La Parigi della guerra mondiale faceva pensare al Direttorio (1795-1799) e la Verdurin erano diventata una delle regine della città 39. Una regina vecchia e brutta. Il dreyfusismo non era più shocking ma era diventato rispettabile e normale 43. Chi aveva fatto della vita interiore il proprio ambiente non teneva più conto degli avvenimenti. 44
La genuina nobiltà della sua natura spingeva Saint Loup a non tenere in alcun conto i suoi grandi mezzi e a farne dono: ricchezze, condizione sociale, la stessa vita. 61 Anche lui come Charlus aveva l’ideale virile degli omosessuali. La menzogna sta nel non rendersi conto che c’è il desiderio fisico alla radice dei sentimenti cui si attribuisce altra origine. Saint Loup aveva i sentimenti del guerriero cavalleresco, un ordine cavalleresco mascolino 64
Charlus era giunto il più lontano possibile da se stesso: lo avevo scambiato per un altro invertito 83
“Detesto la mediocrità-diceva Charlus- la commedia borghese è troppo contegnosa, per me ci vogliono o le principesse della tragedia classica o la farsaccia. Niente via di mezzo. O Fedra o i Saltimbanchi. 157
Era diventato quel Prometeo consenziente che si era fatto incatenare da Kratos alla rupe della nuda materia 155
Nelle persone che amiamo è immanente un nostro sogno che non sappiamo discernere ma perseguiamo. Era stato il mito di Swann a farmi amare Gilberte, il mito di Gilberto il malo a fami amare la duchessa di Guermantes.
Elena: il mito della madre bella e irraggiungibile, la mia.
Kaisa il mito della ragazza brava a scuola, Marisa
Päivi il mito della donna intelligente, poco loquace e imperiosa la zia Rina. ndr
“Abbiamo bussato a porte che davano tutte nel nulla e in quella che era predisposta per noi abbiamo urtato inavvertitamente ed essa si è aperta”196
Cfr. la porta della legge nel Processo di Kafka. Ndr
Urtai una pietra con un piede e un azzurro profondo mi inebriò la vista come vedendo i campanili di Martinville o assaporando la madeleiene inzuppata in un infuso. Nel cortile dei Guermantes avevo sentito la stessa disuguaglianza ch’era nel lastricato di San Marco a Venezia 203 Mi sentivo affrancato dall’ordine temporale. Certe resurrezioni del passato sono totali nell’anima nostra. Volevo consacrarmi alla contemplazione dell’essenza delle cose. Dovevo attingere quel reale che era in fondo a me stesso
L’arte è il fatto più reale, la più austera scuola di vita, il vero Giudizio finale.211
Un’opera che contenga teorie è come un oggetto su cui si sia lasciato il cartellino del prezzo 213.
Penso all’Eneide di Virgilio e anche alla Commedia di Dante pur scritte molto bene. Anche Sofocle, il più grande di tutti è alquanto ideologico ma ha l’intelligenza di lanciare l’allarme per la crisi della sua ideologia, ne prevede il tramonto, mentre Virgilio e Dante presentano dei dogmi immutabili. L’inferno di Dante è il luogo della pena dei suoi nemici personali, il purgatorio è il luogo della catarsi dei suoi amici, il paradiso è l’apoteosi della sua amata, il suicidio di Didone è dovuto al successo del divo Augusto, Enea la fa morire spietatamente eppure è pio. Ndr
La vita vissuta ci fuorvia da noi stessi ammassando sopra le nostre genuine impressioni, per nascondercele, le nomenclature, gli scopi pratici cui diamo erroneamente il nome di vita. Il lavoro dell’artista fa l’operazione contraria. 228
Lo scrittore deve avere il senso dell’universale e fare entrare nell’opera d’arte solo ciò che riguarda tutti. 232
Gli esseri più stupidi, con i loro gesti, i loro discorsi, i loro sentimenti involontariamente espressi, manifestano leggi che essi non scorgono ma che l’artista coglie in loro 233.
Pensare in forma artistica, universale è per lo scrittore una funzione sana e necessaria il cui compimento lo rende felice come, nella vita fisica, il moto, il sudore, il bagno 234
L’opera d’arte ci insegna che l’universale sta accanto al particolare e gli succede.. Così il dissolversi della persona amata in una più vasta realtà ci aiuta a non soffrire per averla perduta 237
Solo la felicità è salutare al corpo, ma è il dolore a sviluppare le energie dello spirito 238
Quello che dobbiamo estrarre, portare alla luce, sono i nostri sentimenti, le nostre passioni, cioè le passioni e i sentimenti di tutti. Una donna che ci fa soffrire trae da noi serie di sentimenti ben più profondi, ben altrimenti vitali di quanto possa fare un uomo superiore che ci interessa. Il tradimento con il quale ci ha fatto soffrire una donna è poca cosa in confronto alle verità che ci ha rivelate, verità che la donna, paga di aver fatto soffrire non avrebbe potuto comprendere 239. Quei dolori profondi ci obbligano a entrare in più profondo contatto con noi stessi; quei dilemmi dolorosi che l’amore ci pone, ci rivelano via via la materia di cui siamo costituiti 241
Facendomi soffrire Albertine, facendomi perdere tempo, forse mi era stata più utile di un segretario che avesse messo in ordine le mie scartoffie.
Spossante è comunque la vita di chi ha bisogno di soffrire
per imparare 242.
Bologna 2 febbraio 2026 ore 11, 53 giovanni ghiselli
p. s.
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