venerdì 30 ottobre 2026

Viaggio in Grecia settima parte. Da Nauplion a Corinto. Montagne che varcai varie volte!


 

 

Altri monti da varcare sempre con attenzione a non esagerare con la fatica per non danneggiare la salute.

 Il ciclista supremo, Tadej Pogačar che ha vinto il  Giro, il Tour e quasi ogni altra gara ha detto: “Il ciclismo è gioia. La cosa più importante non è vincere, ma la salute. Non c’è motivo di spingere il corpo più in là”. Più in là infatti c’è la morte.

Ciclista sublime, ragazzo  dalla potenza inarrivabile e dalle parole sante.

Insomma badavo alla salute prima che alla velocità.

Mi difendo ogni giorno dalle ingiurie del tempo: l’avido cormorano che ci divora.

Finalmente giungemmo a Corinto, la città dai due mari. Mi è cara perché ci sono passato tante volte in situazioni diverse e confrontarle fa parte del metodo comparativo che impiego anche nello studiare, nel tenere lezioni, nello scrivere, nel vivere insomma. Ho bisogno di comparare amori,  amanti, amicizie, tempi e anche luoghi frequentati in tempi diversi.

A Corinto una trentina di anni or sono ho subito perfino una lite con cagnara da una invasata che invocava contro di me con lunghi ululati Ecate la regina delle streghe, e maestra delle incantatrici, eppure questa  cittadina beneficamente calda, assolata mi è simpatica per tante altre giornate significative e belle trascorse con persone amiche.

 

Quest’ultima volta abbiamo dormito al quinto piano di un albergo decente da dove la vista del mare e dei monti non era tronca. Un conforto per lo spirito.

 Corinto non è città turistica. Quella sera si giocava la finale del campionato di calcio europeo. Vinse la Spagna sull’Inghilterra tra le grida di giubilo dei Corinzi di fronte al televisore. Pure noi due preferivamo la Spagna non solo perché giocava meglio ma anche per la  simpatia verso  le terre e le  genti mediterranèe solari e abbronzate. Da Gibilterra alla Palestina e Israele. Terre dalle ragazze belle: more more e rigogliose.

Salutato il compagno di viaggio dopo la partita, feci una passeggiata fino al mare e ricordai la prima volta che giunsi a Corinto da solo nel 1978. Ero diretto a Epidauro e non trovai da dormire in un hotel sul canale. Sicché passai la notte su una seggiola dell’atrio punzecchiato continuamente dalle zanzare sitibonde del sangue mio e ripartìi all’aurora desuccato e assonnato.

Mi domando ancora come potei pedalare in salita fino all’antico teatro annidato tra i monti dopo una notte passata con tanta angoscia.

Avevo persino forato e mi impiastricciai fino ai capelli con il masticione rosso per proseguire. Quando arrivai a Epidauro mi domandarono come mi fossi ferito. Avevo battuto la testa? Io stesso mi domandavo come mai non ero morto. Ora so che non era destino.

Ero giovane allora e non pensavo abbastanza al destino: non vedevo ancora la serie di cause che lo costituiva. In compenso ce la mettevo tutta quando pedalavo, e la fatica piuttosto che farmi spavento mi stimolava, mi affinava, mi rendeva orgoglioso.

“Ogni cosa a suo tempo” mi dissi. Quindi conclusi: “Ora è tempo di andare a dormire. Questa volta, grazie a Dio, hai una stanza bella, grande, panoramica e tutta per te”.

  La luna brillava nel cielo vincendo la luce degli astri consci del fato e scivolavano adagio  le luci delle barche sul mare. Ero diventato già vecchio ma non disattento, indifferente  e  cattivo. Questo non era destino.

 

Bologna 30 ottobre  2026 ore 18, 33. giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

All time3426923

Today8880

Yesterday20686

This month193280

Last month262275

 

 

 

 

 

 


Il re capovolto a farmakòs Edipo, Creonte, Re Lear, Riccardo III, Ludwig II di Baviera.


 

La propaganda vuole bloccare i cervelli con le putride pastoie delle menzogne.

 

L’informazione ufficiale dovrebbe propugnare la pace mentre fa il contrario. Fomenta la guerra.

Si deve dunque  impiegare lo spirito critico per denunciare le parole ingannevoli che non hanno riscontro nella “verità effettuale della cosa”.

Non solo di recente ma diverse volte nella storia il re o il tiranno si è capovolto in farmakov", in capro espiatorio che va allontanato quale mivasma, contaminazione della sua terra e del suo popolo .

L'Edipo re di Sofocle, per esempio, serve  a interpretare con qualche consapevolezza non pochi fatti della vita privata e politica: le angosce personali, i meccanismi del potere, l'ascesa più o meno irresistibile e la caduta ineluttabile di  uomini arroganti, che, come il re di Tebe, sono stati portati su alti fastigi dalla miseria dei tempi e dalla loro stessa presunzione di onnipotenza, ma poi ciascuno di loro precipita nella necessità scoscesa (ajpovtomon eij" ajnavgkan  v. 877) dove non può  avvalersi di valido piede-e{nq j ouj podi; crhsivmw/-crh'tai (878-879). Il potere infatti se non nasce claudicante, lo diventa presto. Spesso rende mentalmente zoppo chi ce l’ha.

 

Il tiranno non ascolta. Nell’Antigone Emone dice al padre:

v. 757:"Tu vuoi parlare di qualche cosa e mentre parli, non vuoi ascoltare nulla” l'incapacità di ascoltare è il primo segno della totale aridità affettiva. Edipo nell’Edipo re non ascolta Tiresia ma  si ravvede a Colono dove è giunto quale mendicante cieco che  ascolta e dice: Cfr.: fwnh'/ ga;r oJrw' (Edipo a Colono 138), alla voce difatti vedo. Ascoltare è il primo segno della carità.

 

Così il lunatic king di Shakespeare suggerisce all’acciecato Gloucester: Look with thine ears” (King Lear,  IV, 6) guarda con gli orecchi.

Anche  Lear, come Edipo, cade dal potere, e divenuto pure lui un mendicante vagabondo,  nel dolore comprende,  scopre i poveri e diviene capace di carità: “Poor naked wretches  (…) O, I have ta’en/ too litle care of this! take physic, pomp;/ expose yourself to feel what wretches feel,/ that thou may’st shake the superflux to them”, poveri disgraziati nudi (…) O, io mi sono preso troppa poca cura di voi! pompa regale prendi la  medicina, rimani allo scoperto e senti quello che sentono i poveri, perché tu possa scuoterti di dosso il superfluo e darlo loro ( King Lear, III, 4, 28-36).

 Il tema  dunque ricorre nelle opere della letteratura europea, ed è  evidente  pure in un film pieno di bellezza e cultura. Mi riferisco a Ludwig di Visconti che racconta la vita e la morte del "lunatico re" di Baviera.

 Bachtin, l'interprete di Dostoevskij, ascrive questo schema del ribaltamento  alla letteratura carnevalizzata che individua nei dialoghi dove campeggia Socrate, nella satira menippea, e nell' Idiota  del romanziere russo. Il carnevale rovescia e relativizza tutte le situazioni, incorona e scorona il re, rompendo le putride pastoie della menzogna ufficiale, mostrandolo nudo e indifeso.

E’ ora di smascherare i “signori” che vogliono prolungare questa guerra terribile e orribile e già troppo lunga.

 

Bologna 30 ottobre 2026- ore 17, 56

giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

All time3426681

Today8638

Yesterday20686

This month193038

Last month262275