|
La
classe, il maestro, il docente, il preside.
Preside.
Ho fatto
chiamare il vostro ex insegnante per un confronto.
Studente.
Lui è ancora
il nostro maestro.
Preside.
Sì, maestro di
anarchia. Non c'è male più grande.
Studente,
sottovoce.
Però!! Il
preside conosce l'Antigone di
Sofocle!1
Preside.
Per esempio:
perché lei, professore, si faceva dare del tu dagli
studenti, se
non per confutare l'autorità e annientare la gerarchia naturale e
sacra ?
Maestro.
Non ho mai
proposto agli studenti di darmi del tu; ci arrivano
spontaneamente
quando si accorgono che siamo tutti persone, cioé
soggetti
morali e intelletti pensanti, capaci di dare e farsi rendere
ragione.
Nota
1
Il ragazzo ricorda
il v.672 dell’Antigone di
sofocle:"
ajnarciva" de; mei'zon oujk
e[stin kakovn", non c'è
male più
grande dell'anarchia. E' pronunciato dal tiranno Creonte.
Preside.
Già, così
trovano tutte le ragioni per non studiare.
Maestro.
Non è vero.
Questa presa di coscienza infatti avviene attraverso lo
studio e lo
scambio delle idee: certo è che dopo avere provato il
gusto della
loro dignità umana e scolastica, non sono più
predisposti
al morbo dello studente servile: la
coazione a ripetere
riassunti di
manuali e traduzioni dettate senza una parola di
commento.
Docente,
alzando la mano e aspettando che il preside la guardi.
Signor
Preside, potrei difendermi?
Preside.
Prego
signora: la sua parola onesta è sempre gradita.
Docente.
Scusi,
professore, ma io qui vengo calunniata: io non ometto mai
di mettere in rilievo il sublime della poesia che traduco.
Studente.
E la prosa ?
Docente.
Silenzio tu!
E' sublime anche quella. Sicuramente però io non
vado a
caccia dell'idea politica come certi colleghi, poiché essa è
pericolosa
quanto la dinamite, particolarmente nelle teste tanto
verdi degli
adolescenti. Lei professore non crede?
Maestro.
Così in
assoluto no. L'idea è pericolosa quando si accampa nella
mente del
ragazzo senza ammettere confutazione dialettica; il
giovane deve
conoscerne diverse. Il rischio dell'ideologia unica
qui a
Bologna l'abbiamo corso intorno al 1975 quando il P.C.I.
faceva il
piglia tutto, e l'intellettuale ganascione, echeggiando La
distruzione
della ragione di Lukàcs, proclamava
che al di fuori
del
razionalismo materialistico c'è un
irrazionalismo debole o feroce al
servizio
della borghesia imperialistica e reazionaria.
Successivamente
tale razionalismo assoluto e totalitario divenne
dispotico ,
disgustoso al punto di spingere molti verso
l'irrazionale,
con tanto di fricchettoni variopinti e
ragazze che
sferruzzavano in classe . Questo
succede ogni volta che la
logica senza pietà dei vari
“illuminismi” suscita per reazione movimenti di simpatia nei confronti
dell'istinto e del sentimento. Euripide con le Baccanti
per esempio,
oppure il movimento dello Sturm und Drang . Forse
molti
voglioni amare la vita più di quanto consenta la logica. Probabilmente non
hanno torto.
Docente.
Sì ma io
cosa c'entro?
Maestro.
Lei sta
collaborando all'attuazione di un disegno infernale.
Docente.
Lei non sa
quello che dice! Cosa
faccio di
male io?
Maestro.
Ora glielo
spiego. Partirò dal vertice.
Le racconto la parabola del tiranno e dei suoi
servi.
Un giorno
Potere supremo, guardando fuori dalla sua reggia d'oro,
si accorse
che le genti tendevano all'irrazionale. Allora convocò i
profeti
esperti di menti umane destinate al consumo e pose loro
tale
quesito:" vati svelatemi il vostro pensiero. Io voglio sapere
come
andranno i miei affari se le svigorite teste dei mortali
destinati a
comprare, procederanno sulla strada dell'irrazionale.
E siccome
gli avevano spiegato Freud, aggiunse:"mi conviene
concimare la
pianta dell'Es, oppure ci guadagno a rivalutare la
logica vacillante? Che cosa dobbiamo imporre attraverso i mezzi
di
informazione?"
