Viene denunciato in un articolo su “la Repubblica” di oggi firmato da Luigi Manconi. Il titolo è “Garlasco, oltre il limite”.
Mi limito a citarne alcune parole:
“tutto avviene senza la più esile preoccupazione per la riservatezza individuale e per la dignità personale. E tende a diventare, alla lettera, osceno: qualcosa di offensivo per ciò che possiamo chiamare il comune senso del pudore civile” (p. 11)
Aggiungo alcune altre parole di commento
Trovo offensiva, almeno per il mio carattere e la mia formazione, il comportamento di alcuni personaggi che con gesti, espressioni, sorrisi di scherno e perfino rumorose risate cercano di togliere ogni credibilità alle parole di quanti si oppongono alle tesi colpevoliste nei confronti di Sempio.
Dopo tale mimica confutatoria, questi implacabili inquisitori intervengono interrompendo quanto dicono i più miti avversari che difendono il nuovo indagato.
Ho scritto più volte e ripeto che non so chi abbia ucciso Chiara, quindi non mi convince la tesi ora prevalente e indiscutibile che uno dei due coinvolti nell’inchiesta sia una vittima e un santo senz’altro, e l’altro un bieco carnefice forse anche pazzo come il Moosbrugger di Musil, il quale però era un reo confesso e riscuoteva pure delle simpatie nella borghesia colta della Vienna del 1913.
Io credo che tutto vada ancora esaminato con spirito critico, non senza competenze specifiche e non debba essere pregiudicato con chiacchiere prive di fondamento serio. Stasi è già stato condannato, forse ingiustamente, sulla base di indizi presi per prove. Ora si passano in rassegna gli indizi che gravano su Sempio e alcuni chiamano prove.
Ebbene non vorrei che alle tante vittime di questa fosca vicenda se ne aggiungessero altre.
Bologna 19 giugno 2026 ore 17, 38 giovanni ghiselli
p. s.
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