Nel quotidiano “la Repubblica” di oggi leggo un’intervista a Benedetta Scuderi, una ragazza più che bella: meravigliosa.
Ecco il titolo:
“ Scuderi “ Insultati e derisi
Freddo, poco cibo e sonno
Ho perso il senso del tempo”.
Ecce mulier dunque
Leggiamo qualche parola sempre virgolettata.
“Gli israeliani erano inutilmente bruschi. Ho chiesto di prendere una felpa perché si gelava, l’aria condizionata era tenuta alla massima potenza e io ero in maglietta. Non mi hanno permesso neanche quello. Dopo è stato peggio. Ci hanno fatto salire su una sorta di camionetta con dentro delle celle. Prima faceva caldissimo, poi si gelava, la gente stava male, ma era inutile chiamare o sbattere contro le sbarre. Non ti ascoltano. Ero con Annalisa Corrado (…) Anche se in barca abbiamo avuto i mitra a poca distanza e siamo stati sequestrati in acque internazionali, è a terra che ho avuto davvero paura. Lì capisci che il diritto in Israele non esiste”.
I maltrattamenti subiti da questa ragazza dovrebbero sollevare proteste dal governo italiano. La Meloni –donna, cristiana e madre- come si autodefinisce, ha una figlia che mutatis mutandis potrebbe subire maltrattamenti del genere da siffatti farabutti, e, da donna e madre, finché si trova al potere, dovrebbe adoperarsi perché certi maltrattamenti non si ripetano. Invece si è unita al coro dei diffamatori di questi coraggiosi nuovi argonauti che hanno risvegliato il senso morale e il pathos politico delle persone perbene.
Benedetta Scuderi con questa sua testimonianza ripropone per giunta
il martirio di Maria, la ragazza madre di Gesù.
Santa è stata la notte dei travagli di queste due donne.
“Maria già trascolora, divinamente affranta”(Gozzano, La notte santa, 40).
Oggi è un vecchio che scrive, con un femore fratturato oltretutto, un ecce homo molto attempato, ma da giovane, a 27 anni non compiuti, conobbi Elena, una ragazza madre di ottimo stampo: quando le domandai che cosa fosse l’amore per lei, rispose: “è amore dell’umanità” E quando le posi la domanda sulla sua identità più vera non ancora dichiarata a parole, rispose: “non sono materia”.
Compresi che avevo incontrato una benedetta tra le donne e che sarebbe stato difficile un altro incontro così bello. Infatti non è più capitato altrettanto perfetto pur tra diverse decine successive e non tutte brutte. Ma nessuna tanto bella. Ma ora, da vecchio assai e quasi zoppo, assisto a questa impresa neoargonautica che ha rinnovato il pathos politico della mia generazione e dico bene di questa giovane argonauta che mi ha fatto tornare in mente la donna più benedetta tra quante ne ho incontrate dal 1967 in poi.
Bologna 4 ottobre 2025 ore 17, 32 giovanni ghiselli.
p. s. giovanni ghiselli
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