venerdì 12 giugno 2026

Viaggio un Grecia del 1982- II Parte. Pericle e il Partenone. L’Europa dovrebbe ellenizzarsi. Tucidide, Plutarco, Orazio, Dante.


 

Salimmo sul traghetto a Brindisi, come la prima volta che andai in Grecia con una costola rotta e con Fulvio. Eravamo nel 1977. Fulvio di Parma pronunciava sétte.  Allora era già agosto inoltrato. La terra, quando si avvicina settembre, rende l’immagine di una primavera dissepolta.

Questa volta invece la primavera era rinata ed ero contento anche per la cabina singola, senza impicci. Andai presto a dormire.

Alle nove della mattina successiva alcuni studenti vennero a chiamarmi perché tenessi una lezione sul ponte ventoso e assolato. Parlai per un’ora di Omero  e del grado eroico dell’esistenza umana. L’eroe vuole primeggiare sempre: essere egregio nel combattere e nel parlare. Suggerìi di sostituire al combattere in guerra  il contendere in pacifiche  gare benefiche per la comunità. Gare atletiche e tornei oratòri. Ho sempre ammirato i politici che sanno parlare come gli autori accrescitori e gli agonisti che  gareggiano con stile cavalleresco.  

Gli agonisti che vincono gare pacifiche dovrebbero essere indicati quali esempi ai giovani mortificati : i ragazzi contaminati dalle mode sono come i ruscelli montani inquinati da liquami immondi.

 

Entrati nel golfo di Corinto, faceva abbastanza caldo, tuttavia sui monti che sormontano la costa settentrionale cioè la catena che culmina nella montagna sacra del Parnaso, brillava ancora la neve.

Ma passo all’uso del verbo al  presente per riassaporare i gusti di quelle ore lontane. Utilizzo degli appunti presi allora quando era tutto meno sofisticato nel mio percepire.

Sbarchiamo con la corriera che ci porta ad Atene.

Sotto l’acropoli vedo tanti fiori gialli, fichi d’India, olivi, gattini girovaghi molto magri. Animali che amo: sono aggraziati come le giovani donne.

Mi viene da corteggiarli e accarezzarli ma sono schivi quanto le femmine umane riottose e non posso seguirli poiché devo seguire la fila.

Mi giro verso il Partenone: uno spettacolo superbo, meraviglioso, ma non quanto i polpacci e le cosce di una ragazza che sale verso i Propilei. Le gambe di Ifigenia avevano una dignità fidiaca. Con il vestito  trasparente che lasciava intravvedere le mutande  colore del cielo sereno mi pareva l’aurea Afrodite  che ama il sorriso. Anche a me non dispiace mettere in mostra le gambe ben tornite dalle grandi pedalate in salita e dalle corse.

E’ più importante essere ben svestito che ben vestito.

 

 Nel biglietto d’ingresso all’acropoli leggo stampata una famosa fase di Plutarco su Pericle: “rese la città da grande grandissima, e, divenuto in potenza il sommo tra tutti gli uomini di governo, non accrebbe il suo patrimonio di una dracma”. Penso agli obesi barattieri impinguati con il denaro pubblico. In veste di pastor lupi rapaci.  “Ruffian baratti e simile lordura”.

 

Atene è una delle mie città fatate: piene di fato. Un’altra è Debrecen: ricca e prodiga di fate generose.

 

Il Partenone è simbolo della potenza e della cultura di Atene: “la villa onde ogni scienza disfavilla”. Dopo la morte del suo stratego massimo questa polis suprema ha smarrito il suo stile migliore, poi ha perduto energia, quindi  l’impero e la libertà. Però con il volgere delle stagioni Atene è diventata la scuola dell’Ellade  intera e questa è stata maestra di Roma vincendo culturalmente il feroce vincitore di tutte le guerre nel Mediterraneo e oltre: Graecia capta ferum victorem cepit et artes/intulit agresti Latio[1].

Infine,  attraverso la mediazione della lingua latina, l’Ellade è diventata educatrice di tutta l’Europa. Questa nostra terra di civiltà nobile e antica, se vuole salvare la sua identità in mezzo al carnevale cosmopolita nel quale annaspiamo e brancoliamo, dovrà riellenizzarsi. Ne sono sicuro.

 

Bologna  12  giugno  2026 ore 18 giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

All time2274976

Today7699

Yesterday9189

This month70546

Last month75482

 

 

 



[1] Orazio, Epistole , II, 1,  vv.156-157


Nessun commento:

Posta un commento