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lunedì 20 gennaio 2025

CLASSICI A CONFRONTO. Calendario dei seminari a cura del Prof. Giovanni Ghiselli


click sulla locandina per ingrandirla
CLASSICI A CONFRONTO
Seminari a cura del Prof. Giovanni Ghiselli

presso la
Biblioteca Natalia Ginzburg
Via Genova, 10, Bologna

Il nostro esistere quali persone colte e civili non può  prescindere dalla conoscenza dei classici fioriti per secoli sulle sponde del Mediterraneo, poi appresi e via via assimilati da tutta l’Europa attraverso la lingua latina. Dimenticare e ignorarli comporta la caduta nella barbarie

LUNEDÌ 27 GENNAIO ALLE 17
Lingua greca e latina: un percorso comparato su opere e autori.

LUNEDÌ 24 FEBBRAIO ALLE 17
La tragedia greca: uno sguardo generale.

LUNEDÌ 24 MARZO ALLE 17
Sofocle: Edipo Re.

LUNEDÌ 7 APRILE ALLE 17
La commedia di Aristofane: Lisistrata.

LUNEDÌ 19 MAGGIO ALLE 17
Ulisse: da Omero a Joyce.

Ingresso libero.
Per chi lo desidera è possibile seguire i seminari online tramite questo collegamento su MeetMeet - ogg-ncnx-mdy. Per informazioni e prenotazioni chiama lo 051 466 307 o invia una e-mail all’indirizzo bibliotecaginzburg@comune.bologna.it

