Questa sera tra le 22 e le 24 c’erano 2 trasmissioni televisive sul caso Garlasco. L’aria in entrambe era favorevole all’innocenza di Stasi e chi tentava di sostenere la sua colpevolezza, e magari provava sommessamente ad accennare che non è accertata quella di Sempio già destinato a sostituire in carcere et vinculis il condannato per l’assassinio della fidanzata, veniva zittito o subissato dai sostenitori della immacolatezza della vittima di un errore giudiziario indicato anche come doloso.
Noto che un giudice indagato è stato assolto nel frattempo.
Ieri è stato preso di mira il già comandante del Ris generale Garofolo chiamato ripetutamente dottor Garofolo dall’avvocatessa di Stasi. Ora sono dottori anche quelli che comprano la laurea seguendo lezioni televisive. Di generali ce n’è meno e sono più stimati dal pubblico della televisione.
Io non so chi sia stato ad ammazzare Chiara.
Però tendo a dare maggior credito al fratello della ragazza massacrata e ai suoi genitori che mi paiono i testimoni più attendibili. Le testimonianze di parte sono prezzolate e valgono meno, molto meno.
Eppure costoro pontificano mentre i Poggi non vengono ricordati, come se fossero morti tutti. A me questo pare un imbroglio.
Il sistema sostiene Stasi perché Andrea Sempio ne è estraneo, mentre Alberto Stasi vi funzionava bene finché non ha subito ingiustizia da inquisitori fallaci secondo la tesi attuale ripetuta ogni momento.
Sempio simboleggia il ragazzo povero, scontento, non integrato, non sistematico. Si espone al crucifige della folla indirizzata da questa televisione a prendersela sempre con i poveri, i deboli, gli emarginati. Il caso Garlasco rispecchia diverse parti del costume italiano di oggi.
Pesaro 30 settembre 2026 ore 0, 38 giovanni ghiselli
p. s.
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