martedì 4 novembre 2025

Sofocle Edipo a Colono, Primo Stasimo vv. 695-719


 

E c’è una pianta quale                                          Strofe b

non odo che sia germogliata nella terra d’Asia

né sulla grande isola dorica di Pelope,

indomita che ricresce da sé stessa,

terrore delle lance nemiche

che fiorisce in questa regione con il massimo rigoglio 700

foglia verde azzurra dell’olivo che nutre i bambini.

 

E’ la santità dell’olivo da contrapporre all’empietà abominevole di chi i bambini li uccide come abbiamo visto npn senza piangere.

Sono “ i fratelli olivi

che fan di santità pallidi i clivi

e sorridenti”

(D’Annunzio, La sera fiesolana, 29- 31)

 

Questa nessuno giovane né chi è segnato dalla vecchiaia

distruggerà con mano violenta:

lo osserva sempre l’occhio

di Zeus custode 705

e Atena dagli occhi chiari.

Un’altra lode, la più forte, io posso proferire

per questa città madre,                                                 Antistrofe b

dono del grande dio,

massimo vanto di questa terra 710

quello dei bei cavalli, dei bei puledri  del bel mare.

O figlio di Crono, tu infatti l’hai disposta

 a questo vanto, sire Poseidone,

avendo inventato il morso che frena i cavalli

in queste contrade per prime. 715

E il remo ben fatto

 adattato alla mano meravigliosamente

  salta sul mare al ritmo

dei cento piedi delle Nereidi

 

Bologna 4 novembre 2025 ore 16, 07 giovanni ghiselli

 

p. s.

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