi preferisce il freddo e le tenebre di questi giorni orribili, e durante l'estate si chiude al buio con l'aria condizionata teme e odia la vita stessa.

L'ha detto anche l'evangelista Giovanni: "kai; hjgavphsan oiJ a[nqrwpoi ma'llon to; skovto" h] to; fw'"”, e gli uomini amarono più la tenebra che la luce. Parole citate da Leopardi come epigrafe della canzone La ginestra.

L’onesto visionario e pure veggente Giovanni ne indica la causa: “ h\n ga;r aujtw'n ponhra; ta; e[rga (N. T., Giovanni, 3, 19) poiché le loro opere erano malvagie.

Bologna 25 novembre 2021 ore 18, 13

giovanni ghiselli

p. s

Statistiche del blog

Sempre1185007

Oggi229

Ieri314

Questo mese7648

Il mese scorso8104

 

 

Etimologie contrastanti e fantasiose.

 


 

Nella pagina Cultura (35) del quotidiano “la Repubblica” di oggi leggo un’intervista rilasciata ad Antonio Monda dallo scrittore Daniel Mendelsohn a proposito del suo nuovo libro Tre anelli.

Si tratta di “Tre storie di espatriati e di letteratura” secondo la sintesi del sottotitolo.

 

I tre espatriati sono Auerbach, Fénelon e Sebald.

 

Di Auerbach ho letto e studiato Mimesis; di Fènelon, che non ho mai letto, e me ne dolgo, so solo questo che scrissi nel mio libro sull’Odissea:  “il bell'atteggiamento di Telemaco verso Mentore-il cui nome dal Télémaque [1] di Fénelon in poi, è venuto a designare universalmente un amico anziano, educatore, guida e protettore-si fonda sullo sviluppo del motivo dell'educazione, che predomina del resto in tutta la Telemachia  e che dobbiamo ora considerare più ampiamente”.

 

Sebald non so proprio chi sia, per mio difetto di tempo e di occasione.

 

Voglio però commentare una domanda con risposta anche perché Monda nella  parte introduttiva all’intervista scrive che il libro “è un trattato di filologia” . Io non sono un filologo bensì un letterato ma “un trattato di filologia” mi sembrano parole grosse e sbagliate, o, per lo meno, inopportune.

 

Dunque Monda pone tale questione:
”lei scrive che Auerbach è “liberato, come era accaduto a Dante, grazie all’esilio”.

Risponde Mendelsohn:

“ E’ così: il dolore dell’esilio rende possibile la creazione artistica.

L’etimologia del nome Odisseo è odyne, dolore: “è l’uomo del dolore, che soffre e fa soffrire gli altri”, In seguito Dante poi Kavafis suggeriscono che egli è causa del suo girovagare , e che la sua grandiosità è proprio in questo viaggio di conoscenza, che sembra addirittura prescindere dal ritorno”.

 

Ecco il mio commento, da letterato, non da filologo ripeto.

 

Devo  autocitarmi e me ne scuso:

“Nel XIX canto dell’Odissea si trova un'etimologia fantasiosa e arbitraria del nome del protagonista eponimo: Autolico chiede alla figlia Anticlea e al genero Laerte di chiamare il loro figliolo neonato  jOduseuv" (v. 409) poiché, disse il nonno materno giunto a Itaca dal Parnaso per vedere il nipotino:"polloi'sin ga;r ejgwv ge ojdussavmeno" tovd& iJkavnw,-ajndravsin hjde; gunaixi;n ajna; cqovna polubovteiran"(vv. 407-408), vengo qui provando odio per molti, uomini e donne sulla terra nutrice. L'etimologia non ha valore scientifico; eppure ne ha uno educativo: questo bambino nato sotto l'insegna dell'odio, cresciuto con un nome che contiene l'odio, diviene un atleta in difesa della vita”[2].

Non sto pubblicizzando il mio libro che è esaurito da una ventina di anni. A chi lo vuole manderò il  file gratis.

 

Bologna 25 novembre 2021 ore 14, 33,

giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

p. s.

