Ieri sera ho visto un film che voglio raccomandarvi cari lettori. Già il titolo è strano: Hen, gallina. Il regista è magiaro, György Pálfy, la produzione è greco-ungherese-tedesca. E’ ambientato in Grecia e parlato in greco, purtroppo doppiato.
Mi ha attirato la presenza greco-magiara. Chi mi legge sa che questi paesi sono mie patrie quanti l’Italia. Poi anche il ricordo della rivalità di noi piccoli maschi con le piccole coetanèe alle scuole elementari. Le bambine, probabilmente messe in guardia dalle famiglie, non ci degnavano e noi le chiamavamo “galline”.
Quando suonava l’intervallo uno della nostra classe tutta maschile tuonava: “A lancia e spada le galline in campo!”
Allora: “A man levata il popol dicea Sì”
Allora ci facevano imparare a memoria il Carducci patriottico.
Questo succedeva in quel tempo. Oggi c’è di peggio.
Quindi veniamo al film. Assistiamo alle peripezie di una gallina dotata di un istinto di sopravvivenza che prevale su tutte le disavventure e le fa saltare tutti gli ostacoli. Una gallina che detiene la forza massima: quella dell’amore per la vita. Chi non possiede tale potenza non è un umano e nemmeno una bestia. Il film denuncia appunto la disumanità diffusa. All’inizio c’è la rottamazione dei pulcini maschi schiacciati siccome non faranno le uova, poi c’è l’olocausto degli immigrati messi a dormire quindi lasciati morire o creduti morti, infine bruciati completamente e fatti sparire. Anche la vita della gallina è insidiata da altri animali, da veicoli e da vari accidenti ma questa se la cava sempre. Mezzo bruciata anche lei, viene curata da un anziano rimasto umano ed emarginato per questo, e alla fine ucciso dai trafficanti di carne umana, criminali non impediti di delinquere.
Alla fine vediamo la bella gallina mora che si prende cura di tanti pulcini nella casa devastata dai criminali e deserta.
Dedico questa recensione alle galline-bambine di cui ero innamorato infelicemente quando ero un bambino pulcino. Intorno ai 23 anni ho trovato e riconosciuto la mia e la loro umanità. Questo mi ha reso felice.
Bologna 5 giugno 2026 ore 10, 25 giovanni ghiselli
p. s.
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