giovedì 9 gennaio 2025

Conferenza che terrò nella biblioteca Ginzburg terza parte

il link via meet è il seguente: meet.google.com/ogg-ncnx-mdy
 
 
Vari significati del mito. Nietzsche. Miti di origine: di nuovo Hillman. Il mito di Er.  Morin, Pasolini e il film Medea. Cesare Pavese.
Kundera: diversi miti antichi partono dalla compassione di qualcuno che salva un bambino abbandonato. Mosè, Edipo, Cipselo e altri casi di compassione. Il film Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick: “ the noblest impulse of man, his compassion for another”.
Difficile e molto tardiva è la distinzione tra mito e storia. Erodoto, Tito Livio, Curzio Rufo, Arriano non escludono il mito come fa Tucidide. La storia nasce dalla poesia. Vico e Pavese.
S. Mazzarino a proposito del rapporto tra le Storie di Polibio e la tragedia storica romana ( le praetextae Clastidium di Nevio- battaglia del 222- e Decius di Lucio Accio- battaglia di Sentino del 295-). Polibio dà meno importanza al ruolo dei consoli plebei Marcello e Decio.
Calvino suggerisce di prendere il mito alla lettera
16. 9. Oggetti , persone e divinità polivalentiIl letto (con dentro la moglie). L’oro. La via coperta di porpora ( di nuovo “il tappeto rosso” ). La porpora di Dario III, “l’eroe del dolore[1]. Anche il Cristo Ecce homo presentato da Pilato è vestito di porpora. La fiaccola e la fiamma possono significare matrimonio o funerale. Properzio, Ovidio, Stazio, Apuleio, Apollonio Rodio.
16. 10. Polisemia degli animaliL'usignolo e la rondine ( con aprile). Il cane. Anche il classico può essere variamente interpretato (S. Settis).
17. La transvalutazione lessicale. Tucidide e la guerra civile. Sallustio e il Bellum CatilinaeTovlma e audacia. La Fedra (honesta quaedam scelera successus facit) e l’Hercules furens di Seneca. Lady Macduff del Macbeth di Shakespeare e la Pharsalia di Lucano.
 Petronio e la critica d’arte. Tacito e Giovenale. “Moderato” e “deregulation” Due romanzi di uno scrittore cinese.
17. 1. Platone e le transvalutazioni lessicali della democrazia (th;n me;n aijdw' hjliqiovthta ojnomavzonte", chiamano il pudore stoltezza, etc.)Esse cambiano in peggio il costume.
17. 2. Ovidio chiarisce e non disapprova tale cambiamento di valori lessicali e morali: “fuge rustice longe/hinc Pudor” Ars I, 605-606)
18. Il lessico, la grammatica, la metrica.
Parole topiche nella cultura europea: ajnakuvklwsi~, orbis, cerchio, circuito. P. P. Pasolini: la funzione dello studio della poesia: dall’inventum all’inventio. La Mastrocola. Non bisogna fermarsi ai tecnicismi, ma arrivare presto a leggere i grandi autori che sono i nostri accrescitori e, se ne abbiamo bisogno, i nostri consolatori. Kundera. Pascoli. Don Milani. Guido Croci. Esempi di discrepanza tra regole grammaticali e testi ( fatus nel Satyricon). Vittorio Alfieri.
19. La sintassi, al pari della grammatica, va “condita” con la letteratura. Due congiuntivi esortativi e la perifrastica passiva in Catullo (5). Commento ai basia mille. Due subordinate finali nell’Ars amatoria di Ovidio (Spectatum veniunt, veniunt spectentur ut ipsae", I, 99)vengono (le donne al circo) per osservare, vengono per essere osservate loro stesse. C’è un chiasmo, un poliptoto con due costruzioni: il supino indica uno scopo più generico; ut + il congiuntivo è maggiormente connotato dalla volontà
19.1. Un esempio di commento letterario sulle due subordinate finali dell’esametro di Ovidio citato sopra: maledizioni del  teatro e del circoPlatone. Seneca. Tacito. Tertulliano: l’impudicizia del teatro e la crudeltà dell’arena. Agostino. Flaubert. Cromwell, il Lord ProtectorLa lettera scarlatta di Hawthorne. Il palcoscenico elisabettiano (mal)visto come il sito dell’omoerotismo. Vittorio Alfieri e papa Pio VI Braschi. L’ostilità del potere odierno nei confronti del teatro che fa pensare.
19. 2. Esempi di congiuntivo potenziale e di ottativo spiegati con il “condimento” della letteratura. Musil e Steiner
20. I giovani vogliono cultura e tolleranza.
21. Tolleranza e intolleranzaIl relativismo erodoteo.
21. 1. L'intolleranza è una vera e propria malattia. Terapia del rovesciamentoPer questa ci vuole esperienza di vita o immaginazione. Terenzio (Adelphoe). Vittorio Alfieri. T. Mann. Oscar Wilde.  Pirandello e il “sentimento del contrario” come “disposizione propriamente umoristica”. Tre esempi: quello della vecchia signora, uno tratto da S. Ambrogio di Giusti, e uno da Delitto e castigo di Dostoevskij. Morin: vedere l’ego alter come alter ego.
Ancora degli esempi di comprensione del prossimo: L’arbitrato di Menandro e il Vangelo di Giovanni. Pierre in Guerra e pace di Tolstoj. Leopardi e la dote del buon maestro che abbia abbastanza “forza di immaginazione” da “mettersi ne’ piedi de’ suoi discepoli”
E’ pur vero che mettersi nei panni degli altri non può giungere ad accettare le diversità criminali. Claudio Magris e il film M, il mostro di Düsserdolf di Fritz Lang. Romano Luperini: perché non bisogna tirare i sassi dal cavalcavia.
21. 2.  C'è  un relativismo  che considera le diverse età della vita umana come scene teatrali nelle quali interpretiamo ruoli diversi . Le quattro parti di Orazio (Ars poetica) e le sette di Shakespeare (As you like it)L’ultima scena di Augusto nella Vita di Svetonio.
21. 3. Problematicità della tolleranza anche verso chi non è criminaleLa democrazia, secondo Platone, eccede nella suggnwvmh, ed è una costituzione anarchica, variopinta. Il poikivlo", afferma Bettini, è spesso enigmatico e confuso. L’arcobaleno nell’Oedipus e la Sfinge nell’Edipo re.
22. I valori forti del rispetto, del pudore, della gratitudine, della fedeltà sono anche predicati di nobiltà. L’etimologia di “rispetto” (Erich Fromm). La caduta dei valori supremi è il nichilismo. Nietzsche. Esiodo. L’ingratitudine è il marchio dell’uomo plebeo. Senofonte (Ciropedia). Euripide (Medea, Alcesti, Eracle). Aristofane (le Nuvole). Sofocle (AiaceFilottete). Teognide. Shakespeare (Giulio Cesare, Tito andronico). Seneca. Cèline. Per gli Sciti che incontrano Alessandro Magno la fides e il rispetto umano hanno la forza del sacro. Gončarov.
22. 1.  Il pudor nella cultura latina  ha forza anche maggiore dell’ aijdwv"  dei Greci.
23. La giustizia e l’arte politica. Il Protagora di Platone.
24. Antigone rappresenta l’umanesimo. H. Hesse: il necessario idealismo dei ceti colti.  Quando la venerazione dello spirito non è più valida, non funzionano nemmeno le banche e la borsa. Ortega. T.Mann: l’umanesimo è amore per gli uomini.  E’ necessaria la solidarietà tra gli umani. Morin. Galimberti. Marco Aurelio imperatore. John Donne. Leopardi (La ginestra).
25. Il pragmatismo e il vuoto di carità. Giasone ("dra'/ ta; sumforwvtata ", Medea, v. 876, fa quello che è più utile ) e Charles Grandet.  I matrimoni di Tony Buddenbrook e il calcolo sbagliato dell’utile. La “Civiltà di vergogna”.
Viceversa: Kierkegaard e Svevo sul matrimonio. Pasolini: l’interpretazione puramente pragmatica è priva di carità. San Paolo e la caritas. Il kevrdo" è un’ ossessione di alcuni personaggi della tragedia come l’utilitas per Poppea Sabina di Tacito. Secondo Leopardi è la ragione che, cercando l’utile, toglie le illusioni e “inferocisce le persone”.
26. Abbiamo menzionato l’eterna borghesia. Vediamo allora che cosa è il borghese. Vittorio  Alfieri: due satire (La sesqui-plebe e Il commercio) e la Vita. Orazio e Parini: il mercante sensibile solo al guadagno che Gozzano  rivaluta. Schopenhauer, Wilde e i filistei, Hesse, T. Mann (Naphta), Pasolini (il borghese è un vampiro), Marx, Huysmans,  Don Milani, Magris,  Seneca (Medea), Màrai e l’identità data dalla roba. Socrate secondo  Mazzarino.
Bologna 9 gennaio 2024 ore 18, 03
Ripeto il link per seguire da lontano
il link via meet è il seguente: meet.google.com/ogg-ncnx-mdy
 