Sempre1184921

Oggi143

Ieri314

Questo mese7562

Il mese scorso8104

 



[1]Romanzo educativo del 1695. "Il viaggio immaginario di Telemaco alla ricerca del padre Ulisse sotto la guida di Mentore vi crea l'occasione per divagazioni su vari argomenti, ispirate a una moderna idea di tolleranza e a concetti innovatori in campo pedagogico", La Nuova Enciclopedia della Letteratura Garzanti .

[2] . Giovanni Ghiselli  (a cura di) Ulisse, Il Figlio, Le Donne, I Viaggi, Gli Amori , Loffredo, Napoli, 2000.

 

. Ghiselli (a cura di) Ulisse, Il Figlio, Le Donne, I Viaggi, Gli Amori , Loffredo, Napoli, 2000.

 

Il Socrate di Platone oppure Nietzsche?

Una chiave per spiegare la natura di Socrate ci viene spiegata dal fenomeno del suo demone, una voce che lo dissuadeva sempre. Cfr. Platone, Apologia 31 dove Socrate dice che in lui c’è qei`ovn ti kai; daimovnion , una voce –fwnhv ti~- che quando si manifesta ajei; ajpotrevpei me, mi distoglie sempre da quello che sto per fare, protrevpei de; ou[pote, mentre non mi spinge mai. Questo mi impedisce di occuparmi di politica. Socrate è visto da Nietzsche come il nemico dell’istinto, o come un individuo dall’istinto rovesciato: “Mentre in tutti gli uomini produttivi l’istinto è proprio la forza creativa e affermativa, e la coscienza si comporta in maniera critica e dissuadente, in Socrate l’istinto si trasforma in un critico, la coscienza in una creatrice-una vera mostruosità per defectum! Più precisamente noi scorgiamo qui un mostruoso defectus di ogni disposizione mistica, sicché Socrate sarebbe da definire come l’individuo specificamente non mistico, in cui la natura logica, per una superfetazione, è sviluppata in modo tanto eccessivo quanto lo è quella sapienza istintiva nel mistico” . “Io sono un discepolo del filosofo Dioniso, preferirei essere un satiro piuttosto che un santo” . In Ecce homo “quasi alla fine della sua vita lucida, Nietzsche scrive: “Io non sono un uomo, sono dinamite” . “Il suo grido di omaggio non è “osanna” ma “evoè” . C’è in Nietzsche una “sopravvalutazione coribantica” della vita istintiva Note 1La nascita della tragedia , capitolo 13 2Ecce homo, Prologo. 3Ecce homo, “Perché sono un destino”, 1 4T. Mann, Nobiltà dello spirito, p. 824. 5T. Mann, Op. cit., p. 825. Bologna 25 novembre 2021 ore 11, 10 giovanni ghiselli

Gli autori Greci quali maestri di cosmo.

L'insegnamento degli autori Greci ci aiuta a uscire dalla confusione personale e socio-politica La logica, la parresia, la bellezza dei Greci sono state conquistate attraverso guerre lunghe e durissime contro il caos che sempre minaccia il cosmo. E' questo il primo insegnamento dei Greci. “Nel fondo del Greco c'è la mancanza di misura, la caoticità, l'elemento asiatico: la prodezza del Greco consiste nella lotta con il suo asiatismo: la bellezza non gli è donata, non più della logica, della naturalezza dei costumi-esse sono conquistate, volute, strappate- sono la sua vittoria". (F. Nietzsche, Frammenti postumi, Primavera 1888-14.) Bologna 25 novembre 2021 ore 10, 18 giovanni ghiselli p. s. Statistiche del blog Sempre1184839 Oggi61 Ieri314 Questo mese7480 Il mese scorso8104

mercoledì 24 novembre 2021

Gli Italici, donne e uomini, sono tra gli Europei più vanitosi, fin dalla Roma dei Cesari.

