giovedì 8 ottobre 2026

Garlasco commentato con Apuleio e Ovidio.


 

Le discussioni mediatiche sull’assassinio e il possibile assassino di Chiara Poggi a parer mio rappresentano il tono dell’epoca qui in Italia. Ecco perché me ne occupo tanto.

Oggi un altro pensieri mi è venuto in mente rileggendo alcune parole di due maestri latini: Apuleio e Ovidio.

Sembra che le abbiano scritte per commentare i dibattiti su Andrea Sempio.

Chi lo difende sermocinatur, colloquia o cerca di farlo; chi lo accusa vociferatur, declama.  Uomini e donne.

Passiamo a Ovidio:“Grande sonant tragici: tragicos decet ira cothurnos;/usibus e mediis soccus habendus erit”[1], i tragici hanno un suono forte: l’ira si addice ai coturni tragici: la commedia va tratta dall’esperienza quotidiana.

Molti dei miei conoscenti non approvano questo mio interesse.

Rispondo che provo un forte interesse ogni volta che imparo: entrerei perfino nella caverna del Ciclope cannibale se ci fosse da imparare.

Bologna 8 ottobre 2026 ore 12, 15 giovanni ghiselli

p. s.

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Volevo arrivare a 2000 lettori di oggi prima di uscire. Ora posso farlo.

 



[1] Remedia amoris, 375-376.


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