“A teatro il vero giudice non deve imparare a giudicare frastornato dallo strepito dei più e dalla propria impreparazione ” (Platone, Leggi, 659a).
Ebbene ieri sera c’era in televisione un dibattito sulla colpevolezza di Andrea Sempio. Ho assistito a prepotenze verbali e perfino a insulti . Gli “stasiani” avevano maggiore facoltà di parlare anche togliendo la parola ai difensori del nuovo imputato e arrivando a usare espressioni prive di cortesia contro gli avversari.
La notizia del tentato suicidio della madre di Sempio non ha meritato una parola di cordoglio. Il giovane uomo indagato e i suoi cari, che sicuramente soffrono non meno degli Stasi e dei Poggi, vengono raramente degnati di una parola di compassione e comprensione. Oggi il nuovo mostro deve prendere il posto del precedente già indicato come l’assassino di Chiara.
Ebbene, spero che i giudici del prossimo processo non si lascino nemmeno sfiorare uJpo; qoruvbou tw`n pollw`n dallo strepito della folla pronta ad accanirsi contro chi cade, a calpestarlo o, se va bene, ignorarlo.
Bologna 18 giugno 2026. giovanni ghiselli
p. s.
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