Secondo lei
signora quale fu la risposta?
Docente.
Cosa vuole
che ne sappia? Se questa non fosse una sua fantasia, le
risponderei
che i disegni delle menti dei grandi sono
imperscrutabili.
Maestro.
Fino a un certo
punto. I sacerdoti del quattrino che conoscono gli
arcani di
tutti i mercati, presenti passati e futuri, risposero così:
"Se tu,
signore, rimetterai in corso questa pur pallida logica, non
vedrai
crescere le vendite dei tuoi prodotti, che per lo più non sono
necessari
alla felicità dell'uomo anche solo un poco ragionevole".
Allora il re
domandò:"Devo dunque ammettere il soddisfacimento
delle
pretese del cuore?"
Secondo lei
cosa rispose quel grande?
Docente.
Ma dica
professore, intende forse canzonarmi? Parla sul serio o
scherza?
Maestro.
Purtroppo
sto raccontando una parabola storica di tragica serietà.
Dunque i
vati risposero:"Se tu ammetterai il soddisfacimento
dell'amore che unifica bellezza e bontà, la stirpe umana crescerà in
forza, sicurezza
e intelligenza;
assisterai all'avvento di una razionalità nuova,
quella
comprensiva della mente e del cuore, più vasta e profonda
della logica
fredda che ora sta declinando; vedrai nascere idee
nuove, ampie
e potenti, molto diverse dai concettuzzi striminziti
che informano il meschino vivere attuale
della gentucola
comune".
I sacerdoti
tacquero. Allora il sovrano domandò:"Ma le vendite dei
miei
prodotti, come andranno?"
"Male o
re, male per te" risposero i sacerdoti in coro. Quindi il corifèo
portavoce
spiegò:
"Quando
le genti saranno state potenziate dall'amore razionale, da una forma elevata
e bella di filagaqiva,
vorranno
procurarsi soltanto le cose ben fatte che le tue macchine non
sanno
produrre".
Il sire
guardò i suoi consiglieri con occhi sanguinari, poi
domandò:"Come
potremo scongiurare tale sciagura?"
I profeti,
impauriti, si affrettarono a rispondere attraverso il loro portavoce:
"Non
temere, signore. Prima di tutto colpiremo le idee.
Impediremo a
chiunque di produrne di nuove e vive; le vecchie le
diraderemo,
assottiglieremo, svaluteremo, finché saranno
annientate.
La televisione, i giornali, il cinema e soprattutto la
scuola,
dovranno progressivamente impoverirsi dal punto di vista
culturale,
fino a restare svuotati dei verba
e del Verbum.
Le
televisioni dovranno propinare pubblicità, menzogne e
frastuono:
parole drogate e rumore. I giornali ribadiranno i luoghi
comuni più
triti e vieti; il cinema continuerà a produrre film di
evasione
fatti di violenza, stupidità e pornografia. Abbiamo messo
in giro
alcune pellicole: Super man, Flash Gordon, un'avventura
senza
tempo nello spazio senza confini, Super donne porno, Sesso
infuocato,
Oroscopiamoci 3 . Per
gettare fumo negli occhi, si
possono
tenere in piedi anche alcuni vecchi maestri del cinema
che passa
per buono. Tanto non hanno più niente da dire e
biascicano
ricordi personali suggerendo l'evasione dalla politica.
Ma per
depravare le menti, il mezzo più importante è la scuola.
Si dovranno
aruolare insegnanti fanatici dei tecnicismi, demoralizzati,
anime
refrattarie tanto alle idee quanto ai
sentimenti.
Quelli
capaci di volare più in alto verranno minacciati, isolati e, se
non basterà,
eliminati. Insomma il pensiero e l'arte dovranno
sparire
dalla circolazione. Le teste dei
giovani, completamente
prive di
nutrimento spirituale, perderanno la capacità di
pensare, poi
anche quella di parlare.
Rimarranno solo le sensazioni. Allora anche
su queste noi
tireremo una
serie di colpi: non sarà difficile estirpare quanto può
rimanere di
positivo, di favorevole alla vita nelle menti svanite di queste persone
soggette alle cose, assimilati alle cose .
