Ho elogiato i poliziotti che ieri sera a Torino, pur aggrediti, non hanno ucciso nessuno. Aggiungo che condanno la violenza da qualsiasi parte venga poiché essa è sempre reazionaria. Leggo che un agente del reparto mobile di Padova, un ragazzo di 29 anni, è stato circondato e pestato da un branco di delinquenti. Questo loro agire non solo è spregevole e vile ma è anche funzionale ai progetti restrittivi della libertà di tutti. Nella prima pagina del quotidiano “la Repubblica” di oggi leggo e trascrivo: “Piantedosi: ora nuove norme”.
Ben vengano le norme contro la violenza, però va specificato che queste non devono toccare la libertà di parola e nessun altro cardine della democrazia che significa “potere del popolo”. I poliziotti fanno parte del popolo, precisamente del proletariato come notava Pasolini, e vanno tutelati non meno dei loro coetanei figli della “buona borghesia” ragazze e ragazzi che hanno la possibilità di frequentare le migliori università delle grandi città e possono alternare gli studi costosi con vacanze non meno costose.
Bologna primo febbraio 2026 giovanni ghiselli
p. s.
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