Ieri sera ho visto la trasmissione Quarto grado sul delitto di Garlasco.
Conducevano Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, entrambi abbastanza obiettivi e imparziali.
C’erano diversi ospiti divisi in due schiere. Non ne ho preso i nomi.
I favorevoli a Stasi ne facevano notare la grande onestà, correttezza e signorilità, mentre si accanivano contro Sempio fino ad auspicarne la condanna anche gridando.
Quelli dell’altra schiera difendevano Sempio con strepito minore.
A me è parsa di grande rilievo la testimonianza delle impronte lasciate dalle scarpe dell’assassino di marca Frau e di numero 42.
Sempio ha il 44 di piede mentre 42 è il numero di Stasi.
Questo tipo di scarpe per giunta non rientra nello stile vestiario di Sempio ma si addice piuttosto a Stasi.
Questa considerazione, sia chiaro, non è un auspicio di sentenza, ma è certamente un forte indizio in favore di Sempio.
Quanti vogliono la sua condanna sostengono che il piede dell’assassino sarebbe cresciuto di due numeri in tanti anni e dunque si sarebbe allungato e allargato rispetto a come era nel 2007. Non credo che questo avvenga con la crescita del peso, come sostengono quanti chiedono la condanna di Sempio. Diversi decenni fa ebbi anche io, sciaguratamente, una crescita di peso sui 15 chili e il mio numero rimase 39 quale è ancora oggi. Dunque per lo meno non succede sempre che aumentando il peso si ingrossa e si allunga il piede.
Allora perché tanto accanimento contro Sempio fino alle falsificazioni?
Questi implacabili accusatori, non so se giornalisti o che altro, vogliono piacere a un pubblico che guarda con antipatia a Sempio perché questo giovane uomo messo nel tritacarne mediatico è un proletario, un irregolare, uno che indaga se stesso scrivendo e parlando, quindi è imprevedibile e incontrollabile; Stasi viceversa ha studiato alla Bocconi, è regolare e conformista. Piace a persone regolarmente ordinate.
Questa è la mia analisi. Non sto sostenendo che Stasi è l’ assassino e Sempio è del tutto estraneo, perché non so chi abbia ammazzato quella povera ragazza.
Dico solo che alcune persone invitate spesso a parlare su questo caso vogliono indicare un altro mostro meritevole di ergastolo per scagionare il ragazzo segnalato in precedenza come criminale e condannato a 16 anni di carcere. Se Stasi è stato ed è ancora vittima di un sistema giudiziario iniquo o incapace, ora alcuni dalla frequente presenza nei dibattiti televisivi chiedono che alle vittime di tale sistema se ne aggiungano altre: Sempio, i suoi familiari e perfino i familiari della povera Chiara che è stata la vittima principale e seguita a esserlo anche dopo diciannove anni. Chiedo rispetto almeno per lei.
Bologna 12 giugno 2026 ore 11, 11 giovanni ghiselli
p. s.
Torno spesso su questo argomento perché il caso Garlasco raccoglie quasi tutto il peggio che c’è oggi in Italia: dall’ignoranza, alla menzogna, al cinismo, all’assoluta mancanza di comprensione e compassione. Tutti vizi di moda, come la violenza privata e la violenza statale della guerra.
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