venerdì 9 gennaio 2026

Educatori di giovani umani o pastori di greggi


 

I pastori sono altra cosa rispetto agli educatori che non vogliono il seguito di un gregge.

Il tiranno è assimilabile ai pastori di Zarathustra che invece vuole rimanere diverso da loro “ Compagni  vivi mi occorrono, i quali mi seguano perché vogliono seguire se stessi (…) Zarathustra non deve diventare pastore e il  cane di un gregge. A portar via molti dal gregge-per questo io sono venuto (…) predone vuol essere chiamato dai pastori, Zarathustra. Io dico pastori, ma loro si chiamano i buoni e i giusti. Pastori io dico: ma seguaci dell’ortodossia si chiamano loro. Guardali questi buoni e giusti! Chi odiano essi massimamente? Colui che spezza le loro tavole dei valori, il distruttore, il delinquente-questi però è il creatore”[1].

 

 

 

Nel Politico di Platone il personaggio “straniero di Elea” dice che l’arte politica regia è soltanto quella di avere cura dell’intera comunità umana (ejpimevleia dev ge ajnqrwpivnh~ sumpavsh~ koinwniva~, 276b).

 Guidare gli uomini come fanno i pastori con gli animali dobbiamo invece chiamarla qreptikh;n  tevcnhn, tecnica dell’allevamento, non basilikh;n kai; politikhvn tevcnhn (276c), non arte regia e arte politica.

 Infatti il re e l’uomo politico è quello che si prende cura (ejpimevleian)  di uomini bipedi che liberamente l’accettano (eJkousivwn dipovdwn, 276d ).

 

Scrivo questo per consigliare ai genitori di prendersi cura dell’educazione dei figli distogliendoli dalle droghe, dall’alcol, dalle discoteche.

Il fatto è che i genitori dei giovani che oggi vanno nelle discoteche  credendo di trovarci il paradiso,  erano giovani negli anni Ottanta del Novecento quando l’ethos politico dei primi anni Settanta finì del tutto e vennero fuori i cretinismi tipo “Milano da bere”.

Oggi si tende a demonizzare gli anni Settanta come quelli della violenza. Questa era in gran parte determinata da organi statali deviati si dice, di fatto asserviti a potentati mondiali.

 La solidarietà tra gli umani lavoratori, studenti, ragazze e ragazzi raggiunse il culmine tra il 1968 e i primi anni Settanta. Poi prevalsero l’ingnoranza, la violenza, il sospetto reciproco,  la volgarità fino alla buffonata della “Milano da bere”. Questa è la narrazione di un vecchio chi ha vissuto e ricorda quegli anni.

I genitori che mandano i figli minorenni nelle discoteche andavano nelle discoteche quando erano giovani e probabilmente non si accorgevano dei pericoli insiti in luoghi siffatti.

Ora nel dolore cui ci associamo comprendono.

 

 Bologna 9 dicembre 2026 ore 11, 54 giovanni ghiselli

p. s.

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[1] Così parlò Zarathustra, Prefazione.


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