domenica 30 novembre 2025

Sofocle Edipo a Colono versi 761-775 con un poco di commento,


 

Edipo

Oh tu che ardisci tutti i misfatti e che trai da ogni discorso

un’appariscente invenzione di giustizia,

perché tenti questi tranelli e vuoi per la seconda volta

impadronirti di me in circostanze nelle quali una volta catturato dovrei soffrire?

Prima, mentre stavo male in mezzo alle mie sciagure, 765

quando per me era un diletto venire bandito dalla terra

non volevi accordare la grazia desiderata,

ma quando ormai ero stanco di essere infuriato

e  sarebbe stata cosa gradita vivere in casa mia,

allora mi hai espulso e gettato fuori, né a te  770

questa comunanza di stirpe era in nessun modo cara;

e ora, quando vedi che la città e tutta la stirpe

è benevola con me, tenti di strapparmi via dicendo

dure parole ammantate di morbidezza.

Ebbene, quale piacere è questo di accogliere ospitalmente chi è renitente?775

 

E’ come mandare le armi perché continuino le guerre dove andranno a morire a decine o centinaia di migliaia giovani militari e tanti civili di tutte le età, mentre i mercanti e i trafficanti di armi si arricchiscono.

Aristofane nella commedia Pace rappresentata nel 421, anno di una pace detta  malsicura da Tucidide,   chiama “pestelli” i capi  della guerra dove portano a morire i giovani concittadini costretti a combattere. Questi due erano Cleone ateniese e Brasida spartano che morirono in battaglia e sono molto meno spregevoli dei volonterosi di oggi che  non vanno a morire con i combattenti bensì mandano altri al macello.

Bologna 30 novembre 2025 ore 17, 10. giovanni ghiselli

p. s.

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