 
 
 




[1] J. G. Droysen,  Alessandro Il Grande, p. 187.

mercoledì 8 gennaio 2025

Un corso di 5 lezioni nella Biblioteca Ginzburg di Bologna

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Prima parte della prima lezione di un corso di 5 incontri che terrò nella biblioteca Ginzburg  di Bologna dal 27 gennaio al 19 maggio
 
Il 27 gennaio inizierò un ciclo di cinque conferenze nella biblioteca Ginzburg di Bologna:

Giovanni Ghiselli: CLASSICI A CONFRONTO. Calendario dei seminari a cura del Prof. Giovanni Ghiselli

La pima lezione verterà sul metodo di insegnamento del greco e del latino che ho praticato per diversi anni e ritengo ancora valido. Il percorso consta di più 500 pagine abbondanti e avrei bisogno di almeno
 dieci ore per esporlo tutto. Magari più avanti.
Per questa volta mi limiterò a presentare i titoli dei capitoli facendo e commentando le citazioni che ricordo a memoria tra le tante presenti nel testo.
Quando mi sarà arrivato il link per seguire gli incontri da lontano, lo pubblicherò nel blog e in facebook. Intanto pubblico le prime nove pagine delle circa 30 con gli argomenti.  Questo lavoro è stato preparato quando insegnavo didattica della letteratura greca a contratto nella SSIS dell’università di Bologna per 10 anni, e tenni un corso di alcuni mesi in quelle di Urbino e Bressanone chiamato dal professor Franco Frabboni che ricordo con stima e affetto.
Parti del  lavoro sono state pubblicate in queste edizioni prima che fosse terminato.
Punto Edu Neoassunti Indire. Metodologia per l’insegnamento del greco e del latino.
Essere e Divenire del “Classico”. Atti del Convegno Internazionale (Torino-Ivrea 21-22-23 Ottobre 2003). L’arte dei luoghi nella didattica del latino (pp. 241-256). Utet, Torino, 2006.
 
Discorso sul metodo dell’insegnamento delle lingue e letterature greca e latina.
 
L'uomo che non conosce il latino somiglia a colui che si trova in un bel posto, mentre il tempo è nebbioso: il suo orizzonte è assai limitato; egli vede con chiarezza solamente quello che gli sta vicino, alcuni passi più in là tutto diventa indistinto. Invece l'orizzonte del latinista si stende assai lontano, attraverso i secoli più recenti, il Medioevo e l'antichità.-Il greco o addirittura il sanscrito allargano certamente ancor più l'orizzonte.-
Chi non conosce affatto il latino, appartiene al volgo, anche se fosse un grande virtuoso nel campo dell'elettricità e avesse nel crogiuolo il radicale dell'acido di spato di fluoro"[1].
 
