|
Sono tornato a casa dopo essere arrivato a Monghidoro da dove
lei mi telefonò a Moena la prima volta che ci andai da quando eravamo amanti in prova. Temevo che mi tradisse e pure
che si attaccasse a me. E poi? Nella chiesa
del paese ho pregato: per lei, che stia bene, vivat Valeatque 2. Temo però che la sua scarsa razionalità la
porti a fare degli errori
in pregiudizio della felicità. Non è del tutto disonesta, dal momento
che mi ha parlato. In ogni caso è debole e superficiale.
Le piace provocare, stuzzicare, creare scene per farsi credere
importante; mentre al cuore e all'intelligenza non dà importanza
poiché difetta di tali qualità. Poi è
carente di immaginazione come l'amasio di Oscar Wilde (De Profundis). Lo capisti
bene quando non ti scrisse a Debrecen: allora si videro i limiti della
persona. Tu hai
bisogno di una donna leale, sensibile, intelligente, generosa. Di fronte a
queste qualità supreme, l'età e l'aspetto esterno passerebbero in secondo
piano. E' solo
mezzogiorno e trentacinque: il tempo non passa mai, altro che "fugit
irremeabile tempus "! Non era "irreparabile"?
"Nescio, sed fieri
sentio et excrucior" 3 . E' da ieri
mattina alle sette che non dormo. Non
aspettare una telefonata da lei: non volere vederla, poiché potrebbe
incantarti. Evitane il fascino, la baskaniva “At tu
destinatus, obdura” 4 Due anni fa,
dopo il volo tra le mie braccia, i sorrisi e le lacrime di felicità, andammo
sulle sdraie a guardare il cielo, e anche se dicevamo sciocchezze, ci ascoltavamo
a vicenda perché l'uno era meraviglioso e molto interessante per l'altro,
mentre si parlava della stagione bella e dell'amore che ci teneva insieme. Allora io cercavo
di superare i pregiudizi della mia generazione disgraziata e della mia
famiglia infelice: mi avevano imposto un veto all’amore di una ragazza non
illibata, e proletaria per giunta. Questa parte demoniaca della mia
educazione affiorava spesso e talora prevaleva su quella buona ricavata più
che altro dai libri degli ottimi scrittori che prendevo a modello. Compreso
il Nuovo Testamento. Cristo difende un’adultera e perdona una peccatrice
perché ha molto amato. "Cielo grigio
su Io sogno la Grecia e la Sicilia grecizzata, non la California. Tornerò presto sul mio bel mare blu, bundidi aidi, bundidi aidi, bundidi aidi, bu. Così cantavamo nei campi scout tra il 1956 e il 1958: Rasiglia, Carpegna e il Beato Sante. Spero che mi
telefoni. Eppure so che non devo tornare con lei. Ne verrebbe fuori un
rapporto con tutti i difetti di prima, e un'aggiunta di sadomasochismo.
Ifigenia è una donna di grande risentimento. Questa mattina all'alba, mentre cercavo di
addormentarmi, mi veniva in mente la sua espressione da bambolina quando
avvicinava il naso a uno dei miei occhi, me lo faceva chiudere, quindi rideva
contenta. Poi diceva: "Tanto,
tanto caro". Pazza,
figliola, monella. (Thomas Mann, La montagna incantata). Sembra
incredibile che la libidine trasformi una persona così radicalmente:
lei, la mia creatura che amavo, pater
ut gnatos diligit ,
non ut vulgus amicam” 7, ieri con
aria dura e imbarazzata, ha evitato
il contatto con me siccome ne aveva trovato uno più prestigioso. Il vecchio trombone soffiando a perdifiato
nella sua tartarea
tromba dal rauco suono (Tasso), l'ha tratta nel precipizio con sé. Facilis descensus Averno (Virgilio). I miei suoni
più sommessi sono stati presi per segnali di debolezza e languore.
