Gli odiosi commenti apparsi sui social a proposito della morte per acqua di Luigi Cavallari, marito della ministra Eugenia Roccella, fanno parte della moda vile e odiosa di maramaldeggiare sui caduti. Me ne dissocio come faccio ogni volta che assisto a tale comportamento infame. Infierire su chi è stato colpito dal destino o da altro è caratteristico della viltà della gente cattiva, volgare e ignorante. Non ho nessuna idea in comune con questa ministra ma so di essere un uomo e affermo che il suo dolore merita rispetto come lo merita il suo sposo e compagno di vita defunto. Non lo conosco e non so se abbia fatto del male a qualcuno. Ma anche se fosse, infierire su un morto e su una vedova sicuramente addolorata è una cosa schifosa.
Nella tragedia Aiace di Sofocle, Odisseo che pure è stato nemico di Aiace sottraendogli le armi di Achille e ne ha causato l’impazzimento, si oppone alla volontà di Agamennone di lasciare insepolto il cadavere del Telamonio che si è suicidato. Sarebbe una spietatezza e un’ingiustizia. Il Laerziade dunque dice: “Non è giusto colpire un valoroso se è morto, neppure se ti trovi a odiarlo” (vv. 1344- 1345). Una lezione di umanesimo che dovrebbe spingere a vergognarsi chi se la prende con i morti.
Bologna 29 giugno 2026 ore 18, 23 giovanni ghiselli
p. s.
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