 
 
di Giovanni Ghiselli. Telefono 051-493095. Indirizzo di posta elettronica: ghiselli.giovanni@gmail.com
Prefazione.
Perché studiare il greco e il latino, potrebbe chiederci un giovane, a che cosa servono? Alcuni rispondono:" a niente; non sono servi di nessuno; per questo sono belli"[2].
Non è questa la nostra risposta. Se è vero che le culture classiche non si asserviscono alla volgarità delle   mode, infatti non passano mai di moda, è pure certo che la loro forza è impiegabile in qualsiasi campo. La conoscenza del classico  potenzia la natura peculiare dell'uomo che è animale linguistico.  Il greco e il latino servono all'umanità: accrescono le capacità comunicative che sono la base di ogni studio e di ogni lavoro non esclusivamente meccanico.
Chi conosce il greco e il latino sa parlare la lingua italiana più e meglio di chi non li conosce[3]. Sa anche pensare più e meglio di chi non li conosce.
  Parlare male, affermava Socrate nel Fedone , non  solo è una stonatura in sé, ma mette anche del male nelle anime[4].
Don Milani insegnava che "bisogna sfiorare tutte le materie un po' alla meglio per arricchire la parola. Essere dilettanti in tutto e specialisti nell'arte della parola".
Il sicuro possesso  della parola è utile in tutti i campi, da quello liturgico a  quello erotico : "Non formosus erat, sed erat facundus Ulixes/et tamen aequoreas torsit amore deas ", bello non era, ma era bravo a parlare Ulisse, e pure fece struggere d'amore le dee del mare, scrive Ovidio nell'Ars amatoria[5].
Sono versi non per caso citati da Kierkegaard nel Diario del seduttore. Ebbene, non si può essere veramente bravi a usare la parola, utilizzabile sempre e per molti fini, tutti sperabilmente buoni, se non si conoscono le lingue e le civiltà classiche, ossia quelle dei primi della classe. Noi vorremmo che le conoscessero tutti attraverso una scuola che fosse nello stesso tempo popolare e di alta qualità.
Il greco e il latino, come lingue e come culture, sono utili non solo a scuola e il loro impiego non è confinato nei licei e nella Accademie.
Si può pensare a una sceneggiatura cinematografica, o alla redazione di un articolo di giornale, o a una recensione, a qualunque attività insomma che richieda un impiego non banale, non scontato della parola: la civiltà classica dota chi la conosce di una miniera di topoi, frasi, metafore, immagini, idèe preziose che valorizzano il tessuto verbale è la visione d’insieme
Questo per quanto riguarda il campo dell’efficacia e della bellezza.
Ma c’è pure, e anche prima, la categoria dell’etica.
Non si può essere del tutto morali se non si conoscono a fondo i princìpi e i valori dell’etica classica. Questa non penalizza la felicità, che anzi va associata alla moralità: . Strabone (63 a. C.-23 d. C.)  nella sua Geografia  (redatta nei primi anni del regno di Tiberio) afferma che gli uomini imitano benissimo gli dèi quando fanno del bene, ma, si potrebbe dire anche meglio, quando sono felici (" a[meinon d j  a[n levgoi ti", o{tan eujdaimonw'si", X, 3, 9).
 
 
 
