lunedì 10 novembre 2025

Dostoevskij introduzione generale seconda parte.

 

Il giudice istruttore Porfiri Petrovič  di Delitto e castigo consiglia a Rskolnikov

 di abbandonarsi alla vita senza ragionare : il flusso della vita lo riporterà a riva e lo rimetterà in piedi.

To; mevllon h[xei, il futuro verrà (Eschilo, Agamennone,  1240).

 

 Il punto di incontro dei due ragazzi reietti, l’assassino e la prostituta, Raskolnikov è la lettura del Vangelo.

“Un mozzicone di candela illuminava con luce fioca  nella misera stanza l’assassino e la peccatrice stranamente riuniti nella lettura del libro eterno”.

 

Provocatoria del pensiero e dei sentimenti è la tendenza a confutare i luoghi comuni e i dogmi dei più.

La prostituta Sonja è una peccatrice che ha venduto se stessa, ma nemmeno una goccia di vera depravazione era entrata nel suo cuore.  

Cfr. la peccatrice del Vangelo che viene assolta perché ha amato molto: “remittuntur ei peccata multa quotiamo dilexit multum” (N. T. Luca, 7  39 ss.)

 

Cfr. La logica aperta al contrasto nelle  Coefore  di Eschilo (461) :"  [Arh"  [Arei xumbalei', Divka/ Divka.

 

Raskolnikov le si inginocchia davanti poiché la ragazza è un simbolo della sofferenza umana e nella sofferenza c’è un’idea.

Tutto si svolge sulla soglia o sulla strada dove si vivono momenti di crisi. All’autoreo interessa il tempo della crisi, mentre salta quello biografico.

 

Anche nell’Idiota  (1869) c’è la carnevalizzazione. Myskin è un eccentrico pieno di diversità dalla gente usuale: è privo di ogni diffidenza, non mente, non dà importanza al denaro, non occupa alcuna posizione che possa limitare la sua umanità. E’ del tutto anomalo: non sa cosa sia la malafede e arriva ad amare il rivale Rogožin che ha cercato di ucciderlo. Dove compare il principe si rompono le barriere della menzogna e si crea la sincerità carnevalesca. Vedi l’episodio del vaso cinese. Cfr. Socrate cui Fedro dice: “ ajtopwvtato~ ti~ faivnh/” (Platone, Fedro, 230 C), appari del tutto spaesato, fuori luogo.

Un libro di critica non privo di arbìtri dilettanteschi ma nemmeno di spunti interessanti è quello di Merezkoskij Tolstoj  e Dostoevski del 1902.

Secondo questo autore, D mostra che il pensiero scientifico dal Rinascimento in poi ha portato l’Europa sull’orlo dell’abisso dove cadrà se non tornerà a volgersi verso la religione. I Demoni (1873), i terroristi, sono stati educati male, pervertiti da un intellettuale occidentalista.

 

Stepan Trofimovič cattivo maestro di Nikolaj Stavrogin

L’essenza dei tempi moderni è il nichilismo che è la negazione di Dio e si trova tanto nel liberalismo quanto nel comunismo. Wille zum Nichts la volontà del nulla.

 

 

 Bisogna tornare al popolo russo, alla terra russa, al cristianesimo.  Dostoevskij sente che la civiltà occidentale sta per esplodere siccome l’Europa è piena di egoismo, odio, diffidenza. La scienza moderna si occupa di quisquilie inutili o dannose. L’unica scienza utile è quella del bene e del male.

Cfr.  Platone e il massimo oggetto di scienza

La scienza deve renderci liberi di giungere a vedere l’idea del bene. L’uomo ispirato dalla visione del bene-ijdeva tajgaqou' il massimo oggetto di scienza[1]- ha tutte le virtù e sa affrontare tutti gli imprevisti della vita. E’ la dialettica che ci porta a vedere l’idea del bene che è fonte dell’ajlhvqeia e dell’oujsiva, della non latenza e dell’essere.

 

Mevgiston mavqhma, il massimo oggetto di scienza, la conoscenza massima  è l'idea del Bene, (cfr.Platone, Repubblica, 505a:"hJ tou' ajgaqou' ijdeva mevgiston mavqhma").

 

Aggiungo queste parole dell’ Alcibiade II un dialogo platonico sul quale ha indirizzato la mia attenzione meno di due anni fa il rimpianto amico Carlo Flamigni.

SW. `Or´j oân, Óte g' œfhn kinduneÚein tÒ ge tîn ¥llwn

™pisthmîn ktÁma, ™£n tij ¥neu tÁj toà belt…stou ™pist»mhj

kekthmšnoj Ï, Ñlig£kij mn çfele‹n, bl£ptein d t¦ ple…w

tÕn œconta aÙtÒ, «r' oÙcˆ tù Ônti Ñrqîj ™fainÒmhn lšgwn;   

vedi dunque, dice Socrate ad Alcibiade, quando dicevo che il possesso delle altre scienze se uno non possiede la scienza di quanto è ottimo (l'idea del Bene), di rado giova, mentre per lo più danneggia chi ce l'ha, non ti sembra che io parlavo dicendo quanto è sostanzialmente corretto? 

