domenica 20 settembre 2026

Odisseo, Penelope, Telemaco e la sua educazione. Le sofferenze, l’apprendimento, l’amore.


 

 

Omero, i primi sei canti dell'OdisseaPrefazione.

 

Una cara e brava collega ha detto che risalire a Omero è come bere l'acqua alla sorgente. Tale affermazione assomiglia un poco a quella di Leopardi: "Tutto si è perfezionato da Omero in poi, ma non la poesia"[1].

 

Chi conosce i miei libri precedenti sa che essi procedono mettendo in rilievo analogie e diversità tra gli antichi e i moderni, e cercando di elaborare schede di letterature comparate intorno a spunti tratti dal testo greco. Il gradimento manifestato da colleghi e studenti mi ha incoraggiato a potenziare sempre più questo metodo con l'inserimento dell'antropologia, del cinema, della televisione, della stampa giornalistica. Lo scopo è invogliare i giovani allo studio del Greco mostrando che tale impegno è un mezzo per giungere a una cultura la quale può essere vicina o lontana rispetto alla loro ma in ogni modo li riguarda e li rende più consapevoli, quindi li rafforza. Non solo scolasticamente ma anche. Infatti il nuovo esame di Stato, basato sulla traduzione di un brano d'autore, su risposte a quesiti vari, sull'esposizione di una ricerca , corrisponde in pieno a questo modo di lavorare, tanto è vero che i miei  allievi del liceo Galvani di Bologna hanno sempre preso ottimi voto all’esame di Maturità negli anni passati. Il merito va soprattutto ai ragazzi stessi ovviamente, ma i miei libri, secondo il loro riconoscimento grato e gradito, sono stati ottimi strumenti di lavoro. Questo tomo, il cui contenuto è descritto abbastanza dettagliatamente nell'introduzione, presenta un'antologia dei primi sei canti dell'Odissea  con 421 versi in tutto: 90 scelti dai canti 1-5, mentre gli altri 331 costituiscono il sesto, quello di Nausicaa, completo.

La lettura e il commento del testo omerico mi ha offerto spunti per un centinaio di schede su argomenti che toccano non solo tanti libri della letteratura europea antica e moderna, ma anche aspetti del costume, fatti della storia e persino della cronaca quando sono emblematici della condizione umana del nostro tempo. Omero è naturalmente il punto di riferimento costante, l'autore che funge da stella polare per trovare una direzione nel caos delle rovine sparse intorno a noi. Dal primo autore europeo oltretutto viene un messaggio di ottimismo per i nostri giovani che la volgarità dei tempi cerca di demoralizzare: il "poeta sovrano" ha ribaltato la sapienza silenica trovando la giustificazione estetica dell'esistenza: la vita è degna di essere vissuta comunque, perché in ogni caso è bella.

"Omero ha lodato quasi tutto, gli animali e le piante, l'acqua e la terra, le armi e i cavalli. A nessuna cosa, possiamo dire, egli può passare davanti senza lodarla e vantarla non appena la nomina. Persino quell'unico, che ha spregiato, Tersite, egli lo ha chiamato oratore di bella voce", scrive Dione Crisostomo di Prusa (I sec. d. C.) Questa è una delle tante ragioni, e non delle ultime, per leggere l'Odissea .


Introduzione.

Il volume su Omero vuole risalire alle radici di quella cultura europea  che i più di ventimila studenti preparati dai colleghi i quali si sono avvalsi dei miei testi sono abituati a considerare come un organismo grande forte e bello. Il metodo consiste nello spiegare Omero con Omero stesso[2], con la storia, con la critica omerica[3] e con gli autori successivi che gli devono qualche cosa. Del resto la presenza del padre della letteratura non è solo visibile nei libri ma anche nella vita quotidiana, nel nostro modo di pensare, nei giornali, nel costume, e questo libro, dopo le necessarie spiegazioni specialistiche, non manca di indicare i possibili nessi. Lo scopo è quello di dare al lettore non solo una buona conoscenza di Omero, ma anche una maggiore consapevolezza di se stesso. Ora, per non perdere tempo in dichiarazioni che rischiano di apparire inconcrete e generiche se non sono esemplificate da fatti e da cose, farò una descrizione, se non minuziosa, precisa di questo volume indicandone i contenuti. Sarà poi il giudizio dei colleghi e degli studenti a confortare o a smentire la mia presunzione di avere fatto un buon lavoro.

Il libro parte dalla "questione omerica antica" che viene riassunta, poi ampliata in una lunga scheda basata su Omero nell'Anonimo Sul Sublime  e in altri critici (Montaigne, Hegel, Leopardi) i quali ne notano l'eccellenza. Vengono quindi riferite le posizioni degli studiosi, filologi, filosofi e poeti che si sono occupati della nascita della poesia epica. Il volume procede con le scoperte archeologiche, la scrittura Lineare B, i rapporti tra il greco miceneo e la lingua di Omero. Viene poi esposta la teoria oralistica. Seguono gli eventi storici: la civiltà micenea e la società omerica, l'invasione dorica, la cosiddetta età oscura, la ricomparsa della scrittura, la lingua di Omero. Quindi si cominciano a leggere il Proemio (vv. 1-10) che è stato tradotto e commentato, come i versi successivi (421 in tutto) dal punto di vista grammaticale, sintattico e metrico. I primi dieci esametri mi hanno dato l'opportunità di sviluppare alcuni temi: aspetti dell'uomo Ulisse; Omero l’elogiatore della vita, e alcuni rampognatori successivi

; la sofferenza (sul mare e altrove) con comprensione e senza; l'intelligenza di Ulisse messa al servizio del valore supremo: la vita; il tema del ritorno. Segue un approfondimento su la responsabilità degli uomini, uno sulla capacità suprema di parlare, uno su il sacrilegio dei compagni di Ulisse e la bella diversità del loro capo, uno su Omero e il "poema sacro". Queste schede, che sempre traggono spunto dal testo, sono di lunghezza varia, da diverse pagine ad alcune righe, e cercano di andare incontro da una parte alle esigenze di approfondimento di noi adulti studiosi di greco, dall'altra alla curiosità naturale e sana degli adolescenti che abbiamo la fortuna, l'onore e il compito di educare.

Vengono poi tradotti e commentati i versi dell'Introduzione (11-21). Questi danno lo spunto per i seguenti quadri di approfondimento: La morte scoscesa; Ulisse eroe-martire della conoscenza; Leopardi e il divieto della Genesi (De ligno autem scientiae boni et mali ne comedas ); la grande madre mediterranea; donne e maghe furenti. Il caso dei jeans (del febbraio 1999).

Seguono tre versi (32-34) spiegati con una scheda sul libero arbitrio umano in rapporto alla potenza divina, e il riassunto commentato del resto del canto. Il commento consente di aprire diverse finestre su vari argomenti. Alcuni titoli indicano i contenuti degli episodi considerati. Segnalo i più importanti: i proci quali uomini privi di bisogni spirituali; l'ottima educazione di Telemaco; la forza educativa dell'esempio buono e quella irrazionale di Ate  che tutti accieca; l'impulso divino insito nell'educazione; Telemaco si emancipa dalla matriarca; la poetica del canto nuovo e il dilettevole della poesia; il ruolo del re; la posizione sociale della donna.

Segue il riassunto-commento del secondo canto, senza lettura di versi in greco. Sono invece sviluppati questi argomenti: sotto un re buono il popolo prospera, con uno cattivo crepa; l'ira e la beffa sono signorili, l'elegia e la querimonia no; i segni divini che vengono dagli uccelli di buono o di cattivo augurio; Ulisse eroe dell'intelligenza; la comunione del pasto.

Del terzo canto sono tradotti e commentati i versi 1-3 (con il sorgere del sole sul mare); 21-30 (con l'esitazione di Telemaco incoraggiato da Atena); 254-272 (con la seduzione di Clitennestra da parte di Egisto che elimina l'ostacolo costituito dall'aedo); 303-308 (con la vendetta di Oreste). E' una scelta che ha consentito diversi collegamenti con Eschilo, e lo sviluppo dei temi della seduzione e dell'adulterio. Questi versi e quelli riassunti  mi hanno invogliato e autorizzato a scrivere queste schede: importanza degli occhi nel sembiante umano, particolarmente in quello femminile, Leopardi e Svevo; la pirateria; l'identità di Telemaco; Egisto, l'effemminato donnaiolo, e Clitennestra, la donna di audacia virile,Sesso e carattere  di Weininger, androgini adulteri e omosessuali secondo l'Aristofane del Simposio  platonico; i colori umani; agonisti e imboscati; Egisto quale seduttore intellettuale; le attenuanti di Clitennestra; l'aedo e il giornalista; il rito del banchetto, il festino e l'antifestino, i simposi dei maleducati secondo Platone.

 

Il terzo canto si chiude con "il viaggio da Pilo a Fere e da Fere (l'odierna Calamata) a Sparta. Confronto tra il cocchio tirato da due cavalli e la bicicletta spinta da gambe di donne e di uomini". Una paideia basata sulla letteratura greca non può prescindere dall'educazione alla ginnastica. Se c'è solo questa, i ragazzi restano più rozzi del necessario[4], però, se l'attività fisica manca, uomini e donne diventano troppo molli, come nota Platone nella Repubblica  .

Del quarto canto non ho scelto versi da leggere in greco ma ho fatto il riassunto commentando alcuni aspetti con riquadri di approfondimento i cui titoli sono: la buona e la cattiva e[ri"; il tappeto di porpora; Odisseo è posto in situazioni estreme come i personaggi di Dostoevskij; il pudore; la donna maga; aspetti di Elena con riflessioni sull'adulterio; Ulisse, Elena, Penelope e il loro simulare secondo Calvino; il carattere di Ulisse; un poco di eziologia della guerra troiana; maledizioni della guerra; l'u{bri" dei due Aiaci; la morte rituale e l'assassinio; le sedi beate e i privilegiati ivi ammessi; la follia metodica dei sogni.     

 Del quinto canto ho tradotto e commentato i versi 55-74 (che contengono la descrizione del luogo  Ogigia privo però di vita umana) e i vv. 221-224 con Ulisse che rivendica a sé una straordinaria capacità di sopportare e resistere. Il resto è stato riassunto. Anche questo libro è stato chiarito con approfondimenti. Che sono: il canto di Calipso, di Circe, della Sfinge, e quello delle Sirene, muto secondo la dislettura di Kafka; il pudore delle donne e il tessere secondo Freud; l'isola di Ogigia contiene l'idea della morte; la nobiltà di Calipso; non è possibile estorcere l'amore; lo sguardo espressivo; trattare gli altri come se stesso è il breve compendio di tutta l'arte di vivere e di essere felici; l'amore per il viso è amore spirituale; Amor Fati .

 

Il sesto canto è commentato integralmente. Gli approfondimenti hanno preso spunto dal testo e cercano di dare visioni ampie, ossia panorami culturali. Sono di varia lunghezza con questi titoli: Arte e artisti; Le Grazie; Presentimenti d'amore; Leopardi e Schopenhauer sulle giovinette; Il rapporto vivo con le cose; Sogni di ragazze; Il tabù dell'endogamia; La dignità delle piccinerie; Automobili e carrozze; Il paradiso associato alla bella stagione; Il sogno custode del sonno; Il focolare; Arete e Lucrezia; La ragazza e la vecchia vezzosa; I carri (da viaggio e da trasporto);  Le donne sanno sempre quello che vogliono; La danza; Non è bene concedere tutto ai figli; L'uomo del popolo è anonimo; L'uomo cacciatore (o pescatore) di femmine umane e la morte del maschio rappresentata dal film Holy Smoke ; I fiumi ; Immagini marine; La palla; Le braccia bianche; Le ninfe giocose e nutrici; Nausicaa e Didone; qumov" e  novo"; Il timore di Dio; L'atroce afasia dei giovani; Il seduttore intellettuale: Ulisse; I leoni; Fame e bulimia; Ulisse il riflessivo; L'utile, Il piacevole e il bello. Eroi o ladroni e corsari?; Rapporto tra Ulisse e Nausicaa; Con l'adulazione si può sedurre perfino una vestale; Niente è nobile quanto la natura; Qualche notizia su Delo; La ragazza virgulto, fiore, erba; L'odio tra i sessi è funzionale al consumismo; Poveri e stranieri vengono tutti da Dio; Tenere in rispetto la canaglia e punire un temerario; La funzione femminile dell'accoglienza; Tramonti.

Segue un capitolo sulla lingua di Omero  e uno sulla metrica. Poi vengono alcune notizie sui papiri e i codici.

Alcune pagine sono dedicate all'esame di Stato . Ho fatto alcuni esempi di domande per la terza prova ricavabili dai miei volumi precedenti; naturalmente tante altre se ne possono dedurre da questo ultimo su Omero. Mi rendo conto che questa introduzione assomiglia a un indice; l'ho impostata in maniera siffatta per rendere subito conto di quanto il libro offre al lettore; del resto l'introduzione vera e propria è costituita dalle prime trenta pagine dedicate al "poeta sovrano" e ai suoi poemi. 

 

Pesaro 20 settembre 2026 ore 10, 24 giovanni ghiselli

p. s.

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[1]Zibaldone ,  58.

[2]  JvOmhron ejx  JOmhvrou safhnivzein , secondo il criterio di Aristarco di Samotracia (215-144 a. C.)

[3]dall'Anonimo Sul Sublime , all'Estetica  di Hegel, Leopardi, a Nietzsche a Paideia  di Jaeger, a Perché leggere i classici  di Calvino, per dirne solo alcuni

[4]"oiJ me;n gumnastikh'/ ajkravtw/ crhsavmenoi ajgriwvteroi tou' devonto" ajpobaivnousin", Repubblica  41Od, quelli che praticano la ginnastica senza altro riescono più rozzi del necessario.


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