giovedì 28 agosto 2025

Nietzsche argomenti vari 42. Nietzsche, Stesicoro, Socrate, Elena.


Epigrafe  I have committed fornication, but that was in another country , and besides, the whench is dead. Dedico questo post alle due Elene che mi hanno rivelato quale dovevo essere quando ero in  tempo (1968 a Praga, in primavera; 1971 a Debrecen in luglio- agosto.


“Erano  gradini per me, li ho saliti-a tal fine ho dovuto oltrepassarli. Ma quelli credevano che volessi riposarmi su di loro” (Nietzsche, Crepuscolo degli idoli  (Detti e frecce, 42). 1888

Commento

Questi “gradini”, che abbiamo superato senza fermarci mai, possono essere  le fasi del nostro lavoro-nel mio caso l’insegnamento dalla prima media all’università e alle comferenze, oppure le diverse amanti. Chi mi legge conosce i nomi delle più importanti:  alcune sono ancora vive, altre, poverine, defunte perché devo confessare che in tempi lontani fornicavo, come Barabba l’Ebreo di Malta di Cristopher Marlowe, in paesi lontani, e oramai quelle ragazze sono morte. Forse anche i loro figli sono già morti.

Gradini oltrepassati dunque, ma ce n’è uno, lo obietto a Nietzsche e ad altri che si illudono sul superamento di ogni gradino: c’è quello finale oltre il quale non possiamo passare poiché siamo stati partoriti a cavallo di una tomba, come dice Pozzo di Beckett. Baci alle sopravvissute

 

Socrate fu anche un grande erotico”.

“Ho fatto capire in che modo Socrate potesse destare avversione: resta tanto più da chiarire il fatto che egli affascinasse. Il motivo è che egli scoprì una nuova specie di agon, ove fu il primo maestro di scherma per i circoli nobili di Atene. Egli affascinava stuzzicando l’istinto agonistico degli Elleni- portava una variante nella lotta tra giovani e giovinetti. Socrate fu anche un grande erotico” (Crepuscolo degli idoli  Il problema di Socrate 8).

 Socrate personaggio del Fedro platonico fa un primo discorso sull’amore che riprende quello precedente di Lisia riferitogli da Fedro.

Primo discorso di Socrate presenta lo pseudo amore.

Egli dunque rivolge una preghiera alle Muse quindi definisce l'amore "desiderio del piacere non frenato dalla ragione".

L'innamorato è contrario all'indipendenza dell'amato: lo tiene lontano dalla cultura e dalla filosofia. Inoltre non vorrà che l'amato sia fisicamente indipendente e cercherà di far vivere l' ejrwvmeno" in modo effemminato e molle. Questo non dovrà neppure acquistare indipendenza finanziaria. Dunque l'  ejrasthv" è nemico dell'anima, del corpo, e del patrimonio dell' ejrwvmeno" il quale è vittima come l'agnello del lupo.

Il desiderio di un innamorato non nasce dall'affetto, ma è l'amore dei lupi per gli agnelli:"wJ" luvkoi a[rna" ajgapw'sin" (241d). Infatti l' ejrasthv" innamorato è possessivo, e mette a rischio la reputazione in quanto tende a vantarsi dei propri successi.

Detto questo, Socrate sta per andarsene, ma il suo demone lo trattiene dicendogli che Eros è un dio o qualche cosa di divino  e non può essere un male  (242E). Dunque il nume richiede una palinodia (243 B).

 

Secondo discorso di Socrate

 Socrate dice che farà come Stesicoro il quale ritrattò quanto aveva scritto su Elena che lo aveva reso cieco siccome il poeta l’aveva tacciata di adulterio:  allora  scrisse dei nuovi versi negando che la figlia di Zeus fosse salita sulle navi ben costruite per  andare a Troia. Elena allora gli rese la vista  (243B).

Anche Socrate ritratta quanto ha detto prima e nega che l’amore sia identificabile con il brutale appetito fisico; esso è anzi un dono divino che fa prevalere la parte buona dell’anima su quella volgare. L’amore fa crescere le ali e ci porta in alto. Finita la ritrattazione con il mito del carro i due cavalli e l’auriga,  Socrate si rivolge a Eros e gli dice: io ho fatto la palinodia; tu non negarmi il talento amoroso che mi hai donato e fammi amare dai belli, più di quanto avviene ora:" divdou d j e[ti ma'llon h] nu'n para; toi'" kaloi'" tivmion ei\nai"  (257A-B).

 

Aggiungo Pasolini il quale associa la pedagogia all’amore  : “Inoltre, il libertinaggio non esclude affatto la vocazione pedagogica. Socrate era libertino: da Liside a Fedro, i suoi amori per i ragazzi sono stati innumerevoli. Anzi, chi ama i ragazzi, non può che amare tutti i ragazzi (ed è questa, appunto, la ragione della sua vocazione pedagogica)” (Scritti corsari, p. 258)

 

I grandi erotici talora invecchiando diventano grandi eretici poiché i successi amorosi infondono il coraggio di avere pensieri propri. Quindi i conformisti li ammazzano.

Villa Fastiggi 28 agosto 2025 ore 9, 44 giovanni ghiselli.

p. s

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