Basterà
potenziare con foga sinistra, quindi evidenziare con enfasi, gli effetti
dell'odio
che abbiamo già infiltrato tra gli uomini: accresceremo la
frequenza e
la forza distruttiva degli atti terroristici,
incrementeremo
la circolazione della droga, favoriremo
Nota 3
Erano
proiettati nei cinema del centro di Bologna quando questo lavoro fu
scritto, nel
novembre-dicembre del 1980.
l'avvelenamento
di Eros attraverso nuove pesti inaudite. La menzogna verrà istituzionalizzata
e la confusione diverrà metodica.
Agli uomini
resterà solo il consumo dei tuoi prodotti. Le deboli teste
vaneggianti
nel vuoto culturale, nell'assenza di emozioni vitali,
perderanno
ogni affetto nobile, ogni pensiero elevato, e resteranno
in balia di
un'unica pulsione: quella della rovina. Scateneremo anche delle guerre perché questa
dilaghi dovunque. Potrai incrementare i tuoi profitti facendo costruire e
vendere armi sempre più micidiali. I politici prezzolati approveranno.
La massa
dall'anima
sciancata sarà coinvolta: nei casi estremi
ammazzando e
ammazzandosi, nella media sostituendo la
distruzione
della guerra con la sua metafora più ovvia per gente manipolata dai
tuoi servi
supervisori dell'informazione: il consumo indiscriminato dei
prodotti che
tu vorrai imporre, o divino".
Il sacerdote
tacque e osservò speranzoso il volto del suo
signore.
Questo aveva seguito il discorso scrutando i ministri del
suo culto
con aria sprezzante, ma, udite le ultime parole, non poté
dissimulare
un moto di intima soddisfazione che anzi, stava per
manifestarsi
nel lancio di una manciata di luccicanti monete, il
massimo bene
da conseguire secondo le menti degli avidi vati.
Ma ad un
tratto un pensiero molesto gli attraversò il cervello.
Trattenne
l'oro in mano e domandò:
"degli
uomini politici che cosa faremo?"
I sacerdoti,
già pronti a saltare per afferrare l’agognata mercede, bloccarono i
piedi sul
pavimento marmoreo che, candido più dei gigli
splendenti,
nitido quanto il biancore delle nevi intatte,
rispecchiava
gli aurei cassettoni dell'alta volta simulando le
fattezze
della reggia di Zeus.
I ministri,
contraffacendo anch'essi la serenità dell'Olimpo,
risposero
rassicuranti:"Non preoccuparti, o supremo. In campo
politico noi
unificheremo e divideremo secondo il tuo interesse.
Uniremo la
maggioranza con l'opposizione per segnare la morte
della
dialettica; divideremo l'etico dal politico per situare la
bruttura
morale sull'acropoli della nazione. La fine di ogni
dibattito
serio garantirà la processione sulla via tracciata dalla tua
volontà:
quali unici valori resteranno vendere e comprare; il bello
in sé, la
bontà, la generosità, la cultura, non conteranno più nulla. La politica
senza morale autorizzerà ogni nefandezza in nome del successo."
Il sovrano
alzò il pugno per la seconda volta, ma poi, in preda a un
altro
dubbio, lo abbassò di nuovo. I sacerdoti riuscirono ancora a
dissimulare
il desiderio.
"E se
qualcuno-domandò il gran duce ai vati oramai trepidi-se
qualche
persona morale e intelligente, con parole nobili, con un
bel volto
sereno, svelerà il vostro piano al popolo?"
"Ti
ricordi di Socrate il chiacchierone , dell’onesto, stupido Giovanni
Battista e di Cristo l’idiota?",
ribatterono i profeti, con un
sorriso di
compatimento per quei tre disgraziati. Poi continuarono:
"Quell'uomo
farebbe la stessa fine. Quando il terreno sarà stato
preparato
secondo i tuoi interessi, signore, le anime nobili, amiche
della vita,
verranno isolate dall'odio, annientate dalla calunnia,
ridicolizzate
dal successo dei tuoi lacché. Può essere tuttavia che
cerchino
di opporre una resistenza".
"E noi
li lasceremo fare?", domandò minaccioso il monarca.
"Mai o
divino", risposero i ministri in coro.
Quindi il
corifeo spiegò:"Noi faremo lo sforzo supremo per eliminarli e giungere
alla
soluzione
finale. Organizzeremo scempi e stupri , genocidi se necessario, con i quali
screditeremo
definitivamente le idee morali, amiche della vita, e
gli ostinati
fanatici desiderosi di manifestarle.
