Ieri sera alla trasmissione di Gilletti “Stato delle cose” si è celebrata di nuovo l’anteprima del processo ter o quater sull’assassinio di Chiara Poggi.
La tesi del conduttore e della maggioranza dei presenti è sempre che Stasi è sicuramente innocente e Sempio probabilmente colpevole. L’ospite sempre presente è l’avvocato di Stasi che non può essere imparziale dato il suo ruolo nel processo prossimo. Ieri c’era anche il giudice che assolse Stasi, un altro che non può essere imparziale data la sua sentenza nel processo precedente. Ieri si è data lettura di un suo libro facendogli pubblicità. Ha pure detto che si è consigliato con sua mamma prima di decidere la sentenza, una scenetta da libro Cuore.
Gilletti anche lui decisamente innocentista del connati, colpevolista del condannando ha detto: “sentite cosa ha risposto Sempio”, significando con le mosse facciali di cui fa grande uso che bastava sentire queste parole per capire tutto. Ebbene: si è visto un filmato dove un cronista domandava ripetutamente a Sempio che cosa pensasse della raccolta di immagini pornografiche trovate nel computer di Stasi. Sempio giustamente non ha risposto né con le parole né con le espressioni del viso.
Non so chi ha ucciso Chiara ovviamente, però vedo una persecuzione nei confronti di Sempio e una chiara benevolenza verso Stasi nella caterva di trasmissioni sul delitto di Garlasco
Tutto questo serve a delegittimare una sentenza della magistratura, la più famosa attualmente, per significare che i giudici hanno troppo potere, lo usano male e, quindi, bisogna votare NO al referendum.
Ecco cui prodest il processo mediatico.
Per quanto riguarda la guerriglia di Torino, poco fa ad Agorà c’erano Marco Revelli e Daniele Capezzone. Il primo ha fatto notare quello che la televisione non mostra mai: che la manifestazione, prima della esecrabile violenza perpetrata da un gruppo di delinquenti e fatta vedere ripetutamente dalla televisione, constava di tante migliaia di cittadini pacifici. Capezzone ha inveito contro l’anziano professore e la complicità di quelli come lui con la delinquenza. Fino alla magistratura torinese naturalmente: al punto che si è rifiutata di contestare agli aggressori dell’agente l’imputazione di tentato omicidio. Revelli non lo ha degnato del suo sdegno, giustamente.
Personalmente ripeto la domanda cui prodest? E un’altra: “perché i violenti non sono stati impediti di partecipare delittuosamente al corteo?” Ripeto che tutto questo danneggia la sinistra, la democrazia, la libertà dei cittadini ancora non assoggettati, non sudditi, e giova a quanti vorrebbero abolire l’Habeas corpus nobile e antico. Come sta succedendo negli Stati Uniti di Trump.
Bologna 3 febbraio 2026 ore 9, 39 giovanni ghiselli
p. s.
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