venerdì 29 agosto 2025

Nietzsche argomenti vari 46. Nietzsche, Seneca e Machiavelli. E’ bene frenare l’ira istintiva.


 

Crepuscolo degli idoli. Quel che manca ai Tedeschi, 6.

“Per non venir meno alla mia natura che è affermativa, presento subito i tre compiti per i quali occorrono educatori. Bisogna imparare a vedere, bisogna imparare a pensare, bisogna imparare a parlare e a scrivere.

Imparare a vedere-abituare l’occhio alla calma, alla pazienza, a lascia giungere a sé le cose; rimandare il giudizio; imparare a rigirare e ad abbracciare il singolo caso da ogni lato. E’ questa la prima introduzione alla spiritualità: non reagire subito a uno stimolo, ma padroneggiare gli istinti che inibiscono, che isolano ”.

 

E’ un suggerimento simile a quello che dà Seneca nel De ira:Pugna tecum ipse; si vis vincere iram, non potest  te illa. Incipis vincere, si absconditur, si illi exitus non datur. Signa eius obrue et illam quantum fieri potest occultam secretamque teneamus (III, 13), combatti tu stesso con te; se vuoi vincere l’ira, quella non può farlo con te. Cominci a vincere, se viene celata, se non le viene data via di uscita. Coprine i segni e teniamola quanto è possibile occulta e nascosta.

 

 Seneca ha fatto 2 volte l’esempio di Socrate:

Nel primo libro il maestro di Nerone presenta l’esempio del maestro di Platone: “Socrates servo ait: “Caederem te, nisi irascerer” ( De ira, I, 15), Socrate disse a un servo: ti picchierei se non fossi adirato  

 

 

 Socratem aiunt colapho percussum nihil amplius quam “molestum esse quod nescirent homines quando cum galea prodire deberent” ( De ira, III, 11, 2) raccontano che Socrate colpito con un ceffone disse soltanto : è fastidioso che gli uomini non sappiano quando debbano uscire con l’elmo.

Machiavelli nella biografia LA VITA DI CASTRUCCIO CASTRACANI DA LUCCA scrive:

“Sendo ancora sotto lo imperio di messer Francesco Guinigi e dicendogli uno suo equale: - Che vuoi tu che io ti dia, e làsciamiti dare una ceffata? - rispose Castruccio: - Uno elmetto”.

L’esplosione dell’ira è un segno in un adulto èsegno di debolezza e di infantilismo.

 

 Torniamo a Nietzsche. “ogni mancanza di spiritualità, ogni bassezza poggiano sulla incapacità di resistere a uno stimolo”.

Del resto Nietzsche ha biasimato più volte Socrate attribuendogli diffidenza e ostilità nei confronti dell’ istinto come abbiamo mostrato sopra.

 

Crepuscolo degli idoli. Scorribande di un inattuale 8.

 Sulla psicologia dell’artista

 

Idealizzare equivale a educare.

.-Perché esista l’arte è necessario un presupposto fisiologico: l’ebbrezza”.

 E’ anche il presupposto fisiologico del dionisiaco.

L’ebbrezza accresce l’eccitabilità, “soprattutto l’ebbrezza dell’eccitazione sessuale, la più antica e originaria forma di ebbrezza”.

 

Questa però non è il dionisiaco estetico dei Greci

Nel secondo capitolo del giovanile e geniale scritto“La nascita della tragedia” il nostro aveva sostenuto  che un abisso immenso separa i Greci dionisiaci dai barbari orgiastici le cui  feste consistevano in una esaltata sfrenatezza sessuale, in “un orribile miscuglio di voluttà e crudeltà, vero beveraggio delle streghe”.

Apollo difese i Greci dalla febbrile eccitazione di quelle feste, da tali manifestazioni orgiastiche grottescamente rozze e impose un ordine.

 

Ma torniamo al Crepuscolo degli idoli.

