martedì 7 ottobre 2025

Sofocle Edipo a Colono vv. 466-480. Traduzione e qualche riga di commento,


 

Corifeo

Disponi ora un sacrificio di purificazione per queste dèe alle quali

sei arrivato come prima meta e ne hai calpestato il suolo.

 

Edipo

In quale modo stranieri? Insegnatemi.

 

Corifeo

Per prima cosa porta sacre libagioni da una fonte

che scorre sempre, attingendo con mani pie 470

 

Edipo

E quando abbia preso quest’acqua corrente incontaminata?

 

Corifeo

Vi sono dei crateri, opera di uomo dalle mani capaci

incoronane gli orli e i due manici.

 

Edipo

Con ramoscelli o bioccoli di lana o in quale modo?

 

Corifeo

Con lana appena tosata da poco di pecora giovane.  475

 

Edipo

Bene! Poi rivolto da quale parte devo compiere il rito?

 

Corifeo

Devi versare le libagioni stando in piedi rivolto alla prima luce del giorno

 

Edipo

Devo versare queste libagioni  con queste brocche che dici?

 

Corifeo

Tre rivoli per ogni vaso; l’ultimo invece tutto intero.

 

Edipo

Dopo averlo riempito di che devo adoperarmi? Insegnami anche questo 480

 

Edipo è diventato docile. Non è più l’uomo che sbaglia credendo di poter risolvere ogni difficoltà, di scavalcare ogni ostacolo con la sua intelligenza, come quando era re di Tebe. Allora il peccato di Edipo era la presunzione intellettuale  manifestata con queste parole: "arrivato io,/ Edipo, che non sapevo niente, la feci cessare,/ azzeccandoci con l'intelligenza (gnwvmh/ kurhvsa" ) e senza avere imparato nulla dagli uccelli" (Edipo re, vv. 396- 398). Con queste parole vantava la vittoria sulla Sfinge, la quale magis triumphata quam victa est pafrasando Tacito. Per giunta si adirava con chi provava a contraddirlo. Qui a Colono è tutt’altra persona. Queste due tragedie ci insegnano a cambiare in meglio.

Bologna 7 ottobre 2025 ore 18, 50 giovanni ghiselli.

p. s.

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