Ione rimprovera un antenato di Creusa, il fiume Cefiso rappresentato con aspetto taurino di avere prodotto tra i discendenti Creusa quale e[cidnan (1262) vipera, dravkont j (1263) serpente che fissa con occhi di fuoco.
E’ l’imbestiamento della donna denunciato dall’uomo che ne ha paura, da Clitennestra, la bipede leonessa dell’Agamennone di Eschilo alla Pasife di Dante all’orrendo epiteto “troia” che maschio frustrato attribuisce alla donna.
Ione poi aggiunge la Gorgone (1265) che stava per ucciderlo e[melle me qanei`n con le gocce velenose. Quindi ordina di catturarla e di gettarla giù dalla rupe del Parnaso da dove verrà lanciata come un disco- diskhqhvsetai (1268) nel balzo finale.
Le allusioni alle gare sono frequenti nella letteratura greca.
Ione considera una fortuna non essere andato ad Atene dove la matrigna avrebbe fatto una vittima dell’odiato figliastro.
La matrigna è mal reputata anche nell’Alcesti di Euripide dove la protagonista chiede al marito un contraccambio del sacrificio fatto per lui:
"E sia! Ma ora tu tieni in mente la riconoscenza di questo (tw`nde cavrin).
Ti chiederò infatti un contraccambio mai pari
(infatti non c'è niente più prezioso della vita),
ma delle cose giuste, come tu stesso dirai: infatti ami
questi bambini non meno di me, se davvero hai senno.
Questi lasciali signori della mia casa
e non sposare in seconde nozze una matrigna (mhtruiavn) per i figli,
la quale, essendo una donna più cattiva di me- kakivwn ou\s j ejmou` gunhv-, per invidia (fqovnw/)
alzerà le mani sulle creture tue e mie (299-307).
La Commedia nuova penserà a riabilitare certe donne mal reputate come suocere e amanti illlegitime, prezzolate. Cristo arriverà a salvare un’adultera e a giustificare una peccatrice. Del resto sua mamma era una ragazza madre e scondo Celso un’adultera.
Torniamo a Ione che seguita ad accusare Creusa ribadendone la condanna a morte.
Arriva a proferire parole di ironia tragica:
“Né l’altare né il tempio di Apollo, dice, ti salveranno, e la pietà nei tuoi confronti preferisco riservarla a mia madre, infatti anche se il suo corpo non è qui con me, il suo nome non manca mai.- kai, ga;r eij to; sw`ma –a[pestin aujth`~ , tou[nom j oujk a[pestiv pw (1278)
Ricordo una canzona oggi antica:
“Mamma son tanto
felice perché ritorno da te
la mia canzone ti dice che è il più bel sogno per me
mamma son tanto felice viver lontano perché
mamma solo per te la mia canzone vola mamma, sarai con me tu non sarai più sola
quanto ti voglio bene queste parole d'amore che ti sospirano il mio cuore forse
non s'usano più
mamma ma la
canzone mia più bella sei tu, sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai
più
sento la mano tua stanca cerca i miei riccioli d'or sento e la voce ti manca la
ninna nanna d'allor oggi la testa tua bianca io voglio stringer al cuor
quanto ti voglio bene queste parole d'amore che ti sospirano il mio cuore forse
non s'usano più
mamma ma la canzone mia più bella sei tu, sei tu la vita e per la vita non ti
lascio mai
più”.
L’amore dei figli maschi per la mamma precede e condiziona tutti gli altri e nessuno di questi lo supera.
Pesaro 5 settembre 2026 ore 11, 47 giovanni ghiselli
p. s.
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