A un tratto piomba nel santuario un alato corteo di colombe- pthno;~ kw`mo~ peleiw`n (196-1197)- pevtomai volo- che abitano senza timore nel tempio dell’Obliquo, e come il vino venne versato gli uccellimgettarono i becchi sulla bevanda e lo succhiavano dentro le gole coperte da belle piume. Tutte rimasero imnuni ma a quella che si era posata dove il vino era stato versato da Ione, subito il corpo dalle belle ali diede delle scosse in un delirio forsennato e per giunta si diese a stridere in modo inaudito. Si sbigottì tutta la compagnia dei convitati di fronte alle pene dell’uccello (1205- 1206) che rantolando e lasciando cadere le unghie delle zampette rosse (1208) .
Questa attenzione alla morte della colomba fa parte della tendenza delle ultime tragedie di Euripide e Sofocle che pongono maggiore attenzione alla natura rispetto ai drammi precedenti. Si vede meglio nelle tragedie finali: le Baccanti e l’Edipo a Colono.
Oggi è di moda l’animalismo. La persona umana, con l’ajnqrwpivnh sofiva, un poco alla volta perde la sua centralità poiché le guerre con i suoi massacri fino al genocidio minimizzato e pefino approvato da molti perde scivola in secondo piano. La vita di un bambino, di una donna, di un uomo oggi è valutata meno di quella di un cane e perfino di un pollo. I pulcini maltrattati suscitano maggiori proteste della bambine e dei bambini uccisi o lasciati morire.
Pesaro 2 settembre 2026 ore 17, 30 giovanni ghiselli
p. s.
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