Indice dei capitoli con gli argomenti.
1. Il metodo mitico (T. S. Eliot) è un metodo comparativo.
2. Le rovine. Maria Zambrano[6]: le rovine sono la cosa più viva della storia.
3. Elogio della tradizione e necessità della fatica. Povno~ e labor. Esiodo. Sofocle. Eracle al bivio.  Orazio. Il sogno di Alessandro Magno in Arriano: vide la statua di Orfeo che sudava, e l’indovino interpretò il sogno dicendo
Alessandro avrebbe procurato fatica anche ai poeti.
 Il discorso del condottiero macedone sul fiume Ifasi.
Dante e il “poema sacro”. Machiavelli e il dovere di “insudare nelle cose”. Leopardi e il prezzo di un’opera egregia (Il Parini ovvero della gloria).
4. Necessità della conoscenza della Storia.
4. 1. Lo studio della storia presenta varie possibilità di approccio: da quello politico ed economico, al sociologico, all’antropologico, allo psicologico. Rostovzev. Auerbach. S. Mazzarino. Tacito e la crisi dell’agricoltura italica. La storia degli anelli d’oro in Plinio il Vecchio e nel Satyricon.
 Luperini: il legame profondo e necessario tra disciplinarità e interdisciplinarità. La necessità della conoscenza dei contenuti. La SSIS (la Mastrocola e il sottoscritto). La storia esemplare con modelli e contromodelli. Tito Livio, Tacito e la grandezza del passato rispetto alla sopravvenuta decadenza. Il filum di tradizionalismo che unisce Catone- Sallustio-Livio e Tacito. Polibio: la storia come correzione (diovrqwsi").
Le biografie di Plutarco. Posidonio (I. sec. a. C.)  e Diodoro (I sec. a. C. , Biblioteca storia universale): gli storiografi quali benefattori dell’umanità. Tucidide e la maggiore grandezza del presente. Plutarco e i suoi estimatori:  Montaigne, Shakespeare, Vittorio Alfieri, Foscolo, Nietzsche e la storia monumentale. Seneca (Naturales quaestiones) sconsiglia di proporre contromodelli. Machiavelli e Guicciardini. Le interpretazioni contrastive della Storia inducono il giovane a pensare. Vite composite e variopinte.  Proust. Le Vite di  Demetrio Poliorcete e di Antonio  secondo Plutarco. Luciano e la processione della Tuvch.
Luciano[7]   paragona la nostra vita a una processione in costume guidata dalla Fortuna che attribuisce le parti  agli umani  e spesso  cambia maschere e ruoli di alcuni durante il corteo: " Pollavki" de; kai; dia; mevsh" th'" pomph'" metevbale ta; ejnivwn schvmata"[8].  
Mussolini e il colonnello Aureliano Buendía di Márquez.
 
5. Alcuni personaggi appartengono tanto alla storia che deriva dalla poesia quanto alla letteratura   che attinge alla storia, e al cinema che fa uso di entrambe.
Ulisse è un personaggio chiave della letteratura, Alessandro Magno della storia. Il cinematografo si appropria di alcuni personaggi estremi.  L’uomo che volle farsi re di John Huston.
Baudelaire: Alcibiade, Catilina e Cesare quali splendidi tipi del dandismo. Andrea Sperelli di D’Annunzio è camaleontico come l’Alcibiade di Plutarco, di Cornelio Nepote, di Montaigne, e quanto il Catilina di Cicerone. Alcibiade, Catilina e Cesare sono seduttori tipici. Hanno un antecedente in Odisseo, con l’aggiunta della bellezza. Alcibiade nel Simposio di Platone,  quindi  in Nietzsche. Alcibiade  prefigura il  don Giovanni di Kierkegaard. La Penna: il ritratto paradossale mescola vizi e virtù. Catilina, Othone, Enrico V,  papa Alessandro VI e altri. 
6. La conoscenza dei fatti storici e di quelli letterari è indispensabile alla crescita della persona. Cicerone. C. Pavese. Leopardi e il “secolo di ragazzi”. Alcuni non diventano mai uomini: H. Hesse.
 Il benessere dell'albero per le sue radici:  la storia antiquaria di Nietzsche. Ancora T. S. Eliot : il senso storico, la maturità della mente, e la  visione comparata  di tutta la letteratura europea.
La cultura  impone una visioni d’insieme: "with a feeling that the whole of the literature of Europe from Homer and within it the whole of the literature of is own country has a simultaneous existence and composes a simultaneous order"[9],  con la sensazione che tutta la letteratura europea da Omero, e, all'interno di essa, tutta la letteratura del proprio paese, ha un'esistenza simultanea e compone un ordine simultaneo.
Tutti gli scrittori europei sono saliti sulle spalle di Omero poeta sovrano. L’ aforisma che Giovanni di Salysbury (XII secolo) attribuisce a Bernardo di Chartres. U. Eco: ogni parricidio elimina i padri ricorrendo ai nonni. L’Ulisse di Joyce uccide il romanzo dell’Ottocento e risale a Omero. Il parricidio di Parmenide nel Sofista di  Platone. Luperini: Insegnare la letteratura oggi: “ il genere letterario costituisce il tramite naturale delle diverse esperienze nazionali”.
7. Il metodo comparativo può essere applicato agli oggetti. L’ensis del suicidio di Didone in Virgilio discende dalla spada di Aiace in Omero e in Sofocle.
Lo scudo in Archiloco,  poi in Orazio e Tacito. La letteratura europea diventa organica. Il fine è il potenziamento etico ed estetico dei giovani i quali, da parte loro, ci curano l’anima.
8. Già gli antichi avevano coscienza di stare sulle spalle di Giganti del passato. Eschilo. Teocrito, Callimaco,  la poesia post-filosofica, e la cultura come “vasta forma del ricordo”  (Bruno Snell). Terenzio. Leopardi, Musil.
9. Nelle pagine di un autore moderno si devono leggere in filigrana altri auctores della tradizione europea. T. S. Eliot, Shakespeare  Plutarco e Seneca. La difesa dell’identità e il “darsi animo” . La tematica senecana dell’orrore ripresa dal teatro elisabettiano. L’Ecerinis (del 1314) di Albertino Mussato. Ferruccio Bertini e George Uscatescu.
9. 1. Il latino e il greco come corrente sanguigna della letteratura europea. Bodei: gli assi di riferimento.
10. Massimo Cacciari: opporre la topologia alla cronologia. I classici contro le mode. Classico è quanto non passa di moda. Márai:  quelli che parlano per luoghi comuni hanno sempre ragione (La donna giusta). Bruno Vespa. Goethe e Leopardi.  L’artista libera il mondo dai ceppi dei luoghi comuni volgari. La metafora contro il luogo comune. La metafora come bomba atomica mentale. Pregi del linguaggio. Aristotele e Leopardi.
 
