mercoledì 5 novembre 2025

La giornata particolare di Cazzullo e l’Inno di Mameli.


 

Alla fine della giornata particolare di questa sera Cazzullo non ha potuto risparmiarci la solita apoteosi dello stato attuale dell’Italia e del suo governo.

E’ arrivato a contrapporre il tempo della partita Italia Germania, quella finita 4 a 3 nel giugno del 1970, quando non si cantò l’inno nazionale, ai felici giorni recenti nei quali sentiamo la continua ripetizione di questo canto guerresco. La trasmissione è terminata proprio con questo commento.

Io invece ricordo che nel 1970 in Italia chi lavorava non era povero, ricordo che un giovane appena laureato trovava lavoro a tempo indeterminato, ricordo che nei rapporti umani era diffusa la simpatia e la cordialità. Ricordo che in Europa non c’erano guerre. E’ pur vero che tutto questo è durato poco tempo perché i poteri occulti hanno prontamente reagito al benessere  con le stragi foriere di morte e di terrore.

 Ma nel  giugno del 1970 i giovani avevano ancora la prospettiva di un futuro e studiavano, lavoravano, facevano i figli.

Ora secondo Cazzullo si canta l’Inno di Mameli e l’Italia s’è desta. Se investirà nelle armi si cingerà un’altra volta la testa dell’elmo di Scipio.

E saremo tutti felici.

Merito di chi? Ma di chi comanda e impartisce ordini naturalmente. Oggi le stragi non sono ordite occultamente nei sotterranei del potere, anzi vengono mostrate e giustificate,  e non sono seguite da indagini, processi e condanne per lo meno degli esecutori bensì vengono mostrate e presentate come necessarie e ben fatte.

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Bologna 5 ottobre 2025 ore 11, 55 giovanni ghiselli

p. s.

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