Ha pensato che non sono un vincente, e tanti saluti! In uno
sprazzo di ottimistica fiducia, o di piaggerìa, mi chiese un monologo.
L'avevo iniziato così: Sotto questo
abbozzo, poche sere fa, scrissi: "ti amo, ti amo". Poi guardai
Ifigenia che mi fissava e rispose: "anche io, tanto!" Rivedo la
scena del Grand Hotel di Riccione. Ifigenia non c'è e i suoi
conoscenti che mi conoscono, mi evitano. A mezzanotte e
un quarto è già evidente come stanno andando le cose. Poi lei arriva con
volto scuro, freddo, quasi ostile. La lupa. Viene dalla camera del famoso il
quale l'ha convinta del fatto che un attore non deve avere identità né
morale. E' roba da borghesi piccoli. Se c'è gente
moralistica e immorale è proprio la borghesia. "Una classe che
non ha esitato a scatenare il fascismo, il razzismo, la guerra, la
disoccupazione" 9. Don Milani: un prete sublime, un ricco andato in paradiso, il kamélos passato per la cruna di un ago. Sono così assenti dalla vita dei più i princìpi
estetici e morali che la gente, quando ne parla, lo fa per spregiarli o per
attribuirseli indebitamente. Ora è tempo di magra e di mutande qualsiasi, anche sdrucite. Non ho voglia di andare a comprarle cantando come quel pomeriggio felice. Devi abituarti alla mancanza di Ifigenia. L'abitudine anestetizzerà il dolore (Proust). Eppure quello di oggi non lo dimenticherò mai; nel ricordo lo accoppierò con le grida di aiuto di Alfredo. Tanta pena però non deve ricadere su femmine umane innocenti: ricordalo! Non fare come le cretine che odiano tutti gli uomini, siccome hanno ricevuto dei torti da uno o da dieci o da cento maschi. Del male che ci siamo fatto a vicenda, siamo responsabili soltanto noi. Devo rendere eterni questi avvenimenti. Assomigliano alla storia del genere umano: dall'età dell'oro con allegre esplosioni di sperma quando non esisteva la guerra né la miseria ed eravamo vicini agli dei (Mahabharata ), all'età del ferro nella quale tutti usano e odiano tutti. Presto gli uomini avranno i capelli bianchi fin dalla nascita (Esiodo). Devo accrescere l'intensità delle percezioni di chi mi legge. Le tre viole che raccolsi il 15 marzo scorso dunque erano i tre mesi che ci restavano ancora. E le altre tre? Ancora tre mesi? Solo se saranno funzionali al romanzo. Quando l'amavo, prendevo i suoi difetti per altrettanti pregi: l'insicurezza per mitezza, mentre quella è feroce, una bipede pantera nera dopo la bipede leonessa rossa di Oulu; la mancanza di profondità per semplicità e naturalezza, mentre è artefatta non senza alla rozzezza (cfr. "rozza e affettata" di Manzoni). Scambiavo i suoi nervi spezzati per sensibilità fine, la sua disponibilità a fare sesso per sensualità; il disordine mentale e l'insufficienza dell'educazione per spontaneità. Forse mi aveva colpito anche una certa somiglianza con alcune donne di casa mia. All'inizio cercavo di frequentarla poco, siccome non aveva granché da dire ("non spazia molto" diceva Fulvio) ma una domenica che non telefonò, sentii una stretta al cuore. Una necessità ansiosa di vederla (Proust, Swann per Odette). Ma cosa fa ora la disgraziata, randagia sulla spiaggia babelica? Manca mezz'ora alla sua telefonata: voglio caricarmi di ira per non lasciare che mi colpisca e mi squarci, se mi trova rilassato. Sono stanco di questa storia caotica. Devo darle una forma e un significato con il metodo mitico (Eliot) e la rielaborazione letteraria. Ifigenia di Bologna; Ifigenia Pelopide di Euripide; Ifigenia-Desdemona di Shakespeare: "Your wife,my lord; your true and loyal wife" 11 Qui sulla spiaggia ventosa un giorno del luglio del '79 venne a trovarci Danilo. Ho le foto. Ifigenia è una bellezza; l’amico è brillo perfino in fotografia. "Bevevano i nostri padri? bevevano le nostre madri? E noi che figli siamo beviam beviam beviamo!" 