Nella Retorica Aristotele dà questo suggerimento : «bisogna rendere peregrino il linguaggio (dei' poie'n xevnhn th;n diavlekton), poiché gli uomini sono ammiratori delle cose lontane» (III, 1404b).
La metafora del resto possiede in massimo grado chiarezza (to; safev~), piacevolezza (to; hJduv) e stranezza (to; xenikovn), e non è possibile prenderla da altri (Retorica, III, 1405a).
 
  Nello Zibaldone di Leopardi leggiamo: «le parole lontano, antico, e simili sono poeticissime e piacevoli, perché destano idee vaste, e indefinite, e non determinabili e confuse» (1789). E, più avanti (4426): «il poetico, in un modo o in altro modo, si trova sempre consistere nel lontano, nell'indefinito, nel vago».
Il canto corale, a più voci,  entra in questa  poetica del vago e dell’indefinito.
 
11. Che cosa sono i topoi. Curtius e Quintiliano. Aristotele e Cicerone. La topica è l’arte dei luoghi, ossia quella di reperire “argumenta quae transferri in multas causas possunt” (De inventione).
11. 1. Maurizio Bettini: Argumentum implica chiarimento (cfr. ajrgov" ) e rivelazione.
11. 2. La chiarezza è coniugata con la bellezza. La rivelazione dell’unità. Proust: l’arte è il vero giudizio finale. Le parole belle  infondono gioia. Erodoto e Arione.
12. ll gioco nella  paideiva comporta un gareggiare che stimoli con premi e conceda  degli intervalli. Quintiliano. Fedro. Remissio e  lusus però non devono significare mollis educatio. Un esempio di educazione sbagliata (quella di Cambise e Smerdi figli di Ciro il Vecchio allevati da donne e da eunuchi) nelle Leggi di Platone.  Tucidide: amiamo la cultura senza mollezza. La Mastrocola. Hesse. Platone. W. Jaeger.
13. Un tovpo" funzionale all'educazione: la condanna della stupidità. “La pietà suprema sarà per i Greci l'intelligenza” (la Zambrano). “Nel nostro tempo non può scindersi l’amare dal capire” (Pasolini). T. Mann: l’intelligenza e l’indulgenza fanno parte della bontà umana. Thomas Mann
Intelligenza e indulgenza apparivano a Giuseppe due pensieri strettamente affini, reciprocamente scambievoli e portatori perfino di un nome comune: bontà[10].
 “Questo è, infatti, il modo di comportarsi e addirittura il contrassegno dell’uomo buono, che egli si accorge con saggia reverenza del divino, il che avvicina bontà e intelligenza, anzi propriamente le fa apparire una cosa sola”[11].
Eschilo. Sofocle. Euripide- Baccanti[12]: " Essere equilibrati e venerare gli dèi /è la cosa più bella (To; swfronei'n de; kai; sevbein ta; tw'n qew'n-kavlliston"), e credo che questo sia anche il bene/più saggio per chi sa farne uso (vv.1150-1151).
 
