giovedì 25 giugno 2026

Le smorfie e la moda dell’antiumanità.


E’ diventato usuale fare smorfie facciali per esprimere contrarietà. Una roba da bambini e da adulti maleducati. Ieri sera, durante una delle solite trasmissioni sul sanguinoso massacro di Chiara Poggi e la ricerca di un colpevole, alcuni dei contendenti facevano ripetuto uso di tale stiramento, contrazione e deformazione dei muscoli del viso per esprimere dissenso irrisorio degli avversari. Quando uno dei presenti ha contestato siffatto comportamento, un altro ha replicato che ognuno ha la faccia che ha. Avrei risposto che ognuno sceglie la faccia che fa e non è segno di buona educazione né di buon gusto fare una faccia colma di scherno e dileggio quando si parla di fatti tanto dolorosi per molti.

Questo malcostume è diffuso anche tra i politici.

Ci vorrebbe un maggiore rispetto per gli avversari. Anche questa moda passerà ma intanto disturba ed è un segno del brutto periodo che stiamo vivendo.

E’ l’età del Lupus est homo homini, non homo, quom qualis sit non novit” (Plauto, Asinaria, 495)

 Contrappongo a tale orrore homo homini deus si suum officium sciat  di Cecilio Stazio (fr. 265 Ribbeck) 

 

 

Bologna 25 giugno 2026 ore 9, 23 giovanni ghiselli.

p. s.

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Questo mese i miei post sono stati fino a oggu da più di 6000 persone al giorno in tutto il mondo. Sono incoraggiato a scrivere ancora cercando di contribuire a cambiare la moda dell’antiumanità.

 


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