mercoledì 4 febbraio 2026

Viaggio in Grecia. Sesta parte. Nauplion. L’angusta e desolante stamberga. La vecchia, consumata candela.


 

Durante questa tappa scavalcammo altre montagne e ci riportammo sul mare, in Argolide,  a Nauplion, il paese  più gremito di turisti tra quante ne abbiamo frequentate nel Peloponneso. Né io né Alessandro amiamo gli affollamenti. Questo  ci costò subito la difficoltà di trovare un alloggio decente. Io sono un povero vecchio, anzi un vecchio povero, un vagabondo  diventato  come un uccello decrepito che sta perdendo le piume  mentre gli si scolora la coda,  e proprio per tale condizione deplorevole  devo vedere tanta luce nelle stanze dove passo alcune ore diurne.  Ho bisogno di pregare il sole al tramonto e quando mi sveglio. Ogni sera e tutte le mattine  chiedo aiuto ai raggi salvatori del dio generoso  (kalw` aujga;" hJlivou swthrivou").

Mi venne assegnata una stanzaccia buia e stretta,  affacciata su un cortile angusto e desolato più del tollerabile ai miei poveri occhi che si riempirono di lacrime a quella vista immonda.

Chiusi finestre e persiane. Quindi andai a camminare sul lungomare tutt’altro che brutto in sé, però vedevo malviventi e malfattori ovunque dopo la truffa subita dal losco portiere. Tornai all’albergo chiedendo  di cambiarmi la stanza foriera di tanto sconforto che temevo di non superare la notte. Quel loculo infatti faceva pensare alla morte.  Mi dissero che era sabato e mi avevano affittato l’ultima stanza rimasta. Decisi di non aprire più quella finestra per non riempirmi di dolore. Tornai a camminare illuminato dal sole occidente e pregai  il primo fra tutti gli dei " pavntwn qew'n provmo"", la fiamma che nutre la vita  "th;n pavnta bovskousan flovga. Dio mi esaudì. Mi confortò con i suoi languidi sorrisi serali e con quelli di alcune ragazze carine. Niente tira su un vecchio appassito  e scolorito come il sorriso radioso di una fanciulla fiorente. Sicché gridai: “riaccenditi vecchia, consumata candela!”.

 A me, non al sole

 

Dopo il tramonto andai con l’amico a cenare in una piazza dove  ruzzavano bambine e bambini. Uno spettacolo che mette allegria a un uomo dall’età decadente. Visione sempre più rara da noi.

 

Bologna 4 febbraio 2026 ore 11, 29 giovanni ghiselli.

p. s.

Statistiche del blog

All time1917751

Today413

Yesterday785

This month2568

Last month19299

 

  

 

 


Nessun commento:

Posta un commento