Ieri sera ho visto un film molto bello: No good men. Non ci sono uomini buoni. Un titolo contraddetto dalla storia raccontata
Il film è una dichiarazione d’amore all’ uomo buono.
La regista e protagonista Shahrbanoo Sadat recita la parte di una giovane operatrice televisiva , Naru, che durante la festa di San Valentino intervista diverse donne per le strade di Kabul dove le mogli, interrogate sul carattere dei mariti, rispondono tutte che sono cattivi. Non mancano momenti di commedia allegra come quella in cui la protagonista si trova con due amiche e le tre donne si passano di mano in mano, ridendo, un o[lisbo~ un fallo di plastica che può emanciparle dagli uomini.
Quasi una citazione dalla Lisistrata di Aristofane.
Sul paese incombe la minaccia di un ritorno del Talebani con una sicura recrudescenza dell’oppressione sulle donne e di una tirannide clerocratica. I giornalisti del canale televisivo. Kabul News, per cui lavora la protagonista subiscono un attentato e rischiano tutti di essere uccisi contestualmente nella fase della ritirata degli Americani e del ritorno dei Talebani a Kabul. E non solo loro sono in pericolo nella città capitale. Sicché c’è un fuggi verso l’aeroporto e non c’è posto per tutti. Naru è separata da un pessimo ex marito da cui ha avuto un bambino che porta sempre con sé. Ebbene, a questo punto interviene l’uomo buono, il suo principale che si è innamorato di lei per quanto è brava sicura, fiera nel lavoro e indipendente nella vita. Questo maschio perbene cede a lei e al bambino il posto riservato a lui per la fuga. Alla donna l’uomo piaceva, i due collaboravano bene, ma lei si era allontanata da lui per non fare del male alla famiglia, in particolare a una bambina che aveva l’età del suo bambino.
Nell’ultima scena però, emozionata da tanta generosità Naru lo bacia poi si salva con il bambino. L’uomo buono rimane a Kabul dove rischia di venire ammazzato. Mi sono commosso: anche io amo baciare la donna che se ne va dopo che forse le ho fatto un poco di bene.
Questa donna è più che bella: è intelligente, forte, decisa, mai smancerosa seppure anche ridente e allegra, appena possibile. E’ il meglio del femminile. La persecuzione delle donne Afghane è taciuta e ignorata in Italia: si insiste solo sulle iraniane che studiano all’Università quanto le nostre: non meno numerose dei maschi.
In Italia per fortuna la situazione delle donne è diversa rispetto a quella delle Afghane. Qui in Italia oggetto di feroce discriminazione sono i poveri, i lavoratori sottopagati e usati fino alla schiavitù.
Con la Meloni che dice barzellette: non vuole garantire il salario minimo ma quello giusto, mentre c’è chi lavora per meno di cinque euro all’ora, e non vuole tassare i supericchi perché dice che intende rendere ricchi tutti gli Italiani. Intanto c’è chi non arriva a pagare l’affitto e dorme nell’automobile o sotto i portici. Io me ne vergogno.
Bologna 11 giugno 2026 ore 10, 39.
p. s.
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