mercoledì 26 novembre 2025

Sofocle Edipo a Colono versi 753-760 con un poco di commento,


 

Creonte

Non è penosa la vergogna, oh me infelice,

che rinfaccio a te e a me e a tutta la stirpe?

 

I Labdacidi di origine fenicia sono una delle due stirpi più maledette delle tragedie greche. L’altra è quella dei Pelopidi micenei di origine lidia. Ci sono tutti i nemici di Atene: l’oriente, Tebe e il Peloponneso.

 

Ma non è possibile nascondere quanto si vede, tu allora, 755

per gli dei patrii, Edipo, dando retta a me,

celati, acconsentendo di tornare in città e nelle case

dei tuoi padri,  dopo avere salutato amichevolmente

questa città, difatti ne è degna; ma quella dov’è casa tua

con più giustizia andrebbe venerata dal momento che è da tempo la tua nutrice. 760

Creonte ha cacciato Edipo quale mivasma, contaminazione di Tebe quindi divenuto farmakov~, medicina umana annullando la propria presenza contaminatrice; ora però gli oracoli dicono che la sua presenza comporta la vittoria e il perfido cognato-zio cerca di recuperarlo. Edipo esplode contro il consanguineo malvagio. Agli occhi degli Ateniesi Creonte è l’incarnazione del male, è il despota che si addice all’anticittà che è Tebe. Ricordo che alla fine della guerra del Peloponneso un tebano propose la distruzione di Atene e gli altri vincitori  si opposero.

Plutarco nella Vita di Lisandro  (15)  racconta che il tebano Erianto suggerì di radere al suolo la città di Atene sconfitta  e di abbandonare la campagna come pascolo alle pecore. Ma Euripide, che pure era già morto da un paio di anni,  salvò la grande “villa (…) onde ogni scienza disfavilla” (Dante, Purgatorio, XV, 97 e  99) ; durante un convito un focese cantò alcuni versi della parodo dell’Elettra (167ss. “Figlia di Agamennone, sono giunta nella tua rustica casa”). A sentire questa poesia tutti i comandanti si intenerirono e sembrò troppo crudele distruggere una città così illustre che produceva uomini tanto grandi. L’ho già detto ma lo ripeto per i nuovi lettori. Ho aggiunto la breve citazione dantesca.

Durante la seconda guerra mondiale diverse città d’arte europee non hanno ricevuto tale premura. Oggi molti affarirti e non pochi politici prezzolati e vari propagandisti al loro servizio  stanno preparando la terza guerra mondiale che Dio ce ne scampi!!!

Bologna 26 novembre 2026 ore 20, 10 giovanni ghiselli

p. s.

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