Ieri sera ho rinunciato a un’ora di studio e a una di sport per vedere giocare Messi, con tutto che non ho mai amato il calcio. Ma questo giocatore dà degli esempi preziosi. Intanto per come impiega il suo talento eccezionale, per come lo coltiva e lo accresce o per lo meno lo mantiene nei decenni con un esercizio e disciplina, immagino, severa e dura quanto quella degli Spartani e dei Romani del tempo degli antiqui mores.
Quest’uomo non è più giovane come sportivo, non è mai stato un colosso, anzi lo chiamavano “la pulce”, eppure sa dare dei numeri a tutti trattando la palla come una parte del proprio corpo e manovrandola come vuole, in maniera imprevedibile dagli avversari.
Ammirarlo senza sapere giocare a calcio, e seguire il suo esempio trasferendolo nel campo della nostra gara, significa fare tesoro del proprio talento. Ero molto bravo in bicicletta e ho tesaurizzato questa dote ereditata dal nonno materno Carlino Martelli di Sanseplocro, al punto che dopo nemmeno un anno dalla frattura del femore destro sono già in grado di scalare salite dure.
Quanto alle capacità di studio e lavoro ereditate dal bisnonno materno Gigliemo Scattolari ho sempre coltivato anche queste prendendomene cura come di un altro lascito prezioso. I miei diversi consanguinei mi hanno consegnato capacità diverse da portare avanti nella gara della vita e non ne ho sotterrata né sprecata nessuna.
Per questo ammiro ogni persona che valorizza al massimo il proprio talento.
Et quasi cursor vitai lampada trado, e come una staffetta consegno la fuaccola della vita A chi? Ai miei allievi, a tutti voi che mi leggete e ascoltate.
Bologna 23 giugno 2026 ore 18, 32 giovanni ghiselli
p. s.
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