mercoledì 4 febbraio 2026

Sofocle Edipo a Colono vv- 951- 965 Traduzione con del commento


 

Creonte

Non l’avrei fatto se non avesse imprecato  aspre

imprecazioni contro me stesso e la mia stirpe:

in risposta a quanto ho subìto ritenevo giusto contraccambiare.

Dell’ira non c’è nessun’altra vecchiaia tranne

morire: nessun dolore tocca i morti. 955

Rispetto a questo farai quello che vuoi: dal momento che

la solitudine mi rende debole, anche se dico pur tuttavia

parole giuste, e se sono così vecchio, cercherò di contraccambiare.

 

 

Creonte è della generazione di Giocasta, sua sorella, madre oltre che moglie di Edipo, dunque dovrebbe essere più vecchio di Edipo a meno che il fratello avesse una ventina di anni meno di Giocasta. Ricordo che nel primo verso di questa tragedia Edipo si è presentato come un vecchio cieco. Creonte è dunque zio e cognato di Edipo. L’incesto ha confuso le generazioni.

 

Edipo

O anima impudente, chi credi di maltrattare in questa maniera 960

Me che sono vecchio o te stesso?

Tu che hai fatto uscire dalla tua bocca uccisioni, nozze e sventure che io disgraziato

ho subito senza volerle: infatti questo piaceva agli dèi

probabilmente adirati per qualche ragione da tempo contro la stirpe 965

 

Ricordo per la terza volta Re lear: “I am a man/more sinned against than sinning” (King Lear, III, 2), io sono un uomo contro il quale si è peccato , più che un peccatore.

Nelle tragedie greche c’è il problema dell’ereditarietà delle colpe. 

Vediamolo

Un problema grande nell’uomo greco è quello della ereditarietà delle colpe dei padri.

Sentiamone alcune espressioni: Eteocle nei Sette a Tebe non è personalmente colpevole ma deve pagare per :"la trasgressione antica/dalla rapida pena/che rimane fino alla terza generazione:/quando Laio faceva violenza/ad Apollo che diceva tre volte,/negli oracoli Pitici dell'ombelico/del mondo, di salvare la città/morendo senza prole;/ma quello vinto dalla sua dissennatezza/generò il destino per sé,/Edipo parricida,/quello che osò seminare/il sacro solco della madre, dal quale nacque/radice insanguinata,/e fu la pazzia a unire/gli sposi dementi"( Eschilo, vv.742-757).

Il Coro dellAntigone  di Sofocle deplora la catastrofe della ragazza con queste parole: "Avanzando verso l'estremità dell'audacia,/hai urtato , contro l'eccelso trono della Giustizia,/creatura, con grave caduta,/ del resto sconti una colpa del padre" (vv. 853-856).

 

Ora leggiamone un’interpretazione, a sua volta parecchio problematica, di Pasolini:“Uno dei temi più misteriosi del teatro tragico greco è la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri. Non importa se i figli sono buoni, innocenti, pii: se i loro padri hanno peccato, essi devono essere puniti. E’ il coro-un coro democratico- che si dichiara depositario di tale verità: e la enuncia senza introdurla e senza illustrarla, tanto gli pare naturale”Eschilo

Pasolini trova una ragione nella legge  della tragica predestinazione a ereditare le colpe: i giovani del 1975 sono figli di padri colpevoli, padri “che si son resi responsabili, prima, del fascismo, poi di un regime clerico-fascista, fintamente democratico, e, infine, hanno accettato la nuova forma del potere, il potere dei consumi, ultima delle rovine, rovina delle rovine”. I figli dunque sono puniti. “Ma sono figli “puniti” per le nostre colpe, cioè per le colpe dei padri. E’ giusto? Era questa, in realtà, per un lettore moderno, la domanda senza risposta, del motivo dominante del teatro greco. Ebbene sì, è giusto. Il lettore moderno ha vissuto infatti un’esperienza che gli rende finalmente, e tragicamente, comprensibile l’affermazione-che pareva così ciecamente irrazionale e crudele-del coro democratico dell’antica Atene: che i figli cioè devono pagare le colpe dei padri. Infatti i figli che non si liberano delle colpe dei padri sono infelici: e non c’è segno più decisivo e imperdonabile di colpevolezza che l’infelicità”.

E le colpe dei padri? Esse sono la complicità col vecchio fascismo e l’accettazione del nuovo fascismo. Perché tali colpe?

“Perché c’è-ed eccoci al punto-un’idea conduttrice sinceramente o insinceramente comune a tutti: l’idea cioè che il male peggiore del mondo sia la povertà e che quindi la cultura delle classi povere deve essere sostituita con la cultura della classe dominante. In altre parole la nostra colpa di padri consisterebbe in questo: credere che la storia non sia e non possa essere che la storia borghese [1].

 

Bologna 4 febbraio 2026 ore 17, 35 giovanni ghiselli

 

p. s.

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Ricordo il link per seguire da lontano la mia conferenza su Proust

Il link per seguire da lontano la prossima conferenza.

 

Ecco il link per seguire da lontano la conferenza che terrò sulla Ricerca di Proust (parte I)  il 16 febbraio 2026 dalle 17 alle 18, 30. Saluti giovanni ghiselli.

 

Ciao Giovanni

ho inserito il pdf della prima parte Marcel Proust sul sito.

Il link diretto per partecipare via meet è:

https://meet.google.com/geq-xxzk-ffo

 

Comunque come sempre anche dal sito si può arrivare all'incontro online cliccando su "qui" dove c'è scritto "cliccare qui se si desidera partecipare online": https://www.bibliotechebologna.it/events/alle-origini-del-novecento-voci-e-visioni-della-grande-letteratura-europea

 

 

Claudio Caprini

Biblioteca "Natalia Ginzburg"

Settore Biblioteche e Welfare culturale | Comune di Bologna

Via Genova 10 - 40139 Bologna 

tel. 051/2196074 sezione ragazzi
tel. 051/2196080 sezione adulti

www.bibliotechebologna.it

 

 

 

 

 

 



[1] P. P. Pasolini, Lettere luterane, I giovani infelici, pp. 5-12.


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