12. Si rovinerà quel ragazzo se seguita a bere. Ma quali ragazzi? Ci stiamo avviando ai quaranta, l'età cupa dei vinti (Gozzano? Sì). Poi la vecchiaia, "l'orrida vecchiaia dai denti finti e dai capelli tinti", sempre Gozzano. La casta Susanna (Ifigenia ) in mezzo ai vecchioni aveva addosso qualcosa di primitivo e di bello: una pelle di cerbiatto. Danilo disse: "che bea putèa, cara da dio!". Io pure lo pensavo, sebbene mostrassi un'aria quasi compunta: gesuita, pretificato istrione!(Joyce). Ieri la ragazza era una calcolatrice spietata. Ha perso, o non ha mai avuto, la primitività, dote che nell'arte dei commedianti è decisiva (T. Mann, Doctor Faustus ). Al telefono cercherà di blandirmi per farsi aiutare a preparare l'esame. "Quanto sei bello, quanto sei buono, morale e ottimo a scrivere: bravo! bravo! arcibravo!" 13. Vada a dirlo a quel guitto da fiera; si faccia aiutare da quel Tifone sfuggito alla mole dell’Etna: "Faccia il nostro grande attore, grande attrice pure te!” 14. Diventerà morale quando sarà del tutto infelice, se non è del tutto scema. Manca mezz'ora. Vado a casa. Mancano dieci minuti. sono molto innamorato e infelice. Potremmo rimetterci insieme se lei dicesse che ieri sera non è tornata da lui siccome ama me. Dio fai che sia così. Io amo quella ragazza con tutti i suoi difetti, e lei ama me nonostante tutto. Le otto meno quattro. Il sole si è nascosto da poco dietro uno spigolo del tetto della casa di fronte. Ora salgo con i piedi sul tavolo per cercare di vederlo e pregarlo. Non sono riuscito a rivederlo: brutto segno, ma lo prego lo stesso. Ha telefonato. E' finita. Ha detto che sono una gran persona e che devo continuare a coltivarmi: leggendo, ricordando, parlando e scrivendo. Ma lei per qualche tempo deve stare sola. Fine della storia. Era gentile e amichevole. Ora sono più calmo. Tre anni buttati via da lei per un abbaglio. Si accorgerà presto quanto sia falso quel mondo e quanto di autentico ci fosse nel nostro amore. Sei sicuro? So che starà peggio di me poiché fare il male, è molto più grave che subirlo: "mei'zon mevn famen kako;n to; ajdikei'n, e[latton de; to; ajdikei'sqai" (Platone, Gorgia, 509c). Del resto tanto il male quanto il bene ce lo siamo fatto a vicenda
Villa Fastiggi, 28 luglio 2025 ore 18, 55 giovanni ghiselli
p. s Statistiche del blog All time1778293 Today154 Yesterday291 This month15766 Last month24815
Note |
Già docente di latino e greco nei Licei Rambaldi di Imola, Minghetti e Galvani di Bologna, docente a contratto nelle università di Bologna, Bolzano-Bressanone e Urbino. Collaboratore di vari quotidiani tra cui "la Repubblica" e "il Fatto quotidiano", autore di traduzioni e commenti di classici (Edipo re, Antigone di Sofocle; Medea, Baccanti di Euripide; Omero, Storiografi greci, Satyricon) per diversi editori (Loffredo, Cappelli, Canova)
lunedì 28 luglio 2025
Ifigenia CCLXII Altri appunti scritti di getto il 13 giugno del 1981 e appena ritoccati oggi
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento