Sommario.
Primo atto (1-205).
Edipo Giocasta
Edipo descrive la pestilenza. Il re malato rende malati la terra e il cielo. Lo spettacolo della parola. La tragedia letteraria. Titan dubius (v. 1). Il sole incerto è un antitopos. Il regno è un bene scivoloso, un potere claudicante. Il vero regno è la mens bona senza paure e senza brame. Meglio la vita del privato, magari anche povero. La metamorfosi dell'eroe.
La teoria della classe media nelle Supplici e nell'Oreste di Euripide. Il quarto coro della Fedra sentenzia: “Minor in parvis Fortuna furit” (IV Coro v. 1124).
La peste a Tebe e a Roma (Bellum Catilinae, Satyricon). Aridità e sterilità. La polvere. Agostino: la peste e il teatro.
Analogie fra l'incesto, la peste, l'enigma e l'arcobaleno. La regola è una sola: la confusione. Si può aggiungere la navigazione:" bene dissaepti foedera mundi/traxit in unum Thessala pinus, la nave tessala unificò le regole del cosmo ben separato, deplora il secondo coro della Medea (vv. 334-335)
Mancanza di lacrime, di vitalità e di compassione. Il "darsi animo" nel teatro di Seneca e in quello barocco.
La Sfinge, enigma vivente e condensato del mito di Edipo.
Le due u{brei" di Settembrini nel romanzo La Montagna incantate di T. Mann.
La sconciatura. Edipo e la Sfinge, Odisseo e le Sirene. Edipo è "più mostro" della Sfinge.
Più avanti Edipo viene definito dall'ombra di Laio:" implicitum malum,/magisque monstrum Sphinge perplexum sua" (vv. 638-639) male aggrovigliato e mostro contorto più della Sfinge sua. La Sfinge è il brutto senza semplicità.
Anche Fedra ha qualche cosa della Sfinge: Ippolito dice alla matrigna : “ambigua voce verba perplexa iacis:/effāre aperte" ( Fedra, vv. 640-641), lanci parole ambigue con voce incerta: parla in modo scoperto.
La Sfinge è un nodo di mali, Edipo un groviglio di dolore. La cenere e la negazione del fuoco.
Primo coro
Il primo coro (110-205) descrive la peste: longus ordo (v. 126) e series tristis (v. 128): mutatus ordo est (v. 366). L'enfasi dell'orrifico fa parte dello stile di Seneca. La pecora pazza (cfr. v. 134), Cruente sensazionalità. Seneca quale maestro del teatro di sangue.
L'Eccerinis di Albertino Mussato e il Tito Andronico di Shakespeare. L'ecologia è pure etica e psicologia: la natura sentendo il male degli uomini diventa brutta . Tutto è collegato con tutto. Si rinnova la sapienza silenica.
Secondo atto 206-506
Edipo-Creonte (206-290)
Creonte torna da Delfi con il responso.
L'orgoglio di Edipo e quello di Medea: Medea superest (Medea, v. 166). L'individualismo elisabettiano: I am Antony yet (Antonio e Cleopatra)
Il darsi importanza dell’Edipo re di Sofocle è orgoglio intellettuale, come quello dell'Ulisse dantesco e del Dottor Faustus.
Uno dei centri ideologici del dramma è costituito dai versi 396-398:"arrivato io ejgw; molwvn,/ Edipo, che non sapevo nulla, la feci cessare e[pausav nin/ azzecandoci con l'intelligenza e senza avere imparato nulla dagli uccelli gnwvmh/ kurhvsa" oujd j ajp j oijwnw'n maqwvn -".
Il responso delfico raccontato da Creonte. Bisogna vendicare Laio
Il motivo della luce. Il Caos, la mancanza di luce e la confusione degli elementi. Contrasto luce-ombra. La paralisi. La guerra e la caccia a se stesso.
Creonte riferisce le paole della Pizia che denuncia l’incestuoso quale "turpis maternos iterum revolutus in ortus" (v. 238).
Freud: Totem e tabù.
La Sfinge, dice Creonte nell’ Edipo re di Sofocle, ha ritardato la ricerca del colpevole (versi 130-131)
Creonte risponde a Edipo che gli ha domandati per quale ragione non sono state fatte indagini su chi abbia ucciso Laio:"La Sfinge dal canto variopinto ci spingeva a guardare/quello che era lì tra i piedi, e a lasciare perdere quanto non si vedeva (tajfanh')”.
Se identifichiamo quest'ultima parola con i fatti dello spirito, o con le idee di Platone, non visibili attraverso i soli occhi del corpo, soprattutto quando sono rivolti in basso, e interpretiamo "quello che era lì tra i piedi", ossia "to; pro;" posi;", come gli oggetti terreni e materiali, ecco che il canto della ragazza alata (v.508) significa un invito a nozze per l'eterno filisteo, per "l'uomo privo di ogni bisogno spirituale", o " a{mouso" ajnhvr" che dire si voglia.
Più minacciosa è la Sfinge di Seneca, più allettatrice quella di Sofocle: la Sfinge dal canto variopinto. Manca il bello con semplicità. La preghiera di Edipo (248ss.). Chiunque tu sia. La maledizione contro il colpevole.
Riprende il racconto di Creonte. Il trivio fatale. La mano dell'assassino.
Edipo Tiresia Manto (291-402)
Il sacrificio di Tiresia descritto da Manto al padre che non vede.
La fiamma iridata con il carattere confuso dei colori. Altrettanto confusa è la famiglia di Edipo.
Le guerre più che civili, cioè familiari, (cfr l’incipit della Pharsalia di Lucano) confondono perfino il significato delle parole. Sinistro carnevale, mondo a rovescio.
I segni funesti. La fiamma divisa e il densus… fumus (v. 325) avvolge la testa del re. Il toro depresso. La giovenca dal fegato decomposto. Le vene livide e l'invidia. Acta retro cuncta (v. 367). La giovenca vergine è incinta. Il coraggio di Edipo.
Tiresia ordina la necromanzia. Il rito viene affidato a Creonte che lo racconterà nel terzo atto, come compiuto però da Tiresia.
Pesaro 12 settembre 2026 ore 11, 56
p. s.
Dovrò presentare la tragedia greca e quella senecana il 12 ottobre prossimo nella biblioteca Scandellara di Bologna. Questa è una sintesi estrema che svilupperò parlando.
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