Un fatto non tedesco ma europeo, un grandioso tentativo di superare il diciottesimo secolo con un ritorno alla natura, con un ascendere alla naturalità del Rinascimento, una specie di autosuperamento da parte di questo secolo (…) Egli non si astrasse dalla vita, ma si immise in essa; non fu pusillanime e prese su di sé e dentro di sé quante più cose era possibile. Quel che voleva era totalità; egli combatté la separazione di ragione, sensibilità, sentimento, volontà; si disciplinò per la totalità, creò se stesso. In un’ epoca non orientata al realismo, Goethe fu un realista convinto: disse sì a tutto ciò che in essa gli fosse affine, -la sua più grande esperienza fu appunto quell’ens realissimum chiamato Napoleone.
Goethe concepiva un uomo forte, di elevata cultura, versato in tutte le attività fisiche, capace di tenersi a freno, rispettoso di sé, che potesse osare di concedersi tutto l’ambito e la ricchezza della naturalità e che fosse abbastanza forte per questa libertà; l’uomo della tolleranza non per la debolezza ma per la propria forza, perché capace di impiegare a proprio vantaggio anche ciò di cui una natura mediocre sarebbe perita; l’uomo per il quale non esiste più nulla di proibito, tranne la debolezza, si chiami essa vizio o virtù. Un tale spirito divenuto libero sta con gioioso e fidente fatalismo in mezzo al tutto, nella fede che solo ciò che è isolato è riprovevole, e che ogni cosa si redime e si afferma nel tutto-egli non nega più…Ma una fede come questa è la più alta delle fedi possibili: l’ho battezzata dal nome di Dioniso”.
Appongo un breve, dovuto, commento: il negatore sistematico è negativo lui stesso.
Quanto a egli non nega più, nel Faust di Goethe, Mefistofele si presenta dicendo “Ich bin der Geist , der stets verneint” (Parte prima, Studio I , v. 1338) io sono lo spirito che nega sempre .
Nelle Nuvole di Aristofane, Fidippide scende dal pensatoio condotto per mano da Socrate, e suo padre Strepsiade, vedendolo da vicino, è contento poiché il ragazzo ha preso l'aspetto malsano e supponente dei socratici:
"come sono contento vedendo quel colore!
Ora davvero subito a vederti sei negatore
e contestatore- nu'n me;n g j ijdei'n ei\ prw'ton ejxarnhtiko;"- kajntilogikov""(- 1171-1172).
Ecco dunque che il giovane ha preso quell'aria faziosa tipica dei fannulloni filosofeggianti, pieni di pretese e privi di merito. Il padre spera che con l’aiuto di questo allievo del cattivo maestro Socrate, potrà ingannare i suoi creditori e non pagare i debiti fatti per pagare i lussi del figlio.
Crepuscolo degli idoli . Quel che debbo agli antichi 1
Sallustio e Orazio.
“Il mio senso per lo stile, per l’epigramma come stile si destò quasi all’improvviso nell’accostarmi a Sallustio”.
Faccio un esempio di brevità sallustiana: lo storiografo descrive vari aspetti del carattere paradossale di Catilina, un uomo fuori dal comune misto di vizi e di capacità notevoli , comunque in grado di osare rischiando tutto, e ne sintetizza il ritratto con queste poche parole: “opprimundae rei publicae consilium cepit” (Bellum Catilinae, XVI), concepì il piano di schiacciare lo Stato.
Nietzsche cercava modelli per acquisire un fraseggiare di brevità e di forza.
“Si riconoscerà in me , sin dentro il mio Zarathustra, una ambizione assai seria di stile romano, per ciò che nello stile è aere perennius. Non altrimenti mi successe al mio primo contatto con Orazio. Sino ad ora non ho provato con nessun altro poeta lo stesso rapimento artistico che mi diede sin dall’inizio un’ode di Orazio. Ciò che essa raggiunge in certe lingue non si può nemmeno volere. Questo mosaico di parole, in cui ogni parola espande la sua forza come suono, come posizione, come concetto, a destra e a sinistra e sopra il tutto, questo minimum nell’estensione e nel numero dei segni e questo maximum così ottenuto nell’energia dei segni-tutto ciò è romano e, se mi si vuol credere, aristocratico par excellence.
Al suo confronto tutta l’altra poesia diventa qualcosa di troppo popolare-una mera loquacità del sentimento”.
Aggiungo un altro esempio di espressione oraziana estremamente sintetica e pure ossimorica: Pirra è simplex munditiis (Orazio, Odi I, 5, 5) semplice nell'eleganza.
Villa Fastiggi 30 agosto 2025 ore 13, 55 giovanni ghiselli
p. s.
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