 


 

Nell' Ars Amatoria [1] Ovidio afferma che è proprio l'eleganza a fargli preferire l'età moderna all'antica, presunta aurea:"prisca iuvent alios, ego me nunc denique natum/gratulor: haec aetas moribus apta meis" (III, 121-122), i tempi antichi piacciano ad altri, io mi rallegro di essere nato ora, dopo tutto: questa è l'età adatta ai miei gusti, non perché, continua il Sulmonese, terre mari e monti sono stati domati dall'uomo,"sed quia cultus adest nec nostros mansit in annos/rusticitas priscis illa superstes avis " Ars, III,  127-128), ma perché c'è eleganza e non è rimasta fino ai nostri anni quella rozzezza sopravvissuta negli avi antichi.

"Ordior a cultu[2]. Così Ovidio inizia, dopo il lungo proemio, la precettistica riservata alle donne nel terzo libro dell'Ars .

Cultus , riferito come qui alla vita della donna, indica più  o meno la "cura della persona" e quindi la "raffinatezza"[3].  

 

 

 Il cultus rende le donne più attraenti e seduttive ed è una di quelle parole che possono prendere significati differenti dando luogo a comportamenti contrastanti.

 Qualora ci si voglia liberare dai  lacci delle donne e trovare rimedi all'amore converrà vederle al naturale arrivando all'improvviso di mattina:"Auferimur cultu: gemmis auroque teguntur/omnia; pars minima est ipsa puella sui " (Remedia Amoris vv. 343-344), siamo sedotti dall'acconciatura: tutti i difetti sono coperti dalle gemme e dall'oro; la donna in sé, è una parte minima di sé.

 

Infatti, prosegue Ovidio, "Saepe, ubi sit quod ames, inter tam multa, requiras:/decipit hac oculos aegide dives Amor " (vv. 345-346), spesso tra tante contraffazioni uno può chiedersi dove sia ciò che ama: Amore arricchito con questo scudo inganna gli occhi.

 

"E' in Ovidio che troviamo l'irrisione aperta della rusticitas , è Ovidio che della negazione della rusticitas  fa un aspetto essenziale del suo mondo galante. In alcuni casi egli ci presenta la negazione in modo ambiguo", attribuendola a personaggi poco attendibili. "Per esempio, una contrapposizione fra le formosae audaci di oggi e le sporche sabine delle origini di Roma è elaborata da una lena[4] nel suo discorso esortativo (Am. I 8. 39 sgg.):"Forsitan inmundae Tatio regnante Sabinae/noluerint habiles pluribus esse viris;/nunc Mars externis animos exercet in armis,/at Venus Aeneae regnat in urbe sui./Ludunt formosae: casta est quam nemo rogavit;/aut si rusticitas non vetat, ipsa rogat "[5], forse le sporche Sabine sotto il regno di Tazio non avranno voluto essere disponibili per più uomini; ora Marte tiene occupati gli animi in guerre straniere, ma è Venere che regna nella città del suo Enea. Le belle si divertono: è casta quella cui nessuno ha fatto proposte; oppure se non lo impedisce la selvatichezza, è lei che fa le proposte.

E ovviamente non sono sempre proposte decenti.  

 

Concludo con i costi della vanità estrema

Lo stesso Ovidio sconsiglia vesti sfacciatamente lussuose vengono sconsigliate alle donne eleganti (Ars  III 169 sgg.): Quid de veste loquar? Nec nunc segmenta requiro/nec quae de Tyrio murice, lana, rubes./Cum tot prodierint pretio leviore colores,/ quis furor est census corpore ferre suos? " , che devo dire della veste? Io non chiedo le frange d'oro, né te, lana, che rosseggi per la porpora di Tiro. Dal momento che sono venuti fuori tanti colori a prezzo più basso, che pazzia è portare sul corpo il proprio patrimonio?

Aggiungo Lucrezio:

"Labitur interea res et Babylonica fiunt/unguenta et pulchra in pedibus Sicyonia rident/scilicet et grandes viridi cum luce zmaragdi/ auro includuntur teriturque thalassina vestis/assidue et Veneris sudorem exercita potat " (Lucrezio, De rerum  natura, vv. 1124-1128), si scialacqua nel frattempo la roba, e diventa profumi di Babilonia, e calzari belli  di Sicione sorridono nei piedi e naturalmente grossi smeraldi con la luce verde sono incastonati nell'oro e si consuma la veste colore del mare continuamente, e tenuta in esercizio beve sudore di Venere.