Alcibiade  dà ragione a Socrate il quale aggiunge

Ð d d¾ t¾n kaloumšnhn polumaq…an te kaˆ polutecn…an

kekthmšnoj, ÑrfanÕj d ín taÚthj tÁj ™pist»mhj, ¢gÒ-

menoj d ØpÕ mi©j ˜k£sthj tîn ¥llwn, «r' oÙcˆ tù Ônti

dika…wj pollù ceimîni cr»setai, ¤te omai ¥neu kubern»tou

diatelîn ™n pel£gei, crÒnon oÙ makrÕn b…ou qšwn; éste

sumba…nein moi doke‹ kaˆ ™ntaàqa tÕ toà poihtoà, Ö lšgei

kathgorîn poÚ tinoj, æj ¥ra poll¦ mn ºp…stato

œrga, kakîj dš, fhs…n, ºp…stato p£nta.  (Alcibiade II 147b)

 e chi possiede la cosiddetta conoscenza enciclopedica e politecnica , ma sia privo di questa scienza (del Bene), e venga spinto da ciascuna delle altre, non farà uso sostanzialmente di una grande tempesta senza un nocchiero, continuando a correre sul mare, non a lungo del resto? Sicché mi sembra che anche qui capiti a proposito quello che dice il poeta criticando uno che effettivamente sapeva molte cose ma le sapeva tutte male 

 

Seneca deplora le quisquilie degli studi letterari: Quaeris Ulixes ubi erraverit potius quam efficias ne nos semper erremus? (Ep., 88, 7).

Vuoi sapere dove abbia errato Ulisse piuttosto che fare in modo di non essere noi a errare?

 

 

A me personalmente interessa la lotta contro la reificazione dell’uomo e dei rapporti umani nella società capitalistica.

Dostoevkij fu conservatore, slavofilo e ostile al socialismo, ma credo che possa essere comunque impiegato in senso antiborghese. Egli lottava contro il nichilismo e il nichilista adoratore del nulla è il borghese meschino che ricava identità dal denaro e dal possesso della roba.

 

Bologna 10 novembre 2025  ore 11, 27 giovanni ghiselli

p. s.

 

17 novembre 2025 ore 17, biblioteca Ginzburg di Bologna.

Il link per seguire da lontano la mia lezione  è questo: https://meet.google.com/cyx-eswg-o

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[1] mevgiston mavqhma, il massimo oggetto di scienza, la conoscenza massima  è l'idea del Bene, (cfr.Platone, Repubblica, 505a:"hJ tou' ajgaqou' ijdeva mevgiston mavqhma"). Aggiungo con un’associazione forse non del tutto arbitraria queste parole dell’ Alcibiade II di Platone

SW. `Or´j oân, Óte g' œfhn kinduneÚein tÒ ge tîn ¥llwn

™pisthmîn ktÁma, ™£n tij ¥neu tÁj toà belt…stou ™pist»mhj

kekthmšnoj Ï, Ñlig£kij mn çfele‹n, bl£ptein d t¦ ple…w

tÕn œconta aÙtÒ, «r' oÙcˆ tù Ônti Ñrqîj ™fainÒmhn lšgwn;   

vedi dunque, dice Socrate ad Alcibiade, quando dicevo che il possesso delle altre scienze se uno non possiede la scienza di quanto è ottimo (l'idea del Bene), di rado giova, mentre per lo più danneggia chi ce l'ha, non ti sembra che io parlavo dicendo quanto è sostanzialmente corretto? 

Alcibiade  dà ragione a Socrate il quale aggiunge

Ð d d¾ t¾n kaloumšnhn polumaq…an te kaˆ polutecn…an

kekthmšnoj, ÑrfanÕj d ín taÚthj tÁj ™pist»mhj, ¢gÒ-

menoj d ØpÕ mi©j ˜k£sthj tîn ¥llwn, «r' oÙcˆ tù Ônti

dika…wj pollù ceimîni cr»setai, ¤te omai ¥neu kubern»tou

diatelîn ™n pel£gei, crÒnon oÙ makrÕn b…ou qšwn; éste

sumba…nein moi doke‹ kaˆ ™ntaàqa tÕ toà poihtoà, Ö lšgei

kathgorîn poÚ tinoj, æj ¥ra poll¦ mn ºp…stato

œrga, kakîj dš, fhs…n, ºp…stato p£nta.  (Alcibiade II 147b)

 e chi possiede la cosiddetta conoscenza enciclopedica e politecnica , ma sia privo di questa scienza (del Bene), e venga spinto da ciascuna delle altre, non farà uso sostanzialmente di una grande tempesta senza un nocchiero, continuando a correre sul mare, non a lungo del resto? Sicché mi sembra che anche qui capiti a proposito quello che dice il poeta criticando uno che effettivamente sapeva molte cose ma le sapeva tutte male 

 

 


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