La morte dell’estate non è mai tranquilla. Eppure ci porta non solo inquietudine e tristezza. Ho goduto del mare sulle coste assolate fino alle otto di sera. Ho gioito pedalando sui colli o andando la sera al cinema all’aperto evitando così di respirare la feccia dell’aria condizionata e rabbrividire fino alla polmonite.
Ora inizia la stagione di un maggiore impegno mentale. Da oggi ogni giorno passato in gran parte leggendo e scrivendo, invece di vagabondare tra brume crescenti, o di errare bagnati fradici
“Quando
Orïon dal cielo
declinando imperversa;
e pioggia e nevi e gelo
sopra la terra ottenebrata versa”,
è un tempo sottratto all’eterno silenzio che mi attende non tardi,
non tanto tardi purtroppo. Mi arride comunque la speranza di essere ancora qui sulla terra, a Pesaro, magari anche a Siracusa poi sul Parnaso, la prossima estate. E nell’autunno successivo, se non è chiedere troppo, essere ancora vivo e accresciuto da tutto quanto ho incontrato, e osservato nell’estate svestita a festa come le amanti più belle. Se mi avrai aspettato nuda aestas, ci sarò ancora pronto ad amarti e celebrarti come ho sempre fatto.
Pesaro 9 settembre 2026 ore 11, 51 giovanni ghiselli
p. s.
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