giovedì 9 ottobre 2025

Seneca Epistola 13. Anticipare il dolore è dannoso.


 

Non quid audias sed quid sentias coge (6), rifletti non su quello che senti dire, ma su quello che  senti tu.

Cito accedimus opinioni (8)  crediamo presto alla voce pubblica, soprattutto a quelle che vogliono metterci paura.

Quid iuvat dolori suo occurrere? Satis cito dolebis cum venerit, interim tibi meliora promitte. (10) che giova farsi incontro al dolore? Abbastanza presto te ne dorrai quando verrà, frattanto ripromettiti un domani migliore.  

Quid facies lucri? Tempus, (11) Che cosa  ci guadagnerai? Del tempo.

Aliquis carnefici suo superstes fuit  (11) qualcuno è sopravvissuto al suo carnefice. C’è anche chi riesce a sopravvivere a decine di  carnefici-quorum ego.

Habet etiam mala fortuna levitatem. Fortasse erit, fortasse non erit : interim non est (11), anche la fortuna avversa è mutevole. Forse ci sarà, forse non ci sarà: intanto non c’è.

Quotiens incerta erunt omnia, tibi fave. Crede quod mavis (13),  ogni volta che tutto sarà incerto, fai il tifo per te stesso. Propendi per ciò che preferisci

Può accadere che la morte venga per il tuo bene e onori la vita: cicuta magnum Socratem fecit (14), la cicuta ha reso grande Socrate.

Il femore rotto in effetti mi ha costretto a scrivere di più e la mia coscienza, non solo il mio il mio blog, ne ha tratto vantaggio.

 

Bologna 9 ottobre 2025 ore 19, 47 giovanni ghiselli.

     p. s.

Trovo che Seneca sia un maestro che insegna a vivere e pure a morire, a gioire e a soffrire umanamente. Certi professori di filosofia che probabilmente non lo leggevano in latino dicevano che non è un filosofo. Per loro i ghirigori di Hegel che, girando e rigira, celebra il successo sono la vera filosofia. Io devo molto a Seneca e ad altri maestri di vita.

 

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