Il caldo, naturale per la seconda metà di giugno il tempo della massima insolazione, dà occasione agli affaristi e ai pubblicitari di combinare affari.
Una trasmissione televisiva sta ripetendo che l’aria condizionata è l’unica salvezza e che solo il 55% degli Italiani possono permettersela. Personalmente non la prenderei per nessuna ricompensa in questa vita o nella prossima se ci sarà. Nelle ore più calde apro le finestre del lato est di casa mia e del lato ovest e lavoro nella corrente.
Si fa notare lo strazio di chi non ha il condizionatore estivo. Per me è uno strazio dovermi mettere indumenti autunnali quando entro in un supermercato o in un treno con l’aria condizionata che sputa freddo sul mio sudore. E so che molti soffrono di questo. Ma ora si dovrebbero vendere i condizionatori. Quando arriva l’inverno tante persone soffrono il freddo e si ammalano e alcuni ne muoiono anche, ma chi non ha l’impianto autonomo in casa deve tenere una temperatura da brividi e accendere la stufa elettrica con spesa maggiore. Dei barboni che dormono sotto i portici nessuno parla, dei morti per il freddo tanto meno.
Il caldo ci libera da tanti obblighi imposti dal freddo.
A me il caldo piace e a tante altre persone credo. Lo aspetto dall’umido equinozio che offusca l’oro delle sabbie calde come scrisse un poeta amante della nuda estate.
Ma questo non si deve dire perché la gente va ingannata e schiavizzata: credere, obbedire, comprare e aumentare le spese per le armi. Questo vuole il sistema. E’ l’eterno fascismo aggiornato.
Bologna 29 giugno 2026 ore 9, 50 giovanni ghiselli.
p. s.
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Il mese di giugno oltre la gioia del caldo mi regala più di 6 mila lettori al giorno.
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