Un titolo del quotidiano “la Repubblica”:
L’ira della moglie del ladro ucciso:
“Noi rimasti soli, voglio giustizia”
Errata corrige secondo la giustizia verbale intanto: “un uomo armato che spara e uccide un uomo ladro in fuga è indagato per omicidio volontario”.
L’articolo sottostante ci fa sapere che “il paesino è tutto schierato dalla parte di Mollo”: Ha fatto bene a sparare ai ladri”
Inoltre leggo: “ma le indagini hanno accertato che ha sparato 13 colpi della sua pistola calibro 9”. (pagina 26)
Certamente il pistolero dirà, o l’ha già detto, che non voleva uccidere. Questa secondo me è sempre un’aggravante. Chi uccide senza volere può rifarlo.
A pagina 27 un altro titolo da correggere
“Va a scuola in bici con il papà
investito sulla pista ciclabile
Torino, muore a sette anni”
Il bambino non è morto per una brutta malattia incurabile: è stato ucciso da un’ automobilista indagata per omicidio stradale. Per ora non è del tutto chiaro come è andata. L’investitrice si è fermata e questa è un’attenuante. Comunque l’indagine deve essere seria, anzi severa .
I femminicidi sono orrendi e vengono giustamente deprecati quasi ogni giorno mentre non vengono quasi mai denunciati come orribili altre morti causate dalla sete di vendetta, dalla violenza o dall’incuria.
A queste due tragedie aggiungo quella del giovane operaio morto mentre lavorava nel Colosseo. Questo ucciso dall’incuria altrui o propria.
Assistiamo a un’epidemia di morti sul lavoro.
Purtroppo ci stiamo abituando poiché mancano lo sdegno e l’esecrazione.
Pesaro 23 febbraio 2026 ore 16, 35 giovanni ghiselli
p. s.
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