Immagino avrai sentito la dichiarazione del ministro degli esteri Tajani che ha detto che il il diritto internazionale vale fino a un certo punto. Come ti ha fatto sentire questa frase?
Quello che abbiamo passato me l'ha confermata questa frase. Il punto è che io vorrei far parte di un Paese in cui il il Ministero degli Esteri ha cuore il diritto internazionale e lo rispetta. Ci sono Paesi che non lo rispettano. Israele chiaramente non lo rispetta, ma non è l'unico, ce ne sono tanti altri. Il punto è che vorrei che la mia democrazia avesse a capo delle persone che invece pensano sia fondamentale rispettare e facciano di tutto per farlo rispettare. Quindi questa frase mi ha detto chiaramente che quello che è successo è una mancanza di rispetto dello diritto internazionale che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
Alcune delle barche dove viaggiavano i membri della flotta, sono state affondate. Gli aiuti sono in questo momento nelle mani degli israeliani, forse non verranno mai portati a Gaza. Era uno degli obiettivi principali della missione, oltre a quello ovviamente di rompere l'assedio. Che cosa pensi che abbia che abbia portato di buono questa missione a chi potrebbe dire che non è servita?
Per una delle prime volte nella storia si arrivato così vicino a Gaza, perché 36-37 miglia dalle acque di Gaza sono impossibili. È un grandissimo risultato. Ha portato le persone a mettere luce sulle violazioni continue perché purtroppo le violazioni quando avvengono lontano sono meno evidenti quando avvengono su persone che conosci diventa più evidente. Capisci quanto è importante che queste violazioni vengano fermate anche quando non sono su di noi. Una grandissima forza della Flotilla è di aver avvicinato le persone a quello che sta avvenendo a Gaza. Penso che il grande problema di una situazione come quella di Gaza, dove c'è un genocidio in corso in diretta è che ti senti impotente. Ti senti completamente impotente perché non puoi far niente. Mi sento impotente io che sto all'Europarlamento, motivo per cui sono entrata sulla flottiglia perché non sapevo più cosa fare nelle istituzioni.
La Flotilla ha dato un modo alle persone di non sentirsi impotenti e quindi di avere una speranza, perché potevano supportarla, potevano portare un pacco di pasta, potevano andare sulle navi, potevano fare un lavoro per le barche. Ha dato speranza alle persone e se c'è speranza ci si muove. Ha creato una mobilitazione sempre più forte e ha riportato in questo paese, soprattutto in questo Paese, un senso di appartenenza e rabbia sociale che sfocia però nel tentativo di cambiare le cose, in propositività che mancava da tempo per dire che questo Paese non vuole un genocidio. È una cosa incredibile.
Ti chiedo un'ultima cosa. È stato annunciato che avete presentato un esposto per quello che avete vissuto. Quali sono i prossimi passi dal punto di vista proprio legale?
Non conosco i passaggi tecnici su quello che succederà. Sicuramente c'è una team legale che sta cercando di verificare e studiare la situazione per capire cosa possiamo fare.
Un breve commento mio. Che il diritto internazionale valga “fino a un certo punto” significa che quanto vale il diritto e fino a che punto lo stabilisce chi usurpa il potere in uno Stato democratico. Dove le leggi non valgono equamente e sicuramente per tutti non c’è democrazia.
Che una deputata eletta dal popolo non abbia la possibilità di fare alcunché nel Parlamento dove si trova è un altro sintomo del fatto che la democrazia rappresentativa è agonizzante. Dunque dobbiamo tenere viva e operante questa forma di democrazia diretta rappresentata dal popolo che riempie ogni Agorà e manifesta il proprio volere unanime o maggioritario.
Bologna 5 ottobre 2025 ore 8, 37 giovanni ghiselli
p.s.
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