“Ugualmente l’ebbrezza che sopraggiunge al seguito di tutte le grandi brame, di tutti i forti affetti: l’ebbrezza della festa, della gara, del pezzo di bravura, della vittoria, di ogni commozione estrema; l’ebbrezza della crudeltà; l’ebbrezza della distruzione; l’ebbrezza determinata da certi influssi meteorologici, per esempio l’ebbrezza della primavera (…) L’essenziale dell’ebbrezza è il senso dell’aumento di forza della pienezza. Da questo si comunicano sentimenti alle cose (…)questo processo vien detto idealizzare. Sbarazziamoci qui di un pregiudizio: l’idealizzare non consiste, come comunemente si crede, nel togliere o eliminare ciò che è piccolo, secondario. Quel che importa è piuttosto spinger fuori, grandiosamente, i tratti principali in modo che gli altri scompaiono”

Commento: questo idealizzare di Nietzsche corrisponde a educare- educere- tirare fuori quello che una persona ha dentro.

Alcuni dicevano di me che come insegnante miglioravo i migliori e peggioravo i peggiori, e non mi dispiaceva.

 

 Torniamo al Crepuscolo degli idolo e passiamo  a Scorribande di un inattuale  9.

 Pascal non era artista e Raffaello non era cristiano

 

“Nell’arte l’uomo gode se stesso come perfezione.” L’artista tende a perficere, a perfezionare nel senso di fare fino in fondo, condurre a termine.

“Sarebbe lecito immaginarsi una condizione opposta, una specifica antiartisticità dell’istinto- un modo di essere che impoverisca, assottigli, intisichisca tutte le cose. E in effetti la storia è ricca di simili antiartisti, di simili affamati della vita: che di necessità debbono ancora prendere le cose per come sono in sé, logorarle, renderle più misere. Questo è ad esempio il caso del vero cristiano, per esempio di Pascal: un cristiano che allo stesso tempo sia artista non esiste”

 Ricorderete: “Dante: ovvero la iena che fa poesia nelle tombe” [1] , il poeta che prende a calci e dischioma i morti-

Di Pascal (1623-1662) voglio citare la pericolosità che attribuisce al teatro: “Tutti i grandi divertimenti sono pericolosi per la vita cristiana; ma, tra tutti quelli che il mondo ha inventato , non ce n’è nessuno che sia da temere più del teatro” (Pensieri, 71)

La linea platonico-cristiana di avversione per gli spettacoli teatrali  diviene dispotica fra i Puritani del Seicento: il Lord Protector Cromwell[2] fece chiudere i teatri durante la sua tirannide in Inghilterra.

Per quanto riguarda la presenza di tale ostilità nel Nuovo Mondo, sentiamo La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne[3], pubblicata nel 1850 ma ambientata nella Boston puritana del XVII secolo:"inutilmente si sarebbe immaginato di vedere quel popolo abbandonarsi ai divertimenti popolari che erano in uso in Inghilterra sotto la regina Elisabetta o sotto re Giacomo. Niente spettacoli teatrali, né musiche di sonatori ambulanti, né canzoni di menestrelli, né trucchi di giocolieri, né lazzi di saltimbanchi. Il fondo del carattere di questa gente-s'è detto-era triste, e tutti questi professionisti dell'allegria sarebbero stati scacciati non soltanto dalla legge, ma dal sentimento popolare che conta assai più della legge"[4]. La protagonista del romanzo è una donna bella e fine, marchiata e messa al bando da questa gente tetra.

 

Ma torniamo a Nietzsche che passa a Raffaello Urbinate

“Non si sia puerili e non mi si obietti Raffaello o certi cristiani omeopatici del diciannovesimo secolo: Raffaello diceva Sì, Raffaello faceva Sì, di conseguenza Raffaello non era un cristiano”


 

Note

[1]Nietzsche, Crepuscolo degli idoli ,  Scorribande di un inattuale, 1.

[2] Esercitò una dittatura personale dal 1653 al 1658.  Suo segretario fu John Milton, l’autore di Il paradiso perduto (1667)

[3] Scrittore statunitense: 1804-1864.

[4] N. Hawthorne, La lettera scarlatta, p. 180.


Villa Fastiggi  29 agosto 2025 ore 9, 23 giovanni ghiselli

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