domenica 1 novembre 2026

Un altro film guardabile e criticabile.


 

Ieri sera ho visto il film Zustissia di Francesco Piras. E’ la storia di un errore giudiziario costato 33 anni di carcere a un innocente condannato all’ergastolo. Non è un brutto film però non mi è piaciuto il riferimento troppo esplicito al caso di Garlasco con la parte non minima assegnata a un personaggio che interpreta il ruolo della procuratrice di Cagliari poi trasferita a Milano ed è chiaramente presentata come la procuratrice Nanni che si sta occupando della possibile revisione del processo a Stasi condannato a 16 anni. Sicuramente la Nanni non se ne curerà ma gli spettatori che come me seguono il caso Garlasco avranno assimilato il pastore Beniamino al bocconiano Stasi. Un’assimilazione che a me pare impropria per le diverse condizioni socio economiche dei due imputati. Può essere che anche Stasi sia stato condannato ingiustamente, non lo si può escludere, ma quello che non va bene è che quanti lo vogliono assolto pretendono l’incriminazione di Andrea Sempio sulla base di indizi molto meno solidi e fattuali di quelli che hanno portato alla condanna di Stasi dopo diversi gradi di giudizio fino alla Cassazione.

Il film comunque non è brutto. Mi è piaciuta la solidarietà della famiglia, compresa una sorella giovane assai carina e un cognato molto per bene, e l’aiuto del popolo sardo. Ottima la battuta della moglie e collega del bravo avvocato (l’attore Riondino) che a un certo punto teme di scapitarci nella nobile battaglia intrapresa per liberare Beniamino. L’ottima moglie incoraggia il marito dicendogli: “facciamo la cosa giusta!”

In questi ultimi mesi sono intervenuto diverse volte sul caso Garlasco. Credo di fare una cosa giusta cercando di difendere Sempio dalla valanga di accuse che gli vengono addossate e che non sono basate su fatti bensì su parole dette a sé stesso. Difendendo Sempio difendo la libertà di parola. Potrebbe essere colpevole ma non ci sono prove né solidi indizi.

Una curiosità: l’attore (Fabrizio Ferracane) che interpreta Beniamino quasi sessantenne dopo 30 anni di carcere vissuti con dolore e con dignità senza mai abiurare la propria innocenza ha lo stesso sguardo che aveva Enrico Berlinguer. Sangue sardo non mente. Mi piacciono i sardi tipici e ancora più le loro donne.

Bologna  primo novembre 2026 ore 9, 23 giovanni ghiselli

p. s

Sono arrivato a due settimane dal compiere 82 anni. Ho visto e fatto molte cose. Non temo la morte poiché ho sempre cercato di fare quello che ritenevo giusto. Il più delle volte non mi sono sbagliato. Ho educato molte persone. Seguiterò fino a quando Dio vorrà, ossia finché servirò alla santa Giustizia che molti calpestano con piedi sporchi di sangue e offendono con parole sacrileghe.

 

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