 Aristofane Alla fine delle Rane[13] c'è un makarismov" dell'intelligenza benefica grazie alla quale Eschilo potrà tornare sulla terra:"
 Arriano e un caso di scarsa saggezza di Alessandro Magno. Lucano e la pazzia criminale del figlio di Filippo di Pella. Ungaretti. Ehrenberg. Rhetorica ad Herennium. Orazio.
13. 1. Altri topoi molto diffusi: tw/' pavqei mavqo" in ampio quadro. Tw/' pavqei kavllo~.
La condanna della tirannide, il diritto del più forte, l’imperialismo, l’ esecrazione del denaro e del potere. Seneca e Manzoni.
 Il biasimo dell’ uomo privo di bisogni spirituali. Fedro, Sallustio, Platone. La bellezza con semplicità.
 
13. 2. Un tovpo" può avere due o più aspetti. La mutatio locorum in Orazio e in Ovidio. La religione. L’economia. L’ossimoro “guerra santa”. Euripide (Troiane e Ifigenia in Aulide).   La guerra fatta di propaganda: Alessandro Magno e Dario III in Curzio Rufo. Il console Claudio Nerone prima del Metauro.
La propaganda contro la guerra: Omero, Eschilo, Visconti (film Senso), E. Fromm (Anatomia della distruttività umana), Sofocle, Empedocle, Aristofane (Acarnesi e Pace), Euripide (Troiane, Elena, Elettra, Oreste), Christa Wolf, Virgilio che talora la celebra come anche Orazio, Tibullo, Curzio Rufo.
  L’età dell’oro: Esiodo, Virgilio (Eneide e Georgica I con il veternus) Ovidio (Metamorfosi, Ars amatoria e Medicamina faciei ) Lucrezio, Orazio (Epodi VII e XVI, Carmen saeculare) Leopardi: Storia del genere umano.
 
14. Topoi gestuali. Ostensione del ventre.  Giocasta nell’Oedipus e nelle Phoenissae  di Seneca.
Excursus sul matricidio: l’Agrippina di Tacito e quella dell’Octavia pseudosenecana. Il matricidio visto in modo problematico. L’orrore dell’uccisione della madre viene attenuato da Apollo e da Atena nelle Eumenidi. Nerone nei teatri recitava la parte di Oreste, il matricida giustificato.  L’assoluzione di Oreste viene interpretata quale vittoria del patriarcato e, da Freud, come “progresso di civiltà”. Proust considerava l’assassinio dei genitori un delitto di dignità mitologica.
Altro topos gestuale: quello della Messalina di Giovenale.
14. 1. Altri gesti di donne. Le donne dei Germani in Tacito  impediscono la fuga degli uomini in battaglia con l’ obiectus pectorum; in Plutarco (Vita di Mario) combattono e muoiono con maggior coraggio dei maschi.
Budicca in Cassio Dione (II-III secolo) .
 Le Persiane di Nicolao di Damasco (64 a. C. -14 d. C)  e  l’esplosione femminile della sublata vestis.
Ovidio e le Sabine con le chiome sciolte (nei Fasti[14] III, 218 ss.)  gennaiol  2025 8 ore 19, 13
 
Bologna 8 gennaio 2024 ore 19, 41 giovanni ghiselli
p. s.
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[1] A. Schopenhauer, Parerga e paralipomena, Tomo II, p. 772.
[2] “Erano-e l’insegnante lo faceva notare spesso-del tutto inutili apparentemente ai fini degli studi futuri e della vita, ma solo apparentemente. In realtà erano importantissimi, più importanti addirittura di certe materie principali, perché sviluppano la facoltà di ragionare e costituiscono la base di ogni pensiero chiaro, sobrio ed efficace” (H. Hesse, Sotto la ruota (del 1906),  p. 24.
[3] Vittorio Alfieri nella sua Vita (composta tra il 1790 e il 1803) racconta di avere impiegato non poco tempo dell’inverno 1776-1777 traducendo dopo Orazio, Sallustio, un lavoro “più volte rifatto mutato e limato…certamente con molto mio lucro sì nell’intelligenza della lingua latina, che nella padronanza di maneggiar l’italiana” (IV, 3).
[4] Cfr. cap. 50.
[5]  II, 123-124. Bello non era ma era bravo a parlare Ulisse e pure fece struggere d'amore le dee del mare.
[6] M. Zambrano, L'uomo e il divino (del 1955),p. 228.
[7] 120 ca. d. C. 180 ca.
[8] Mevnippo" h] nekuomanteiva, 16.
[9] Tradition and the Individual Talent (del 1919),
[10] T. Mann, Giuseppe in Egitto, p. 257.
[11] T. Mann, Giuseppe il nutritore, p. 62.
[12] Rappresentate postume
[13] Del 405 a. C.