Eliminati
questi, li
sostituiremo con nostre creature meccaniche, automi cui
applicheremo
maschere ripugnanti dai nasi dilatati, dagli occhi
striminziti,
dalle bocche viscide e bavose, dai denti formidabili,
dalle
pappagorge ridondanti, dalle trippe debordanti. Avranno l'aria di gente
stanca,
generata
senza amore, nemica della luce, priva di intelligenza e di
vita. Li
metteremo davanti a tutti per offendere il merito; li
programmeremo
a pronunciare frasi insignificanti, con voce
arrogante,
catarrosa, e toglieremo al popolo ogni voglia e
possibilità
di occuparsi del bene comune, di partecipare alla
gestione
della così detta cosa pubblica che sarà diventata cosa
soltanto
tua".
Il re si
compiacque della soluzione finale e per suo diporto scatenò
un'ignobile
gara sul lustro e duro pavimento dove
i profeti si
lanciarono
in rapido, scivoloso agone a raccattare monete.
La parabola
è terminata, il mio catechismo è completo.
Io credo che in Italia sussista ancora un
poco
di
quell'anima che non si china a venerare i miseri quattrini.
Perciò
chiedo ai ragazzi di conservare l'entusiasmo, il mio e il
loro; ai
rari volti e cuori umani ancora presenti nei desolati luoghi
del potere
chiedo che non ci lascino soli contro la fangosa ondata
di
indifferenza, ignoranza e violenza che incombe sulla scuola e sulla
società
italiana.E prego lei preside che ha potere qua dentro, di
contribuire
a vitalizzare questo istituto stanco e cadente siccome
povero di
cultura.
Preside.
Allora lei
non vuole vedere l'autorità annientata?
Maestro.
No, anzi:
voglio vederla rifondata sulla morale e sulla bellezza.
Docente.
E non
auspica che gli studenti prendano a calci i professori?
Maestro.
Al
contrario. Io vedo gli allievi e i docenti nella loro totalità di
persone, e
perciò considero la diffidenza o l'ostilità con cui gli uni
trattano gli
altri, quali frutti guasti di menti malate.
Preside.
Ma lei in
pratica che cosa chiede?
Maestro.
Sì, ha
ragione: glielo specifico meglio.
Premetto che le mie esigenze di
fondo,
quelle della pulizia morale, dell'intelligenza, della cultura, della
bellezza, le ho individuate grazie all'aiuto dei migliori tra i giovani che
ho
cercato di
educare dal 1969 in
avanti. E ora, a nome di questi
ragazzi
desiderosi e capaci di pensare, amare, studiare; adolescenti
che non sono
ancora abituati alle menzogne, non sanno odiare,
non vogliono
sprecare il tempo della loro vita a scuola né altrove,
chiedo ai
pochi uomini con responsabilità di potere ancora
moralmente
vivi, di lottare contro l'ipocrisia, la corruzione la
violenza;
chiedo ai partiti non governativi di tornare a fare un'
opposizione
vera, oppure, se ne avrà la forza elettorale, di fare il
governo
ammettendo un'opposizione, poiché la fine della dialettica
è la morte
del pensiero e della libertà.
A lei
preside, chiedo di togliere spazio agli insegnanti incolti che
detestano la
scuola per darne di più agli entusiasti dell'educazione, agli eroici atleti e
martiri dello studio;
ai colleghi
raccomando di studiare fino al sacrificio di altre attività e di non essere
diffidenti verso
i giovani
che non sono disonesti, se non siamo noi a renderli tali.
Esorto i
miei allievi a non perdere la speranza anche se le loro
attese
verranno momentaneamente frustrate. Poiché le nostre idee
sono eterne:
sono quelle per le quali l'uomo non è ancora
scomparso
come portatore di umanità; esse danno cattiva
coscienza al
violento e all'ipocrita limitandone l'efficienza; sono
state la forza di Socrate, dell’onesto Giovanni Battista e di Gesù Cristo,
sono la potenza vitale con cui i buoni
ancora una volta, siatene certi, prevarranno sui malvagi.
Breve
pausa.
Ora ragazzi,
diteci il vostro parere.
Avvertenza:
il blog contiene 3 note e il greco non traslitterato
Bologna 29 aprile 2026 ore18, 27 giovanni ghiselli
p. s
Statistiche
del blog
All time2128418
Today3306
Yesterday3531
This month82200
Last month79897
|