domenica 8 novembre 2026

La contesa scolastica.

Leggo a pagina 27 del quotidiano “la Repubblica “ di oggi questo titolo

Il linguista Beccaria

In piazza a 90 anni

“Sto con gli studenti”

Copio anche due righe  virgolettate in alto a sinistra

L’accademico dei Lincei:

“Sono venuto per

testimoniare perché

ci sono momenti in cui non

è possibile non schierarsi”.

 

Questo mi piace poiché il fatto di non schierarsi è spesso il marchio degli ignavi “a Dio spiacenti ed a’ nemici sui”.

Non mi sono mai piaciuti “questi sciagurati, che mai non fur vivi”.

Schierarmi, sempre dalla parte degli oppressi, talvolta mi è costato caro ma lo rifarei e lo faccio anche oggi.

Voglio commentare alcune parole del provveditore riportate dal medesimo giornale a pagina 3 della cronaca di Bologna : “Irragionevole pensare che un preside si dimetta”.

Non entro nel merito della contesa tra dirigente e studenti del liceo classico Minghetti poiché non sono informato sui dettagli delle rispettive posizioni.

Però mi schiero citando Guicciardini dopo Dante: ”Non si può procedere sempre con una regola indistinta e ferma (…)  bisogna procedere distinguendo la qualità delle persone, de’ casi e de’ tempi, e a questa è necessaria la discrezione” (Ricordi, C186 edizione Spongano)

Quindi mi schiero contro l’affermazione apodittica che sia “irragionevole pensare che un preside si dimetta”.

Obietto che i presidi non sono tutti uguali: io ne ho sperimentati una decina e non erano tutti ottimi né tutti pessimi. Se alcuni di questi si fossero dimessi, la scuola ne avrebbe guadagnato. Quando gli ottimi andarono in pensione la scuola ci scapitò.

Dunque a parer mio andrebbero incoraggiati quelli bravi che fanno funzionare bene la scuola, la didattica e l’educazione. Con  dirigenti ottimi i docenti e i discenti lavorano meglio, studiano, imparano di più e sono più contenti.

 

Bologna 8 novembre 2026 ore 17, 51 giovanni ghiselli

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Leggo, penso e scrivo volentieri con ottima lena siccome mi leggono in molti, 500 ogni ora mediamente. Mi manca la presenza del pubblico e faccio anche delle conferenze per sopperire. Domani, lunedì 9 novembre, ne terrò una su Sofocle: Edipo re e anche Edipo a Colono nella biblioteca Ginzburg di Bologna dalle 17. E’ tutto gratis e gradisco le domande.

Questo è il link per seguire da lontano Questo è il link per seguire da lontano:

https://meet.google.com/awi-rcsa-izo?

 

 

 

 

 


Parole sante che i politici dovrebbero dire e ripetere autorevolmente a quanti sprecano denaro e sciupano la propria umanità.


 

Re  Lear di Shakespeare, come Edipo di Sofocle , cade dagli spalti traballanti del potere nella necessità scoscesa, e divenuto pure lui un mendicante vagabondo,  nel dolore comprende,  scopre i poveri e diviene capace di carità: “Poor naked wretches  (…) O, I have ta’en/ too little care of this! take physic, pomp;/ expose yourself to feel what wretches feel,/ that thou may’st shake the superflux to them”, poveri disgraziati nudi (…) O, io mi sono preso troppa poca cura di voi! pompa regale prendi la  medicina, rimani allo scoperto e senti quello che sentono i poveri, perché tu possa scuoterti di dosso il superfluo e darlo loro ( King Lear, III, 4, 28-36).

Scrivo queste parole che ho riletto preparando la conferenza che terrò domani dalle 17 nella biblioteca Ginzburg di Bologna. Potete venire o collegarvi da lontano con questo link: https://meet.google.com/awi-rcsa-izo?

Dirò tra l’altro che queste parole dovrebbero venire dette e ripetute a chi oggi spreca mentre molti sventurati non possono nemmeno curarsi.

Bologna 8 novembre 2026 ore 10, 50 giovanni ghiselli

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A lungo ho girato intorno al sole che vedevo incarnato nelle donne belle e fini. Sono stato per decenni un vagabondo, planhvth~ appunto.

Ora sono diventato piuttosto una stella fissa cui guardano centinaia di migliaia di lettori ogni mese anche se non sono ancora la stella polare.

Tale metamorfosi è costata tanto eremitaggio fatto di studio e riflessione. Prima un dovere poi una necessità, non scoscesa questa mia. Mi fa salire piuttosto che cadere. Non ripudio le donne che mi hanno donato benessere anzi sono molto grato a ciascuna di loro, ma ogni cosa a suo tempo dico di nuovo ricordando mia madre e ogni tempo ha la sua bellezza come mi hanno insegnato mio nonno materno e le sorelle di mia madre.

Anche io come Edipo e Lear sono stato accudito e formato dalle donne e ho vissuto con loro, per loro.

Oggi racconto quanto ho capito della letteratura e della vita informata dalla letteratura.