[14] Un calendario in distici composto fra il 3 e l'8 d. C. quando fu interrotto, dall'esilio, al sesto libro di dodici che dovevano essere. Dovevano illustrare  gli antichi miti e costumi latini.

giovedì 12 settembre 2024

"Protagonisti della storia antica". I prossimi incontri alla biblioteca Ginzburg

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PER INGRANDIRLA
Lunedi 21 ottobre, ore 17
Lunedi 18 novembre, ore 17
Lunedì 16 dicembre, ore 17

Questi gli appuntamenti delle lezioni a ingresso libero che si svolgeranno alla biblioteca Natalia Ginzburg di Bologna
via Genova 10 - tel.051 466307

a cura di Giovanni Ghiselli
Vi aspettiamo

mercoledì 4 settembre 2024

"Il mito nasce dalla meraviglia..." - Conferenza del 6 settembre 2024

ALEXANDER MUSEUM PALACE HOTEL

Tel. 0721-34441    Fax 0721-30550
e-mail: alexander@viphotels.it
web: www.alexandermuseum.it
https://www.facebook.com/ArtHotelAlexander#
 
  
Venerdì 6 settembre alle ore 19:00
 
nella Galleria degli Specchi 

conferenza:
Il mito nasce dalla meraviglia, come la filosofia secondo Platone e Aristotele. Vari aspetti e diversi significati del mito. Il mito nella religione, nella letteratura, nella filosofia, nelle apoteosi degli atleti
 
Relatore il Prof. Giovanni Ghiselli
 

Ingresso libero 


Giovanni ghiselli è nato a Milano nel 1944. Dal 1946 al 1963 è vissuto a Pesaro dove ha frequentato le scuole Carducci, Lucio Accio, Mamiani.
Poi è andato a Bologna per studiare Lettere antiche all’Università. Si è laureato con 110 e lode.
Dal 1969 al 1974 ha insegnato Lettere in una scuola media di Carmignano di Brenta (PD). Nel 1974 è tornato a Bologna dove ha insegnato per un anno Lettere nell’ istituto professionale femminile Rubbiani, quindi Greco e Latino nei Licei Rambaldi di Imola, Minghetti e Galvani di Bologna.
I primi tredici anni  ha insegnato italiano,  greco, latino  storia e geografia nel  biennio ginnasiale, gli altri ventidue nel triennio liceale soltanto greco e latino.
La sua didattica ha impiegato spesso il metodo comparativo.
Dal 2000 al 2010 ha avuto il semiesonero dal liceo Galvani per lavorare nella SSIS  come supervisore e tenere lezioni a contratto della disciplina didattica della letteratura greca con laboratorio nell’Università di Bologna.
Insegnava ai giovani laureati come insegnare il greco nei ginnasi e nei licei.
Dal 2010 è in pensione e tiene conferenze in varie scuole, associazioni culturali, festival di filosofia.
Da una decina di anni tiene corsi di letteratura comparata nell’Università Primo Levi di Bologna.
Ha collaborato con alcuni quotidiani: “la Gazzetta di Pesaro”, “la Repubblica”, “Il fatto quotidiano”.
Ha pubblicato diversi libri scolastici per i licei classici con gli editori Loffredo,  Cappelli e Canova.
L’ottobre scorso  ha pubblicato un romanzo- Tre amori a Debrecen- con l’editrice Il Ponte Vecchio di Cesena.
Da undici anni tiene un blog  che ha avuto fino ad oggi 1501880 lettori.
un milione 1616714 lettori è la cifra aggiornata dei lettori di questo blog.