 

La volontà volgare di esibire il lusso invero non manca negli uomini

L'esibizione che puzza di soldi è il furor tipico dell’ex schiavo arricchito scandalosamente, come Trimalchione, il " signore tre volte potente" il quale viene descritto al suo ingresso nella sala del banchetto con indosso un pallio scarlatto e un fazzoletto orlato di rosso, da senatore, intorno al collo con frange pendenti da una parte e dall'altra.

 " Habebat etiam in minimo digito sinistrae manus anulum grandem  subauratum  " (Satyricon  , 32), inoltre portava al mignolo della mano sinistra un grosso anello indorato, da cavaliere; nell'ultima falange del dito seguente un altro anello tutto d'oro ma cosparso come da stelline di ferro "et ne has ostenderet tantum divitias, dextrum nudavit lacertum armilla aurea cultum et eboreo circulo lamina splendente conexo ", e per non mettere in mostra soltanto queste ricchezze, denudò il braccio destro ornato da un braccialetto d'oro e da un cerchio d'avorio intrecciato con una lamina brillante, "deinde pinna argentea dentes perfōdit " (33), quindi si stuzzicò i denti con una stecca d'argento.

Si possono confrontare queste testimonianze con quelle di Tacito sui Germani.

 

 

Bologna 24 novembre  21021 ore 19, 59

giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1184697

Oggi233

Ieri307

Questo mese7338

Il mese scorso8104

 

 

 



[1] L'Ars amatoria  (in distici elegiaci) costituisce una precettistica erotica in tre libri: nei primi due il poeta fa il maestro d'amore agli uomini, nel terzo alle donne. Questa raccolta a sfondo didascalico fu completata nell'1 o nel 2 d. C, come i Remedia amoris e i Medicamina faciei femineae. Ovidio, nato a Sulmona, e morto in esilio a Tomi sul Mar Nero, visse tra il 43 a. C. e il 17/18 d. C.

[2] Ars amatoria , III, 101.

[3]Conte-Pianezzola, Il libro della letteratura latina, Edizione Modulare,  8 ,  p. 513.

[4] Una mezzana, illa monebat/ talia (Amores, I, 8, 21-22), lei dava tali consigli.

[5] A. La Penna, Fra teatro, poesia e politica romana, p. 186.

Che cosa è turpe se al pubblico non pare tale?


 

Euripide aveva previsto la trasmissione di Fabio Fazio e altre del genere suggerendo ai conduttori e agli ospiti una difesa dalle accuse di indecenza mosse dalla parresia di alcuni rarissimi nantes su tali acque: “tiv d j aijscrovn, h]n mh; toi'" qewmevnoi" dokh'/; (fr. 19 dell’Eolo citato dal personaggio Dioniso nel verso 1475 delle Rane di Aristofane.

Bologna 24 novembre 2021 ore 17, 16

giovanni ghiselli

p. s

Statistiche del blog

Sempre1184655

Oggi191

Ieri307

Questo mese7296

Il mese scorso8104

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia è una generazione bella, fortunata e felice.


 

Oggi fa freddo ma c’è il sole a Bologna

Dopo lo studio, a mezzo il giorno, sono andato sulla Croara, in bici, poi all’Arci di San Lazzaro dove mi danno da mangiare e bene, per carità.

Ero seduto al sole non lontano da un gruppo di uomini vecchi, quasi quanto me.

Sentivo quello che dicevano.

E ho capito una cosa: che la nostra è stata ed è una generazione bella, fortunata, felice.

Perché? Ma perché eravamo comunisti e ci piacevano molto le donne.

Nonostante i tempi nuovi, io sono ancora comunista e le donne mi piacciono sempre

Baci

gianni

Bologna 24 novembre 2021 ore 15, 19

p. s.

Statistiche del blog

Sempre1184599

Oggi135

Ieri307

Questo mese7240

Il mese scorso8104