giovedì 18 giugno 2026

A proposito del caso Garlasco, ricordo alcune parole di Platone.

 “A teatro il vero giudice non deve imparare a giudicare frastornato dallo strepito dei più e dalla propria impreparazione ” (Platone, Leggi, 659a).

Ebbene ieri sera c’era in televisione un dibattito sulla colpevolezza di Andrea Sempio. Ho assistito a prepotenze verbali e perfino a insulti . Gli “stasiani” avevano maggiore facoltà di parlare anche togliendo la parola ai difensori del nuovo imputato e arrivando a usare espressioni  prive di cortesia contro gli avversari.

La notizia del tentato suicidio della madre di Sempio non ha meritato una parola di cordoglio. Il giovane uomo indagato e i suoi cari, che sicuramente soffrono non meno degli Stasi e dei Poggi, vengono  raramente degnati di una parola di compassione e comprensione. Oggi il nuovo mostro deve prendere il posto del precedente già indicato come l’assassino di Chiara.

Ebbene, spero che i giudici del prossimo processo non si lascino nemmeno sfiorare uJpo;  qoruvbou tw`n pollw`n dallo strepito della folla pronta ad accanirsi contro chi cade, a calpestarlo o, se va bene, ignorarlo.

Bologna 18 giugno 2026.  giovanni ghiselli

p. s.

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